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	<title>MondoPoliticaBlog &#187; referendum</title>
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	<description>Il mondo della politica</description>
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		<title>Nucleare. Dal Congresso dell&#8217; Idv Di Pietro lancia il referendum</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 12:25:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cogliati Dezza, dal Direttivo nazionale di Legambiente, risponde: “La battaglia dell&#8217; atomo si vince tutti insieme. Non servono fughe in avanti. Il ritorno al nucleare in Italia è questione troppo seria per farne mero strumento di propaganda politico &#8211; elettorale di un partito. Le associazioni ambientaliste &#8211; che non sono convertite dell&#8217; ultima ora &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2010/02/NUCLEARE.jpg"><img src="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2010/02/NUCLEARE.jpg" alt="NUCLEARE" title="NUCLEARE" width="279" height="200" class="left" /></a></a><strong>Cogliati Dezza, </strong>dal Direttivo nazionale di Legambiente, risponde: “<strong>La battaglia dell&#8217; atomo si vince tutti insieme</strong>. Non servono fughe in avanti. Il ritorno al <strong>nucleare</strong> in Italia è questione troppo seria per farne mero strumento di <strong>propaganda politico &#8211; elettorale</strong> di un partito. Le <strong>associazioni ambientaliste</strong> &#8211; che non sono convertite dell&#8217; ultima ora &#8211; <strong>Legambiente</strong> in primis, ritengono che oggi ci siano molti strumenti più efficaci per battere il <strong>nucleare</strong>. La battaglia contro il ritorno dell&#8217; <strong>atomo</strong> si può vincere, se nessuno tenta fughe in avanti e si costruisce un movimento forte e trasversale”.<br />
<span id="more-3952"></span><br />
“Capiamo perfettamente l&#8217; intenzione di <strong>Di Pietro</strong>, neofita dell&#8217; <strong>antinucleare</strong>, di stare in piazza per raccogliere le firme contro l&#8217; ipotesi di nuovi impianti, capiamo meno l&#8217; <strong>irresponsabilità </strong>a lanciare, <strong>in assoluta chiusura autoreferenziale</strong>, un <strong>referendum</strong> senza porsi il problema di vincerlo allargando le alleanze e facendolo nei tempi adatti”.</p>
<p>Così <strong>Vittorio Cogliati Dezza,</strong> presidente nazionale di <strong>Legambiente</strong> si è pronunciato durante la riunione del Direttivo nazionale dell&#8217; associazione, in corso a Roma.</p>
<p><strong>L&#8217; ufficio stampa<br />
Milena Dominici<br />
Capo ufficio stampa<br />
349 0597187</strong></p>
<p><strong>Legambiente Onlus<br />
Via Salaria, 403<br />
00199 Roma<br />
tel. 06 86268376<br />
cell. 349 0597187<br />
www.legambiente.eu</strong></p>
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		<title>La Svizzera dice no ai minareti</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 04:20:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mi chiedo quale sarebbe il risultato se un referendum come quello svizzero si facesse qui. Non dico in Padania, ma anche in Italia. Sono questi i risultati che portano la Lega al governo. Nel senso che la sintonia con quel che pensa e sente il popolo, noi l&#8217; abbiamo da sempre, basta leggere il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/11/2luca-zaia.jpeg' alt='luca' class="left"/><strong>Mi chiedo quale sarebbe il risultato se un referendum come quello svizzero si facesse qui. Non dico in Padania, ma anche in Italia. Sono questi i risultati che portano la Lega al governo. Nel senso che la sintonia con quel che pensa e sente il popolo, noi l&#8217; abbiamo da sempre, basta leggere il nostro programma.</strong></p>
<p><strong>Luca Zaia<br />
www.lucazaia.it<br />
</strong></p>
