La ricetta di Berlusconi contro la precarietà? Sposare un milionario

 La ricetta di Berlusconi contro la precarietà? Semplice: sposare un milionario. Il candidato premier del Pdl, noto per il suo spiccato senso dell’umorismo, non ha trovato di meglio che rispondere con questa battuta – se così la vogliamo definire – ad una precisa domanda postagli da una ragazza durante la trasmissione “Punto di Vista” su Rai2.

“Come è possibile per le giovani coppie mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto di lavoro, di un reddito fisso?”, domanda la ragazza. “Io, da padre, le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere. E credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere”, la replica del Cavaliere.

Sandri (DC): il centro sia punto di convergenza dei valori

 “La Democrazia Cristiana guarda sempre con maggior attenzione verso tutte quelle componenti politiche di ‘centro’ e della società civile, capaci di essere oggi promotrici di una nuova politica unitaria e di centro, basata sul dialogo, sulla capacità di ascolto e sull’apertura multiculturale” dichiara Angelo Sandri, segretario nazionale della Democrazia Cristiana che lancia un appello, forte, a tutte quelle formazioni centriste e ai cristiano democratici impegnati in politica, per la rinascita di una federazione di Centro e aggiunge “Tutti i centristi insieme debbono poter recuperare convintamene il proprio ruolo politico per restituire al Paese un ‘centro’ politico, che non sia solo un punto geometrico ma che sia il punto di incontro e convergenza di quanti, animati da valori e radici comuni, si riconoscono pari dignità e pongono il proprio impegno politico al servizio del prossimo e del Paese. Insieme – prosegue Sandri – il centro può rompere l’attuale schema bipolare che tanti danni ha creato, i cui i risultati sono tristemente sotto gli occhi di tutti”.

A Boselli è toccato solo lo 0,3% del tempo nelle trasmissioni di approfondimento

 Scandaloso. Basta leggere i dati diffusi dalla stessa Rai per convenire che questo è il termine più appropriato per definire il comportamento di Viale Mazzini (anche delle reti private ma il servizio pubblico ha obblighi specifici) nei confronti del Partito socialista. Bene dunque ha fatto Boselli la settimana passata a denunciare con forza il comportamento censorio della Tv pubblica nell’unico ‘contenitore’ informativo disponibile, quello di ‘Porta a Porta’. Altro che piagnistei, ma legittima protesta che verrà replicata in tutte le sedi possibili a cominciare dalla Commissione di Vigilanza e dall’Agcom.

Di Salvo: I lavoratori italiani sono lavoratori più poveri

 “Anche l’Ocse conferma per l’ennesima volta ciò che già sapevamo, e che ai lavoratori e le lavoratrici italiane e ai pensionati è chiarissimo: i salari italiani sono tra i più bassi d’Europa e più in generale tra più bassi dei paesi industrializzati.
Negli ultimi anni si è verificato un gigantesco spostamento di ricchezza dai salari alle rendite e ai profitti perché sì è puntato a competere sui mercati internazionali comprimendo i costi del lavoro e della spesa sociale anziché puntare su qualità, innovazione, formazione e ricerca.

Lavoro, firmato il decreto sicurezza

 Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Le nuove norme, valevoli per 30 giorni, dovranno poi affrontare il normale iter parlamentare per essere convertite in legge.

Il provvedimento, discusso e approvato lo scorso 6 marzo, incide significativamente sulla normativa vigente: amplia l’applicazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza per tutti i lavoratori, rafforza il coordinamento delle attività di vigilanza e finanzia azioni promozionali e campagne sul tema della sicurezza sul lavoro.

Italia vergogna d’Europa anche sugli stipendi

 Più poveri, sempre più poveri. E con stipendi da fame. Addirittura dietro Spagna e Grecia. Non è certo un bel quadretto quello disegnato dall’Ocse per il settimo paese più industrializzato del mondo. Un Paese che lascia a fine mese i propri cittadini con una busta paga tra le più basse dei Paesi Ocse, piazzandosi al 23esimo posto dietro Spagna e Grecia. La classifica, rilevata dal Rapporto Ocse sulla tassazione dei salari, riguarda lo stipendio netto di un lavoratore senza carichi di famiglia ed è calcolato a parità di potere d’acquisto. Lo stipendio italiano (19.861 dollari l’anno) è molto al di sotto della media Ocse (24.660) e della Ue a 15 (26.434).

Bankitalia certifica: conti pubblici in salute

L’Italia senza governo, in attesa delle elezioni, ha fatto un altro passo avanti verso il risanamento dei conti pubblici. A sancire il miglioramento dello stato di salute dei nostri conti pubblici è stata ieri mattina la Banca d’Italia, che ha diffuso i dati relativi al debito e al fabbisogno delle amministrazioni pubbliche per il 2007.