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	<title>MondoPoliticaBlog &#187; trattato lisbona</title>
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	<description>Il mondo della politica</description>
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		<title>Veltroni: Non si può fare federalismo fiscale senza Camera delle regioni</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 20:18:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Colazione da Schifani per il leader dell’opposizione, Walter Veltroni e, al termine, qualche dichiarazione sulle riforme “prossime venture”:&#8221;Noi siamo legati a ciò che è stato discusso alla Camera nella scorsa legislatura con quello che viene chiamato il pacchetto Violante. Quello è ciò su cui oggi si può creare una condizione di convergenza, naturalmente con le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Colazione da Schifani per il leader dell’opposizione, Walter Veltroni e, al termine, qualche dichiarazione sulle riforme “prossime venture”:&#8221;Noi siamo legati a ciò che è stato discusso alla Camera nella scorsa legislatura con quello che viene chiamato il pacchetto Violante. Quello è ciò su cui oggi si può creare una condizione di convergenza, naturalmente con le correzioni e integrazioni che sono necessarie&#8221;.  Poi il segretario del Pd fa l&#8217;esempio &#8220;su un tema che è particolarmente discusso che riguarda il modo in cui si elegge il Senato, che e&#8217; questione delicato e che per altro e&#8217; assolutamente legata al federalismo fiscale, non si può pensare di fare il federalismo fiscale senza mettere mano ad una Camera delle Regioni&#8221;. Ma, prosegue Veltroni, &#8220;ora vediamo che clima si crea. E&#8217; chiaro che se il clima e&#8217; quello proposto dalle parole di Berlusconi diventa difficile, se invece il clima è più istituzionale, se è un clima in cui si vuole davvero affrontare e fare le riforme istituzionali e&#8217; un altra cosa, ma lo vedremo alla ripresa autunnale&#8221;.<span id="more-973"></span><br />
Ad auspicare la ripresa del confronto è stato il presidente Giorgio Napolitano nel corso di una intervista al Tg1 del 31 luglio. Il capo dello Stato, lodando il voto unanime della Camera a favore della ratifica del Trattato europeo di Lisbona, era tornato a esprimere l&#8217;auspicio che maggioranza e opposizione possano dialogare sulle necessarie riforme istituzionali.<br />
&#8221;L&#8217;Italia ha bisogno di convergenze sulle questioni su cui e&#8217; indispensabile, per poter decidere, avere una larga condivisione. In modo particolare, le riforme istituzionali, la riforma della giustizia, il funzionamento del Parlamento&#8221;, ha precisato Napolitano. Giudizio positivo, infine, sull&#8217;incontro tra Fini e D&#8217;Alema: &#8221;Mi pare un segno positivo&#8221;.<br />
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervistato sempre il 31 luglio dal direttore del Tg5 Clemente Mimum, ironizza sul dialogo &#8221;Credo che la persona piu&#8217; facile con cui poter avere un dialogo aperto sia il presidente Berlusconi”, poi entra nel merito: “per dialogare bisogna essere in due, e servono un minimo di rispetto e un comportamento leale. Se ci sarà la possibilità di dialogare saremo felici, se non ci sarà andremo avanti con tutte le riforme promesse agli italiani&#8221;. &#8221;Faremo in autunno la riforma della giustizia, la riforma della legge elettorale per le europee e il federalismo fiscale&#8221;, ha proseguito il premier, avvertendo che fara&#8217; &#8221;poche vacanze per preparare il lavoro del governo”. Rispetto ai temi dell&#8217;economia, Berlusconi, preoccupato per l&#8217;andamento dell&#8217;inflazione e per la crisi di dimensioni internazionali causata dall&#8217;aumento della richiesta di materie prime e petrolio, avverte che &#8221;bisogna sempre essere ottimisti, visto che a momenti di crisi si alternano momenti di espansione e sviluppo&#8221;.</p>
<p>www.regioni.it</p>
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		<title>Lega: Ratifica trattati Ue solo con il referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 07:34:07 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Cota]]></category>
		<category><![CDATA[trattato lisbona]]></category>
