Luca Zaia. Tre italiani su quattro non vogliono gli Ogm
Rispettiamo la sentenza del Consiglio di Stato, ma ricorreremo in tutte le sedi. Faremo opposizione anche perché siamo convinti di rappresentare fino in fondo il volere dei cittadini. E tre cittadini su quattro, in Italia, non vogliono gli Ogm. Le argomentazioni a favore sono semplici: la prima è quella in base alla quale l’ agricoltura italiana ci guadagnerà di più. Ma l’ esperienza internazionale ci dice che dove si piantano e si coltivano OGM. In realtà, questo non avviene. Non si può pensare di far fronte ai costi di un cinese che è pagato 5 euro al giorno, o di un indiano che è pagato 3 euro al giorno utilizzando gli OGM. Queste sono bugie. La verità è un’ altra: la vera sfida per la nostra economia agricola è quella della tracciabilità e dell’ origine. Cioè dare un nome e un cognome alle produzioni.
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Leggo alcune reazioni alla sentenza del Consiglio di Stato sugli OGM e mi sembra non tengano nel dovuto conto la volontà dei cittadini italiani e della maggioranza di quelli europei che, sempre di più e sempre più numerosi, invocano prodotti di qualità, tracciabilità e trasparenza. Credo si debba riflettere su come andare in soccorso di tale volontà, che certo si scontra con gli interessi delle multinazionali e di pochi produttori nazionali. Mi chiedo se la proposta di un marchio etico OGM – free sarebbe in grado di aiutare i consumatori italiani a veder rispettata la loro volontà fino sugli scaffali dei negozi e dei centri commerciali. 




















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