Spesa pubblica, tutti i tagli ai ministeri della Finanziaria 2009

La dieta imposta dalla “finanziaria snella” colpisce soprattutto Economia, Sviluppo economico e Difesa. Ma anche Lavoro, che ha inglobato la Salute, Ambiente e Beni culturali non evitano il drastico taglio imposto dalla manovra triennale (Dl 112/08). È quanto emerge dalla fotografia scattata il 30 settembre scorso dalla Ragioneria generale dello Stato e rielaborata dall’Ufficio studi della Camera, dove la finanziaria e le 1030 pagine di tabelle della legge di bilancio hanno già avviato il loro esame parlamentare (si veda il grafico a fianco).
Per quanto riguarda il dicastero del ministro Claudio Scajola il saldo finale delle risorse lasciate sul tavolo del risanamento in valore assoluto è pari a poco meno di tre miliardi, per l’esattezza 2.835 milioni di euro. In sostanza, una riduzione del 22,7% rispetto alle dotazioni finanziarie al 24 giugno 2008, giorno precedente l’entrata in vigore della manovra di risanamento triennale del Governo.
Al secondo posto della virtuale classifica delle amministrazioni centrali più “tartassate” spicca l’Ambiente con un taglio di 276 milioni, di gran lunga inferiore ai valori assoluti registrati dallo Sviluppo economico, ma che in termini relativi si attesta intorno al 18 per cento. Interventi pesanti anche per la Difesa (961 milioni in meno), l’Istruzione (771), il Lavoro (569) e gli Esteri (330). Continua »

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Confcommercio: Per l’Italia crescita sotto zero sia nel 2008 che nel 2009

Confcommercio: Per l’Italia crescita sotto zero sia nel 2008 che nel 2009La crisi dei mercati aggrava la situazione economica dell’Italia. Nel 2009 il Pil calerà dello 0,3% e anche quest’anno è atteso in flessione dello 0,3%. A frenare è soprattutto la spesa delle famiglie residenti che, nel 2009, calerà dello 0,5%, mentre gli investimenti sono attesi in totale stagnazione. Sono dunque rinviate al 2010 “le effettive possibilità di riavvio di un ciclo espansivo delle attività produttive”. E’ quanto prevede l’Ufficio Studi Confcommercio, le cui stime sono state diffuse a Pramaggiore (Venezia) dal presidente Carlo Sangalli.

Nelle stime si sottolinea come “gli impulsi recessivi derivanti dall’attuale contesto Internazionale” appaiono “amplificati e destinati a tradursi in un profilo ciclico ben peggiore rispetto alla media dell’euroarea, sempre che risulti fondata l’ipotesi della presunta solidità del settore creditizio nazionale, sia in termini di liquidità, sia in termini di solvibilità”. Continua »

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Istat: in calo la spesa “reale” delle famiglie

Istat: in calo la spesa "reale" delle famiglieNel 2007 la spesa media mensile delle famiglie italiane è stata 2.480 euro, lo 0,8% in più rispetto all’anno precedente. La variazione se confrontata con l’inflazione all’1,8% e alla crescita del valore del fitto figurativo evidenzia che l’aumento in termini nominali e’ in realtà una flessione in termini reali. E’ la prima volta dal 2002 che i consumi delle famiglie mostrano una flessione in termini reali. Per la prima volta, in sostanza,

l’Istat riscontra nell’andamento delle spese delle famiglie italiane un calo nei consumi che, negli anni precedenti erano invece risultati fermi. Secondo i tecnici dell’Istituto di Statistica “le famiglie si sono attrezzate con una strategia generalizzata di contenimento della spesa attraverso diminuzioni nelle quantità e razionalizzazione negli acquisti”: Continua »

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Corte dei conti: “Spesa pubblica fuori controllo, difficile tagliare le tasse”

Non usa mezzi termini la Corte dei Conti: nella relazione sul rendiconto generale dello Stato si legge che l’Italia ha “buttato” un bonus di 70 miliardi in 10 anni. Il bonus era arrivato con l’introduzione dell’euro che ha consentito un abbassamento dei tassi di interesse e una conseguente riduzione degli oneri per il debito. Ma questa dote e’ stata sperperata in mille rivoli della spesa pubblica, senza sostanziali vantaggi per il bilancio dello Stato. In Germania e in Francia, che avevano tassi di interesse più bassi, gli effetti sulla spesa sono stati “di pochi decimi di punto”. Ma nel contempo il comportamento di questi due paesi è stato più virtuoso del nostro. La Germania ha ridotto di ben 3,6 punti l’incidenza della spesa primaria, la Francia di 0,7 punti. Continua »

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La Lega fa i conti sul risparmio derivante dal federalismo fiscale

Un risparmio di 26 miliardi di euro, a regime, per lo Stato e di 2.500 euro all’anno per ogni cittadino. Sono gli effetti dell’introduzione del federalismo fiscale, secondo i calcoli fatti dal senatore leghista, Massimo Garavaglia intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it. “C’e’ indubbiamente un risparmio notevole, a regime, per le finanze dello Stato, che si puo’ quantificare in due modi - spiega l’esponente del Carroccio -. Da un lato facendo riferimento allo studio dell’Unioncamere del Veneto sui costi del non federalismo, che stima in 26 miliardi di euro l’anno il costo per il fatto che in l’Italia il personale pubblico e’ distribuito malamente. Noi abbiamo il 53 per cento del personale nei ministeri centrali contro l’11 per cento della Germania. Riportando anche in Italia la percentuale tedesca, avremmo un risparmio di 26 miliardi di euro l’anno per le casse dello Stato, solo distribuendo e utilizzando meglio il personale pubblico. Ovviamente a regime. Continua »