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		<description><![CDATA[“Oggi l’aula di Montecitorio ha approvato l’ordine del giorno della Lega che chiede di poter sottoporre a referendum popolare i trattati comunitari”. Lo ha dichiarato ieri il Presidente del deputati della Lega Nord, Roberto Cota, in riferimento alla legge di ratifica del Trattato di Lisbona votata alla Camera. “Questo ordine del giorno, inoltre, chiede l’impegno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Oggi l’aula di Montecitorio ha approvato l’ordine del giorno della Lega che chiede di poter sottoporre a referendum popolare i trattati comunitari”. Lo ha dichiarato ieri il Presidente del deputati della Lega Nord, Roberto Cota, in riferimento alla legge di ratifica del Trattato di Lisbona votata alla Camera. “Questo ordine del giorno, inoltre, chiede l’impegno del Governo per l’inserimento nei trattati comunitari delle radici giudaico-cristiane come valore fondante del pensiero, della cultura storica e della tradizione dei popoli dell’Europa &#8211; ha spiegato il capogruppo leghista &#8211; la valorizzazione delle lingue locali, la riaffermazione del valore della famiglia naturale e chiede di risolvere il problema quote latte”. <span id="more-970"></span>L’approvazione di questo ordine del giorno è per il Presidente Cota “un atto politico molto importante. Solo questa può essere l’Europa del futuro, quella dei popoli, perché quella attuale dei burocrati, è finita e l’unica via è prenderne chiaramente atto”. “Il voto favorevole della Lega al Trattato di Lisbona è motivato dal fatto che l’unica via per salvare l’Europa &#8211; ha concluso Cota &#8211; è costruire un altro tipo di Europa con i valori tracciati dal nostro ordine del giorno”. </p>
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		<title>Berlusconi: soddisfazione per la ratifica all&#8217;unanimità del Trattato UE</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 19:03:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso a nome del Governo la grande soddisfazione per il voto all’unanimità della Camera dei Deputati di questa mattina che ha completato il processo di ratifica parlamentare dell’Italia del Trattato di Lisbona.
Si tratta – ha detto il Presidente Berlusconi – di un risultato particolarmente importante che ha visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2008/06/unioneuropea.jpg' alt='Berlusconi: soddisfazione per ratifica Trattato UE' class="left"/>Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha espresso a nome del Governo la grande soddisfazione per il voto all’unanimità della Camera dei Deputati di questa mattina che ha completato il processo di ratifica parlamentare dell’Italia del Trattato di Lisbona.</p>
<p>Si tratta – ha detto il Presidente Berlusconi – di un risultato particolarmente importante che ha visto tutto il Parlamento ed il Governo uniti a sostegno di un progetto di grande rilevanza. E’il contributo dell’Italia, ha aggiunto il Presidente del Consiglio, al rilancio dell’Europa che sta attraversando una fase di difficoltà. L’auspicio è che il voto di oggi possa servire anche agli altri Paesi che ancora devono completare l’iter parlamentare.</p>
<p>Il Presidente del Consiglio ha espresso il proprio ringraziamento ai Presidenti dei due rami del Parlamento e ai Presidenti delle Commissioni parlamentari competenti per essere riusciti a completare il processo di ratifica in tempi così rapidi.</p>
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		<title>Napolitano: Governi non usino Ue come capro espiatorio</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 12:00:24 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Presidenza della Repubblica]]></category>
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		<category><![CDATA[Parlamento europeo]]></category>
		<category><![CDATA[rafforzamento Unione]]></category>
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		<description><![CDATA[Giorgio Napolitano punta l&#8217;indice contro quei Governi che hanno utilizzato in questi anni l&#8217;Unione Europea come &#8220;capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze&#8221;. In fondo, spiega intervenendo agli &#8220;stati generali dell&#8217;Europa&#8221; la responsabilità del voto irlandese che ha bocciato il Trattato di Lisbona. A forza di nascondersi dietro le direttive comunitarie si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Napolitano punta l&#8217;indice contro quei Governi che hanno utilizzato in questi anni l&#8217;Unione Europea come &#8220;capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze&#8221;. In fondo, spiega intervenendo agli &#8220;stati generali dell&#8217;Europa&#8221; la responsabilità del voto irlandese che ha bocciato il Trattato di Lisbona. A forza di nascondersi dietro le direttive comunitarie si è creato un &#8220;problema di partecipaizone e di consenso dei cittadini&#8221; che ha minato il processo di integrazione.</p>
