Elezioni Europee. Dall’ ex premier Romano Prodi l’ appello a votare Pd
Inutile l’ invito del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, “a mettere un punto tra tre giorni e a trarre tutti motivo per assumere atteggiamenti più ponderati”. Continuano polemiche e schermaglie tra i partiti in vista del voto di sabato e domenica.
Dario Franceschini denuncia che “il Pd è stato danneggiato dalla campagna sul gossip e penso che in questa campagna elettorale ci sia stata molta cattiveria. Io sono stato insultato quotidianamente con aggettivi coloriti”. Il numero uno del Pd mette in guardia: “Se vince Berlusconi è in pericolo la qualità della democrazia”. Parole che suonano stonate per Daniele Capezzone che denuncia un Franceschini che pietisce voti.
Il portavoce del Pdl osserva che non si è mai visto il capo di un grande partito appellarsi alla propria manifesta inferiorità per strappare o pietire qualche voto. È una pietra tombale sulla credibilità presente e futura del Pd come alternativa al Pdl e al governo Berlusconi».
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Come spiega Massimo D’ Alema, la scelta di Prodi di prendere la tessera dei Democratici in questi giorni “è un gesto che ha valore di messaggio politico”. Un messaggio che l’ ex premier ha illustrato domenica sera intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”.
Matteo Renzi, il trentaquattrenne trionfatore alle primarie del Pd a Firenze e candidato alla poltrona di sindaco nelle elezioni del prossimo giugno, potrebbe essere l’ Obama italiano. Lo sostiene un articolo del Time, secondo cui il giovane presidente della Provincia di Firenze è la migliore chance per il Partito democratico di uscire dalla crisi in cui è piombato dopo le dimissioni del leader Walter Veltroni. Come il presidente degli Stati Uniti, scrive il Time, Renzi ha fatto largo uso di Internet e Facebook per riuscire a trionfare alle primarie. E, come Obama, Renzi ostenta un atteggiamento pragmatico nei confronti della politica.
La notizia della migrazione di Clemente Mastella alla corte berlusconiana provoca il commento ironico di Romano Prodi. “Non la considero questa una politica” dice infatti l’ ex premier, intercettato al telefono da Radio Capital. E aggiunge che la vicenda è purtroppo “un segnale di continuità con la tradizione e che comunque lui è lontano mille miglia da queste cose”, compresa l’ inevitabile scia di sospetti che accompagna il nuovo matrimonio politico dell’ uomo che un anno fa fece cadere il governo dell’ Unione. Contrario a qualsiasi discorso che riguardi la politica italiana, l’ ex premier ha fatto una piccolissima eccezione durante un recente viaggio in Messico. Interrogato sui motivi della caduta del suo governo, ha dovuto ammettere “che non è stato sempre agevole spiegare perché l’ Ulivo sia prematuramente appassito”.
No a una legge sulle intercettazioni che limiti i poteri di indagine attribuiti ai magistrati, e “nessuna contrarietà” a che “tutte le mie telefonate siano rese pubbliche”.




















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