Renato Brunetta rilancia proposta di offrire ai giovani un sostegno di 500 euro
Il ministro della Pubblica Amministrazione ha spiegato che non si tratta di un salario, ma di soldi da erogare sotto forma di borse di studio, aiuti per la casa, come succede in Europa. Che ci sia una relazione tra il fatto che diamo troppo ai padri e troppo poco ai figli lo si dice da sempre. Si parla di patto generazionale, poi quando un signore, cioè io, che queste cose le conosco, dice di spendere meno per il cattivo welfare dei padri per dare di più ai figli, me ne dicono di tutti i colori. Per carità, non togliamo le pensioni agli anziani per darle ai ragazzi che magari le usano male. Non è questo il punto, ma vogliamo fare una riflessione su noi stessi? Sull’ organizzazione del welfare?”
A proposito della politica di rigore di Giulio Tremonti Brunetta ha detto “Il ministro Tremonti ha perfettamente ragione. Io sono più rigorista di lui, ma nel rigore si può fare sviluppo”. Il portavoce di Renato Brunetta chiarisce in una nota: “Nessun attacco, nessuna polemica. Ha soltanto ricordato che se lui è professore ordinario di politica economica e finanziaria, il ministro Giulio Tremonti è invece professore ordinario di scienza delle finanze e di diritto finanziario. Il primo è quindi un economista, mentre il secondo è un giurista”.
Al Teatro La Fenice di Venezia, Silvio Berlusconi e Giancarlo Galan sono nello stesso palco d’ onore, uno davanti e l’ altro appena dietro. Si sono parlati, per dirsi ciao come stai, e basta. Il Governatore da quattro giorni cerca un contatto, per sapere se davvero la presidenza del Veneto finirà ai leghisti. Ma il Premier tace.
Le donne dovranno in futuro andare in pensione a 65 anni. Cominciando da quelle che lavorano per la pubblica amministrazione. Ne è convinto il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che intervenendo a Stresa al Forum della Terza Economia ha spiegato che «è necessario porre al centro dell’agenda politica l’obiettivo della perequazione verso l’alto dell’età pensionabile di maschi e femmine». «Per quanto mi riguarda – ha aggiunto l’esponente del governo – sono datore di lavoro di tre milioni e 650 mila persone e mi applicherò con determinazione al perseguimento di questo obiettivo». Un’uscita, quella del ministro, che ha scatenato molte reazioni, soprattutto dal fronte sindacale. Ma anche la politica ha commentato la proposta. E qualche sorpresa arriva anche dall’interno del Pdl, con il leghista Roberto Calderoli che da ministro alla Semplificazione la semplifica con un gioco di parole: «Brunetto-scherzetto». «Prendiamo come una battuta quella detta sulle pensioni dal ministro Brunetta – ha precisato Calderoli – su un argomento di questa importanza, che avrebbe dovuto essere oggetto di un’approfondita discussione politica all’interno della maggioranza. Discussione approfondita che vi è già stata proprio in occasione dell’ultima riforma previdenziale».




















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