<p>Napolitano giunge al Palazzo dei Congressi di Lione ed è accolto da un piccolo gruppo di ragazzi che sventolano la bandiera irlandese. Sulle magliette verde smeraldo portano la scritta: &#8220;Non ignorate il nostro voto&#8221;. Sarà un gruppo sparuto, ma di solito le manifestazioni del genere di quella a cui sta prendendo parte una volta vedevano i giovani manifestare perché si spingesse sull&#8217;acceleratore dell&#8217;unità. Evidentemente è un segno dei tempi.<span id="more-768"></span></p>
<p>Napolitano, a bocca calda, dopo il referendum irlandese invitò a procedere senza lasciare che una piccola minoranza numerica organizzata in uno stato bloccasse altre 26 nazioni. Oggi torna sulla questione. &#8220;Possiamo ammettere che il Trattato di Lisbona venga travolto dal referendum in Irlanda?&#8221;, si chiede &#8220;può essere bloccato dal tabù dell&#8217;unanimità il necessario cammino verso il rafforzamento dell&#8217;Unione?&#8221;. La risposta è scontata: &#8220;no, lasciare che ciò accada equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato&#8221;.</p>
<p>Però sia chiara una cosa: &#8220;E&#8217; giunto il momento della prova. Se in questa dimensione e con queste regole l&#8217;Unione non riesce a funzionare bisogna trovare le forme di impegno più saldo tra i Paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e di coesione come la moneta unica&#8221;.</p>
<p>Bisogna però partire dal riconoscere una realtà scomoda. E cioé che &#8220;il voto in Irlanda ha drasticamente posto il grande problema del rapporto tra governanti e governati nell&#8217;Europa unita, il problema della partecipazione e del consenso dei cittadini&#8221;.</p>
<p>Di qui la stoccata a quei &#8220;troppi governi nazionali che negli anni scorsi hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e persino i rispettivi parlamenti nelle discussioni e nelle scelte cui erano chiamate le istituzioni dell&#8217;Unione&#8221;.</p>
<p>&#8220;Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da esse sostenute in sede europea, chiamando in causa l&#8217;Europa e in particolare la Commissione Europea, la &#8216;burocrazia di Bruxelles&#8217; come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze&#8221;.</p>
<p>Insomma, &#8220;è mancato un discorso di verità nel rapporto con i cittadini, è mancato il segno della convinzione e della volontà politica nell&#8217;indicare e motivare l&#8217;esigenza di una più forte unità europea nel prospettare le nuove politiche comuni di cui c&#8217;è bisogno in Europa&#8221;.</p>
<p>Insomma, troppo comodo nascondersi dietro l&#8217;Europa per giustificare scelte poco popolari, troppo comodo addossare a Bruxelles responsabilità che invece sono proprie. C&#8217;è, però, un altro punto: &#8220;Non si può pretendere dai cittadini che si orientino nella trama delle norme di un nuovo Trattato, e addirittura nel labirinto di un collage di emendamenti ai Trattati vigenti come quello concordato a Lisbona&#8221;. Quella sì che è roba da burocrati, quello sì che è un testo troppo annacquato e troppo edulcorato per diventare digeribile. E&#8217; inevitabile che si crei &#8220;un equivoco, o il timore di una delega in bianco da parte di questi alle istituzioni europee&#8221;. Al contrario, quello di cui c&#8217;è necessità &#8220;è il recupero di un rapporto di fiducia con i cittadini basato su una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche che rappresentano gli Stati membri dell&#8217;Unione&#8221;.</p>
<p>&#8220;E&#8217; qui il nocciolo della questione della democrazia nel contesto dell&#8217;Europa unita&#8221;, conclude Napolitano chiedendo un rafforzamento del Parlamento europeo. La democrazia, del resto si basa sul principio dell&#8217;assunzione di responsabilita&#8217;: dei cittadini al momento del voto, dei governi al momento della decisione. </p>
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		<title>Trattato di Lisbona, il Consiglio Ue: &#8220;Occorre tempo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 16:37:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[commissione europea]]></category>
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		<category><![CDATA[ratifiche]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione del Trattato di Lisbona sulla riforma dell’Unione Europea sarà trattata il prossimo 15 ottobre, al primo summit sotto presidenza francese, per “esaminare la via da seguire”, dopo la bocciatura da parte degli elettori irlandesi nel referendum del 12 giugno.