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		<title>Privatizzazione dell&#8217; acqua, il dl è legge</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 04:35:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Approvato dalla Camera il decreto legge Ronchi che contiene anche la privatizzazione della gestione dell&#8217; acqua. Il provvedimento di urgenza è stato infatti approvato dall&#8217; Aula di Montecitorio senza apportare alcuna modifica al testo licenziato dal Senato consentendone così la conversione in legge. Naturalmente è protesta contro quella che viene definita l&#8217; espropiazione della gestione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/11/3montecitorio1.jpg' alt='montecitorio' class="left"/>Approvato dalla Camera il decreto legge Ronchi che contiene anche la <strong>privatizzazione</strong> della gestione dell&#8217; acqua. Il provvedimento di urgenza è stato infatti approvato dall&#8217; <strong>Aula di Montecitorio</strong> senza apportare alcuna modifica al testo licenziato dal <strong>Senato</strong> consentendone così la <strong>conversione in legge</strong>. Naturalmente è protesta contro quella che viene definita <strong>l&#8217; espropiazione della gestione del servizio idrico agli enti locali con tutto vantaggio per i privati</strong>.<br />
<span id="more-3073"></span><br />
Di Pietro ribadisce l&#8217; intenzione di promuovere tre referendum: <strong>L&#8217; acqua non è un servizio, è un bene pubblico. Quindi referendum contro il nucleare, contro la privatizzazione dell&#8217; acqua e contro la legge sulle prescrizione dei reati</strong>. Il 5 dicembre, in piazza per il <strong>No B &#8211; day</strong> &#8220;noi ci saremo. Da singoli parteciperemo alla manifestazione, lasciando che sul palco salgano i cittadini, gli operai, i precari, quelli che non hanno voce, a cui noi vogliamo dare voce e a cui lei, <strong>signor presidente del Consiglio </strong>che non c&#8217; è, toglie anche il <strong>diritto di bere&#8221;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Cronaca di una morte annunciata&#8221;, dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, commentando l&#8217; esito del referendum</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 05:05:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente della Camera legge nel risultato referendario un significato politico assai legato al momento politico attuale: &#8220;Sbaglieremmo se dicessimo che oggi non è accaduto nulla, che era tutto prevedibile, spiega Gianfranco Fini. Anzi, la scarsa partecipazione al referendum rappresenta un campanello d&#8217; allarme, un segnale che gli italiani stanno lanciando alle classi dirigenti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/06/2fini1.jpg' alt='FINI' class="left"/><strong>Il presidente della Camera legge nel risultato referendario un significato politico assai legato al momento politico attuale: &#8220;Sbaglieremmo se dicessimo che oggi non è accaduto nulla, che era tutto prevedibile, spiega Gianfranco Fini. Anzi, la scarsa partecipazione al referendum rappresenta un campanello d&#8217; allarme, un segnale che gli italiani stanno lanciando alle classi dirigenti e che noi dobbiamo cogliere, per mettere in campo le contromisure necessarie per riappassionare gli italiani alla politica&#8221;. Di fronte alla dichiarazione, il coordinatore del Pdl Denis Verdini alza le spalle: è solo che &#8220;la materia della legge elettorale alla gente interessa poco&#8221;.</strong></p>
<p>Il quorum, indispensabile per un quesito abrogativo, non è stato raggiunto, come in molti speravano o temevano e come accade da 14 anni. Mai l&#8217; affluenza è stata così bassa. Per le tre schede da mettere nell&#8217; urna è andata ai seggi una media di poco superiore al 23 per cento di italiani. E poco consola i referendari Mario Segni e Giovanni Guzzetta che, poi, di quella quota insufficiente di italiani oltre l&#8217; 80 per cento si sia orientata per il <strong>sì</strong>.</p>