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Conti pubblici: dalla Ue “cartellino giallo” all’Italia

Conti pubblici: dalla Ue "cartellino giallo" all’ItaliaSecondo il Rapporto 2008 sulle finanze pubbliche nell’Ue messo a punto dalla Commissione europea, l’Italia resta un Paese “a medio-rischio” sul fronte della sostenibilità di lungo periodo dei propri conti pubblici, a causa di una spesa pubblica che continua a correre in maniera “non coerente con la necessità di ridurre rapidamente l’elevatissimo debito pubblico” che continua a scendere troppo lentamente e resterà sopra il 100% almeno fino al 2009. Dopo aver ricordato alcuni settori più specificamente presi in considerazione dal Libro Verde, dalla giustizia alla sanità, dal terziario all’istruzione, dai salari della pubblica amministrazione alla spesa locale, il rapporto conclude che “se diventa parte integrante del processo di bilancio, la riforma della spesa faciliterà un utilizzo delle risorse orientata al perseguimento di risultati”.

www.confcommercio.it

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Alemanno: A Roma indebitamento di oltre 8 mld. Adesso via al risanamento

Alemanno: A Roma indebitamento di oltre 8 mld. Adesso via al risanamentoUn piano di “risanamento” senza precedenti che permetterà a Roma di “evitare il dissesto”, di guardare al “federalismo fiscale” e di puntare a un nuovo “status” alla fine del commissariamento. In un’intervista al Messaggero il sindaco di Roma Gianni Alemanno racconta di aver messo in gioco la sua “esperienza da ex ministro” e la sua “credibilità personale” per arrivare all’accordo con la Lega per lo stanziamento di 500 milioni di euro per la Capitale “senza togliere un euro a Milano e al suo Expo”. Continua »

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Formigoni a Tremonti: no a tagli indiscriminati

Roberto Formigoni, presidente della regione Lombardia, spiega di aver richiesto al ministro Tremonti una particolare attenzione sui tagli della manovra che interessano le Regioni e in particolare la sanità: “di non procedere a tagli e sacrifici senza considerare se regioni ed enti locali hanno avuto un comportamento virtuoso oppure no”.
Comunque per Formigoni il giudizio sulla manovra e’ pero’ anche positivo: ”Attendiamo le carte - dice - che dobbiamo valutare con chiarezza, ma sulla manovra io ho una doppia valutazione. L’impostazione e’ convincente e positiva perche’ si e’ evitato di mettere le mani nelle tasche degli italiani e si sono messe in campo misure per i piu’ deboli. Continua »

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Draghi: L’Italia può tornare a crescere, ma le tasse vanno ridotte

Draghi: L’Italia può tornare a crescere, ma le tasse vanno ridotte Il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi fa l’ analisi dello stato di salute dell’economia e dei conti pubblici e spiega che la debolezza dell’economia internazionale proseguirà “almeno per l’anno in corso” ma il Paese “ha desiderio, ambizione, risorse per tornare a crescere”.
Una crescita senza la quale sarà difficile migliorare i risultati dei conti pubblici che quest’anno “si prospettano meno favorevoli”.
E i protagonisti della rinascita italiana dovranno essere i giovani, aggiunge Draghi, “oggi mortificati da un’istruzione inadeguata, da un mercato del lavoro che li discrimina a favore dei più anziani, da un’organizzazione produttiva che troppo spesso non premia il merito e non valorizza le capacità”.
Quindi, indica cause e ricette: innanzitutto il contenimento della spesa che va ridotta rispetto al pil e i criteri da seguire sono “efficienza e crescita” senza i quali il risanamento dei conti pubblici viene reso più difficile, ma anche un fisco troppo pesante - 3 punti sopra la media europea, molto di più rispetto ad altri Paesi come Usa e Giappone - per il quale è necessario un piano per la “pluriennale riduzione di alcune importanti aliquote d’imposta” che “migliorerebbe le aspettative di famiglie e imprese”. Continua »

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Sui consumi l’ombra della recessione

Italiani sempre più pessimisti e in prudente attesa di tempi migliori. Infatti, secondo l’Outlook sui Consumi Censis-Confcommercio, che fotografa l’atteggiamento delle famiglie italiane rispetto ai consumi nel primo trimestre del 2008 e traccia le previsioni per il secondo trimestre dell’anno, proseguendo nel trend degli ultimi trimestri del 2007, anche nei primi tre mesi del 2008 si registra un deterioramento del clima di fiducia delle famiglie italiane e un aumento della percentuale di pessimisti che arriva a quasi il 45% (era il 27% a inizio 2007) superando per la prima volta la percentuale di ottimisti. Prevale un atteggiamento di forte prudenza e cautela circa le decisioni di spesa future, con un rinvio degli acquisti più consistenti come i beni durevoli, confermato da un’elevata percentuale di intervistati (il 54%) che non aumenterà i livelli di spesa tra aprile e giugno 2008; rispetto al primo trimestre 2007, aumentano le spese incomprimibili (affitti, utenze, carburante e trasporti) e si riducono quelle non strettamente necessarie (pasti fuori casa per svago, benessere e cura del corpo, tempo libero e cultura) delineando uno scenario di bassa congiuntura e caratterizzato da comportamenti di spesa ancora molto “attendisti” da parte delle famiglie. Continua »

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