E’ quanto si afferma nella bozza di conclusioni del vertice di Bruxelles proposta dalla presidenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2008/06/unioneuropea.jpg' alt='Trattato di Lisbona, il Consiglio Ue: "Occorre tempo"' class="left"/>La questione del Trattato di Lisbona sulla riforma dell’Unione Europea sarà trattata il prossimo 15 ottobre, al primo summit sotto presidenza francese, per “esaminare la via da seguire”, dopo la bocciatura da parte degli elettori irlandesi nel referendum del 12 giugno.<br />
E’ quanto si afferma nella bozza di conclusioni del vertice di Bruxelles proposta dalla presidenza di turno slovena.<br />
Il Consiglio Europeo prende infatti atto che “occorre più tempo” per esaminare la situazione del Trattato, che già si sono avute 19 ratifiche da parte dei Paesi membri del documento, che le ratifiche “proseguono in altri Paesi” e, inoltre, che l’Irlanda “procederà attivamente” in consultazioni interne e con i partner per “proporre una via di uscita”.<br />
Nella bozza, viene infine confermata la volontà del Consiglio di “occuparsi dei cittadini” e di raggiungere “risultati concreti” nelle politiche che “preoccupano i cittadini” a cominciare dalle risposte da dare all’emergenza prezzi.<br />
<span id="more-762"></span><br />
La bozza resta comunque tutt’altro che definitiva.<br />
In particolare, a causa della strenua opposizione della Repubblica Ceca, non si fornisce alcun elemento sulla condotta che dovrebbero tenere i sette Stati membri da cui il Trattato non è ancora stato ratificato.</p>
<p>Questi, dunque, gli sviluppi dopo la prima giornata del summit Ue nel quale i 27 hanno dato mandato alla Commissione europea di approfondire l’analisi degli interventi con i quali fare fronte all’ emergenza determinata dall’impennata dei prezzi dei carburanti, delle materie prime e dei prodotti alimentari.<br />
Il risultato del lavoro della Commissione sarà esaminato dal vertice Ue in programma per il prossimo ottobre. </p>
<p>www.noipress.it</p>
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		<title>Anche la Lega voterà il trattato di Lisbona</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 07:20:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[consultazione popolare]]></category>
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		<description><![CDATA[“Se non l’avesse votato la Gran Bretagna – spiega Umberto Bossi- sarebbe un trattato morto ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi”.
Il Senatur si allinea dunque al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che intervenuto all’assemblea di Confcommercio, ha sottolineato proprio la necessità di “superare l’ostacolo” dovuto allo stop irlandese alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2008/02/bossi.jpg' alt='Anche la Lega voterà il trattato di Lisbona' class="left"/>“Se non l’avesse votato la Gran Bretagna – spiega Umberto Bossi- sarebbe un trattato morto ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi”.<br />
Il Senatur si allinea dunque al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che intervenuto all’assemblea di Confcommercio, ha sottolineato proprio la necessità di “superare l’ostacolo” dovuto allo stop irlandese alla carta Ue trattato.<br />
E nonostante le dichiarazioni del ministro leghista della Semplificazione, Roberto Calderoli (che aveva parlato di un Trattato di Lisbona che “non esiste più, perché per il Trattato si richiede l’unanimità”), Bossi assicura che la Lega Nord sarà comunque compatta sul voto a favore della ratifica: “Noi siamo uniti, dove vado io vanno tutti. Quello che io dico di votare, votano e se dico di votare sì, tutti votano sì”.<span id="more-757"></span></p>
<p>“Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perché l’ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei Ministri – replica Calderoli -. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea”. </p>
<p>www.noipress.it</p>