<p>E poiché si trattava di modificare l&#8217; assegnazione del premio di maggioranza, alle liste e non alle coalizioni, il più entusiasta dell&#8217; esito è Pier Ferdinando Casini, <strong>gli italiani hanno detto un secco no al bipartitismo. </strong></p>
<p>Naturalmente, difficile che da un esito referendario a così bassa partecipazione si possa trarre come conseguenza una valutazione dei cittadini sull&#8217; attuale legge elettorale, anche se qua e là, trasversalmente nei partiti, c&#8217; è chi solleva il problema. Per ora, tutti sono all&#8217; attacco dell’istituto referendario.<br />
<span id="more-2318"></span><br />
Bisogna modificarlo, dicono in coro i rappresentanti delle forze politiche. A cominciare dal leghista Roberto Maroni, che è il responsabile del Viminale e che vorrebbe <strong>mandare il conto</strong> a Segni e Guzzetta per quest&#8217; ultima consultazione, minacciando pure querela.</p>
<p>&#8220;È un istituto <strong>importante per la democrazia</strong> il referendum, dice Maroni, ma va modificato, perché poi il conto lo pagano i cittadini&#8221;. Non una parola in più sul come e quando, anche perché questo per la Lega è il momento dell&#8217; esultanza, &#8220;siamo capaci di vincere, la gente è con noi&#8221; fa notare Bossi, e &#8220;Bossi è stato il primo a dire che non si sarebbe raggiunto il quorum», fa eco Roberto Castelli.</p>
<p>Qualcosa in più si capisce in campo avverso, &#8220;bisogna aumentare il numero delle firme necessarie a presentare un referendum ed eliminare il quorum, che è uno strumento per annullare il voto popolare&#8221;, chiede dal Pd Massimo D&#8217; Alema, rinverdendo una proposta che fu avanzata anni fa, ai tempi in cui si discuteva la riforma costituzionale del centrodestra, da Giuliano Amato. </p>
<p>Non è il solo a pensarla così, nel Pd, anche oggi. E la Lega fiuta l&#8217; interesse dell&#8217; opposizione, anche nell&#8217; intenzione di metter mano all&#8217; attuale legge elettorale, tanto che Calderoli fa subito sapere <strong>e adesso, prima le riforme costituzionali e poi la legge elettorale</strong>. Fosse così, di certo si rivedrebbe prima l&#8217; istituto referendario.</p>
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		<title>Referendum a rischio quorum: gli ultimi appelli alla partecipazione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 05:00:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Andiamo tutti a votare per picconare il porcellum, la peggior legge elettorale della storia repubblicana&#8221;, si affannano a gridare Antonio Segni e Giovanni Guzzetta. I promotori si sono perfino appellati al presidente Napolitano, perché garantisca la visibilità del referendum come ha fatto con successo per la lista Pannella alle europee. 
La moral suasion del presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/06/1referendum1.jpeg' alt='referendum' class="left"/><strong>&#8220;Andiamo tutti a votare per picconare il porcellum, la peggior legge elettorale della storia repubblicana&#8221;, si affannano a gridare Antonio Segni e Giovanni Guzzetta. I promotori si sono perfino appellati al presidente Napolitano, perché garantisca la visibilità del referendum come ha fatto con successo per la lista Pannella alle europee. </strong></p>
<p>La <strong>moral suasion</strong> del presidente Rai Garimberti sui direttori di tg, gr e reti è stata forse tardiva, se a cinque giorni dal voto di domenica a cui in teoria sono chiamati 47,5 milioni di elettori, un italiano su due ignorava che si tratta di un referendum e un numero altissimo non ne conosceva i contenuti. E va bene che in 30 località ci sono i ballottaggi, ma l&#8217; estate è scoppiata. E riuscire a portare alle urne il 50 per cento dei votanti e raggiungere il fatidico quorum appare un&#8217; ardua impresa.</p>
<p><strong>I quesiti</strong><br />
