Fini, Berlusconi e Alemanno firmano il patto per Roma

 I leader del Popolo della Libertà, Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini hanno firmato oggi il patto per Roma con Gianni Alemanno e Alfredo Antoniozzi, rispettivamente candidato sindaco e presidente della Provincia. A sottoscrivere l’impegno per la Capitale, sul palco allestito a Corviale, anche l’immunologo Ferdinando Aiuti, capolista Pdl al Comune, Daniela Gallo, ausiliaria del Policlinico Sant’Andrea, Antonio Guidi, già ministro della Famiglia nel Governo Berlusconi e capolista a Roma per una lista civica. Una pensionata 65enne, Germana Lizzani, che vive nel quartiere Corviale con un marito disoccupato, Roberta Moriccioli, figlia di Luigi, il ciclista ucciso a seguito di un’aggressione sulla pista ciclabile di Tor di Valle, Souad Sbai, presidente delle donne marocchine in Italia, Natasha Bernacchia, precaria al ministero per le Politiche Agricole.

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Buontempo: Giovani precari, nessuno pensa al loro futuro

 «Il lavoro precario doveva essere un evento straordinario invece, come spesso accade nel nostro Paese, dove il temporaneo spesso diventa definitivo, si è trasformato nella normalità». A dichiararlo è il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo.
«Sono sotto gli occhi di tutti i sacrifici dei nostri giovani su cui dovrebbero essere riposte le speranze della nostra società: sono depauperati di sogni, di aspettative, di un futuro certo e sereno. Fino a qualche anno fa si faceva un po’ di gavetta – prosegue Buontempo – nolenti o volenti ci si piegava ad un po’ di flessibilità, ma poi, dopo qualche anno, si arrivava a firmare un contratto permanente. Oggi no. Oggi si conquista la stabilità alle soglie dei quarant’anni e questo è inaccettabile. E’ lecito mettere alla prova la professionalità di chi si assume ma questo periodo non può durare dieci anni».

La campagna nei Gazebo per rilanciare la famiglia

Rilanciare l’attenzione della politica nei confronti della famiglia e delle donne dopo due anni di governo del centrosinistra in cui questi elementi insostituibili della societa’ sono stati dimenticati. E’ il messaggio che Mara Carfagna (Forza Italia), Barbara Saltamartini (An), Giorgia Meloni (vice presidente della Camera ed esponente di An), Beatrice Lorenzin (coordinatrice nazionale di Forza Italia Giovani) ed Eugenia Roccella (gia’ portavoce del ’Family Day’ e candidata nel Popolo dela Libertà) hanno lanciato alla vigilia del fine settimana di gazebo dedicati proprio al tema della famiglia, in cui i cittadini potranno indicare quelle che ritengono le loro priorita’.

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Pdl: via dal Libano e torniamo in Iraq

Sulla politica estera dell’Italia – nel giorno in cui riesplode il dramma del Tibet – manca una visione bipartisan e la questione dell’impegno militare e civile dal Libano all’Afghanistan contribuisce a infiammare la campagna elettorale. Ad accendere la miccia è stato l’iper atlantista Antonio Martino, già ministro della difesa nel governo Berlusconi, pronosticando un rovesciamento della linea fin qui tenuta nelle linee guida della politica estera. “Cambio delle regole d’ingaggio per i nostri soldati impegnati in Libano” che avranno mani più libere, meno peace keeping e più peace enforcing; “istruttori in Iraq e più uomini in Afghanistan”.

Fini: Misure condivise non sono larghe intese

 “Se la sinistra, che sarà all’opposizione, voterà a favore di provvedimenti del governo, non è che ci sarà un governo di larghe intese, ci sarà piuttosto quello che in altri paesi è già norma, cioè che si vota per ciò che si condivide e si contrasta ciò che non si apprezza, cosa che in Italia continua ad essere più teorica che reale”. E’ quanto ha dichiarato il presidente di An Gianfranco Fini a margine del Forum di Confcommercio in corso a Cernobbio. “Se noi vinciamo le elezioni, cosa di cui sono personalmente convinto – ha proseguito Fini – tra i primi provvedimenti inseriamo la riduzione dell’Irpef o un intervento sul carico fiscale di un’impresa, cioè facciamo cose che Veltroni dice un giorno sì e l’altro pure, diventerà difficile il giorno che presenteremo il provvedimento dire di no se lo fa il governo”. Il leader di An sul tema ha invitato a “usare le parole in modo non equivocabile”.

Lettera aperta delle donne della Sinistra Arcobaleno

 Alcune autorevoli donne del Pd hanno chiesto coerenza al loro partito e si dicono preoccupate del fatto che alle molte candidature femminili non si accompagni un impegno altrettanto forte per eleggerle.
Per quanto riguarda il Pdl , secondo Berlusconi i tempi non sarebbero maturi per una politica e per istituzioni di donne e di uomini. L’affermazione si commenta da sola.
Anche noi avevamo avanzato pubblicamente alcune proposte agli uomini che dirigono la Sinistra Arcobaleno e ci eravamo impegnate a darne conto alle altre.
Con questa lettera aperta manteniamo l’impegno preso.