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		<title>Berlusconi: L&#8217;Europa ha bisogno di un drizzone</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 18:08:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Al Consiglio europeo  porteremo la nostra indicazione: l’approvazione del Trattato di Lisbona. Così avremo 26 approvazioni mentre l’Irlanda dovrà dare una risposta alternativa”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha sottolineato come questo sarà “un primo passo verso un decisivo cambiamento, per avere una Europa dei popoli che sia protagonista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Al Consiglio europeo  porteremo la nostra indicazione: l’approvazione del Trattato di Lisbona. Così avremo 26 approvazioni mentre l’Irlanda dovrà dare una risposta alternativa”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha sottolineato come questo sarà “un primo passo verso un decisivo cambiamento, per avere una Europa dei popoli che sia protagonista sulla scena mondiale. Dopo due anni trovo un’Europa arretrata” ha osservato Berlusconi, ragionando sulla perdita di “personalità“ a causa del cambio di statisti come Blair, Aznar, Chirac e Schroeder. Per il nostro premier si tratta di un “passo indietro” di un’istituzione che si presenta “non di supporto agli Stati ma con restrizione”. Insomma, ha ribadito Berlusconi, l’Unione europea “ha bisogno di un drizzone”. </p>
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		<title>Napolitano: Fuori dall&#8217;Europa chi minaccia di bloccarla</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Jun 2008 14:04:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[862.415 irlandesi paralizzano l&#8217;Unione Europea. In Irlanda il &#8220;No&#8221; alla ratifica del Trattato Ue ha vinto con il 53,4% dei voti, contro il 46,6 del &#8220;Sì&#8221; e un&#8217;affluenza di poco superiore al 50%. Un numero di votanti inferiori alla popolazione di Torino che ora mette l&#8217;Europa di fronte all&#8217;incubo di una nuova crisi istituzionale. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2008/06/unioneuropea.jpg' alt='Napolitano: Fuori dall'Europa chi minaccia di bloccarla' class="left"/>862.415 irlandesi paralizzano l&#8217;Unione Europea. In Irlanda il &#8220;No&#8221; alla ratifica del Trattato Ue ha vinto con il 53,4% dei voti, contro il 46,6 del &#8220;Sì&#8221; e un&#8217;affluenza di poco superiore al 50%. Un numero di votanti inferiori alla popolazione di Torino che ora mette l&#8217;Europa di fronte all&#8217;incubo di una nuova crisi istituzionale. La doppia bocciatura di Francia e Olanda alla Carta costituzionale aveva spinto l&#8217;Unione a redigere il Trattato di Lisbona. Appena sei mesi dopo rischia di tramontare la riforma di cui l&#8217;Unione aveva bisogno, nonostante siano stati già 18 i paesi che l&#8217;hanno ratificato. Sulla bocciatura irlandese, si è pronunciato il presidente della Commissione Europea.<br />
<span id="more-730"></span><br />
José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea è convinto: &#8220;Dobbiamo continuare il processo delle ratifiche per sapere esattamente alla fine quali sono le posizioni di tutti i partner&#8221;. Anche se ha ammesso che il risultato irlandese ha lo stesso peso della bocciatura francese della bozza costituzionale nel 2005. Il suo predecessore, l&#8217;ex premier italiano Romano Prodi è convinto: &#8220;L&#8217;Unione europea deve andare avanti nella sua integrazione politica, nonostante il no arrivato dall&#8217;Irlanda. Sono molto addolorato per l&#8217;esito del referendum irlandese, anche perchè viene da un popolo che più di ogni altro ha goduto i vantaggi della sua appartenenza all&#8217;Unione Europea e ha avuto tassi di sviluppo elevatissimi e aiuti economici che non hanno confronto in situazioni analoghe&#8221;.<br />
Per Prodi &#8220;i popoli che decidono in modo autonomo e democratico di rifiutare i trattati sottoscritti dai loro governi ne traggono coerentemente le conseguenze. L&#8217;Europa non può più procedere a singhiozzo bloccata dai veti di coloro che non si sentono più appartenenti a questa grande impresa&#8221;.</p>
<p>Nonostante la preoccupazione sia riscontrabile in tutti i paesi europei in Italia, dove sia la maggioranza che l’opposizione sono sostenitori del Trattato, la Lega non trova di meglio che esultare. A risultati non ancora deinitivi il Ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli era raggiante: “Un grazie agli irlandesi per il loro voto”.<br />
Tronfio Roberto Castelli, autore dell&#8217;imbarazzante dichiarazione che riportiamo: &#8220;Fino a quando i burocrati europei continueranno a scrivere testi ispirati dagli illuminati e non dalle necessità dei popoli europei, ci sarà sempre un popolo in Europa che dirà di no. Stavolta è stato il popolo della celtica e verde Irlanda&#8221;. </p>
<p>Per il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano va rivisto il meccanismo delle decisioni approvate all&#8217;unanimità: &#8220;Per ben sei anni, i governi di tutti gli Stati attualmente membri dell&#8217;Unione si sono confrontati e hanno condotto negoziati su un nuovo Trattato: quello costituzionale, di cui non si completò il processo di ratifica, e poi quello di Lisbona. Entrambi i Trattati furono sottoscritti dai Capi di governo di tutti gli Stati membri.<br />
Non si può ora neppure immaginare di ripartire da zero. Né si può pensare che la decisione di poco più della metà degli elettori di un Paese che rappresenta meno dell&#8217;1% della popolazione dell&#8217;Unione possa arrestare l&#8217;indispensabile, ed oramai non più procrastinabile, processo di riforma. L&#8217;iter delle ratifiche dovrà andare avanti fino a raggiungere in tempi brevi la soglia dei 4 quinti, perché il Consiglio europeo possa subito dopo &#8211; secondo l&#8217;art. 48 del nuovo Trattato &#8211; prendere le sue decisioni.<br />
Se non si supera la regola dell&#8217;unanimità per la ratifica dei trattati, l&#8217;Unione europea è condannata alla paralisi e alla dissoluzione. Le forze politiche e i governi di tradizione europeista hanno la responsabilità storica &#8211; nei confronti delle future generazioni &#8211; di impegnarsi a scongiurare un simile rischio, a preservare il patrimonio di cinquant&#8217;anni di inestimabili conquiste. E&#8217; l&#8217;ora di una scelta coraggiosa da parte di quanti vogliono dare coerente sviluppo alla costruzione europea, lasciandone fuori chi &#8211; nonostante impegni solennemente sottoscritti &#8211; minaccia di bloccarla&#8221;.</p>
<p>Veltroni: il voto è un segnale d&#8217;allarme, Italia vada avanti.“Il voto irlandese sul trattato di Lisbona è un serissimo segnale di allarme: l’Europa ha bisogno di regole e accordi capaci di assicurare forza alle istituzioni e garantire ai cittadini dell’Unione un quadro sicuro di riferimento. Davanti alla preoccupazione per l’esito del referendum irlandese, nel nostro paese la procedura di ratifica deve continuare, visto che la maggioranza degli Stati e dei cittadini hanno già approvato il trattato. Spetta al Governo irlandese e al Consiglio europeo che si riunirà la prossima settimana indicare quale soluzione dare al problema. È evidente l’assoluta inadeguatezza degli strumenti di ratifica delle modifiche ai Trattati; il criterio dell’unanimità, rischia di portare alla paralisi. Il Trattato di Lisbona ha il merito di preparare la strada a un netto miglioramento della capacità di funzionare dell’Unione, di permettere meccanismi di maggiore trasparenza e democraticità, di allargare o consolidare le competenze dell’Unione proprio su quelle materie che sono al centro delle preoccupazioni dei cittadini europei”. </p>
<p>“Ma il voto irlandese è preoccupante anche perché rivela quanto sia in crisi non tanto l’idea di integrazione europea in quanto tale, quanto l’immagine di un’Europa che si percepisce spesso come distante degli interessi dei cittadini. L’Europa, oggi dominata dalle forze del centro destra, dimostra ogni giorno di non sapere rispondere a queste inquietudini. Occorrono buone politiche di promozione dell’Europa sociale e democratica, della sicurezza, della gestione di problemi quali l’immigrazione e la tratta degli esseri umani, dell’ambiente e dell’occupazione, che abbiano un segno di progresso. In Italia è importante che la destra chiarisca le proprie ambiguità: il governo ha portato davanti alle Camere le norme di ratifica del trattato di Lisbona, ma una parte della maggioranza sembra marciare in tutt’altra direzione. A chi dobbiamo credere, al presidente del Consiglio, che fa trapelare la propria preoccupazione per il voto irlandese, o alle affermazioni di giubilo del ministro Calderoli, che ha già anche annunciato l’intenzione di promuovere un referendum anche in Italia? Il nostro paese ha bisogno di una Europa solida, democratica, solidale. Il trattato di Lisbona serve a questo”. </p>
<p>Fassino: &#8220;Andiamo avanti con le ratifiche&#8221;. Per Piero Fassino il no irlandese è &#8220;figlio delle tante inquietudini che corrono sotto la pelle delle società europee. Un istinto difensivo di chi pensa che alle sfide della globalizzazione si possa rispondere chiudendosi in se stessi. Un voto tanto più paradossale perché l&#8217;Irlanda è uno dei paesi europei che ha tratto più benefici dall&#8217;essere parte dell&#8217;Unione Europea&#8221;.<br />
Il minsitro degli Esteri del Governo sottolinea come &#8220;non si deve in ogni caso interrompere il corso delle ratifiche degli altri paesi, perché più che mai adesso è importante rendere manifesta la volontà di proseguire l&#8217;opera di costruzione di un&#8217;Europa unita&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ed è importante &#8211; ha ribadito Fassino &#8211; che in Italia si rispetti il calendario di ratifica previsto per le prossime settimane in Parlamento, accompagnando alla ratifica una seria riflessione su come dare al processo di integrazione europea una più forte e riconosciuta legittimazione democratica&#8221;.<br />
L&#8217;Irlanda resta un&#8217;eccezione per cui &#8220;un Trattato ratificato da 26 paesi su 27 renderà anche più agevole individuare come dargli legittimità giuridica e come dare soluzione al caso irlandese&#8221;. </p>
<p>&#8220;In ogni caso &#8211; ha concluso Fassino &#8211; anche questo voto conferma, come già accadde due anni fa con i referendum francese e olandese, la necessità di costruire l&#8217;integrazione europea con forme, modalità e obiettivi capaci di raccogliere il consenso delle opinioni pubbliche. Le intese e gli accordi tra governi, anche quando giusti, non sono sufficienti se non sono riconosciuti e condivisi dai cittadini&#8221;. </p>
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		<title>Trattato Ue: Per Casini (UDC), la bocciatura è una catastrofe</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 17:18:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“E’ un’autentica catastrofe”.
Così il leader dell’Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini commenta il no degli irlandesi al trattato di Lisbona.
“Ma come spesso capita nei momenti difficili &#8211; aggiunge Casini &#8211; speriamo che i Governi Europei sappiano cogliere questa ultima occasione per assumersi la responsabilità di superare, finalmente, l’assetto rigido dei 27 e di formare un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2008/03/casini_pier.jpg' alt='Trattato Ue: Per Casini (UDC), la bocciatura è una catastrofe' class="left"/>“E’ un’autentica catastrofe”.<br />
Così il leader dell’Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini commenta il no degli irlandesi al trattato di Lisbona.<br />
“Ma come spesso capita nei momenti difficili &#8211; aggiunge Casini &#8211; speriamo che i Governi Europei sappiano cogliere questa ultima occasione per assumersi la responsabilità di superare, finalmente, l’assetto rigido dei 27 e di formare un ristretto gruppo di Paesi in grado di andare avanti assieme per risolvere le vere emergenze. Penso alla sicurezza, all’immigrazione, all’ambiente, al nucleare&#8230;”.<br />
“E’ il momento del coraggio: speriamo che l’Italia ne abbia e che batta un colpo in questa direzione, piuttosto che insistere con improbabili richieste di entrare nel gruppo dei 5 + 1 per il negoziato con l’Iran sul nucleare”.</p>
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		<title>La Lega saluta favorevolmente la bocciatura del Trattato UE</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jun 2008 17:10:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Fino a quando i burocrati europei continueranno a scrivere testi ispirati dagli illuminati e non dalle necessità&#8217; dei popoli europei, ci sarà sempre un popolo in Europa che dirà di no. Stavolta e&#8217; stato il popolo della celtica e verde Irlanda”. Lo dichiara il senatore Roberto Castelli, sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, commentando il no dell’Irlanda al referendum sul Trattato Ue. </p>
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