Sono tre, su schede di colore diverso. La legge attuale, proporzionale, prevede un premio di maggioranza da attribuire (su base nazionale alla Camera, regionale al Senato) o alla <strong>singola lista</strong> vincente o alla <strong>coalizione di liste</strong>. Il primi due quesiti propongono di eliminare la seconda possibilità. Chiedono infatti di cancellare il collegamento fra liste alla Camera (scheda viola) e al Senato (scheda beige chiaro) e il premio alla coalizione. Il terzo (scheda verde) chiede invece di abrogare le candidature plurime, cioè la possibilità, per la stessa persona, di candidarsi in più circoscrizioni.</p>
<p><strong>Cosa cambia</strong><br />
Se passasse il sì alle prime due domande, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla singola lista vincente. E verrebbero innalzate le soglie di sbarramento, al 4% alla Camera, all&#8217; 8% al Senato. Il sì alla terza domanda cancellerebbe invece i <strong>ripescaggi</strong>, che permettono all&#8217; eletto in più circoscrizioni di decidere il destino degli altri, stabilendo dove ritirarsi. La <strong>porcata</strong> resterebbe però intatta: le liste rimarrebbero <strong>bloccate</strong> e scelte dall&#8217; alto.<br />
<span id="more-2292"></span><br />
<strong>Gli obiettivi originari</strong><br />
Nel 2007, quando il referendum viene varato, il primo obiettivo è abolire la frammentazione dei partiti, causa di ingovernabilità, favorendo il bipolarismo. Gli entusiasti sono in entrambi gli schieramenti: da Fini a Parisi, dagli azzurri Quagliariello e Calderisi agli amici di Veltroni. Il neosegretario Pd però non firma perché i partitini alleati minacciano sfracelli contro il governo Prodi. Che cade comunque. Ma poi si va a votare e a ridurre i partiti ci pensano gli elettori, lasciandone in parlamento solo 5: Pdl e Pd, Lega, Udc e Idv. Nel quadro politico semplificato gli entusiasmi traballano.</p>
<p><strong>L&#8217; altalena del Pd</strong><br />
Il Pd <strong>maggioritario</strong> non sfonda ma non è più ricattabile dai piccoli e si ricompatta. Due mesi fa la direzione si pronuncia per il voto e per il sì. Rutelli resta contrario, Marini e D&#8217; Alema rientrano nei ranghi. &#8220;Il mio sì è legato all&#8217; impegno per una nuova legge&#8221;, precisa Baffino. La campagna del Pd, in forte ritardo, fa pensare però a una convinzione a metà. Un nuovo timore serpeggia infatti nell&#8217; opposizione. Gli dà voce Di Pietro: &#8220;Con la norma che esce dal referendum, un partito del 30% può occupare il 55% e farsi maggioranza da solo&#8221;. Ergo, l&#8217; Idv voterà no. Come i radicali. &#8220;Se vincesse il sì, i collegi uninominali resterebbero di là da venire&#8221;, dice Bonino. Pannella è oltre, con Di Pietro. Per l&#8217; Udc, geneticamente antibipolare, non c&#8217; è partita.</p>
<p><strong>Berlusconi e Bossi</strong><br />
Da sempre bipolarista e favorevole al referendum per oggettiva convenienza, tanto più da quando esiste il Pdl, il Cavaliere ha ondeggiato, nascondendo la sua predilezione per non dispiacere al suo principale alleato. La Lega è così ostile che il ministro Maroni, dopo essersi battuto contro l&#8217; election day che avrebbe garantito il quorum, si è pronunciato pubblicamente per l&#8217; astensione. E Bossi ha garantito appoggio alle amministrative in cambio di un disimpegno del Pdl: che infatti lascia libertà di coscienza. A restare fedele al sì è Fini, con altri leader di Alleanza nazionale. </p>
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		<title>Referendum, si vota il 21 e 22 giugno. Le indicazioni del Viminale</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 05:05:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8 alle ore 22 della domenica e dalle ore 7 alle ore 15 del lunedì. I tre quesiti abrogativi riguardano la legge elettorale per Camera e Senato. 
Domenica 21 giugno e lunedì 22 si svolgeranno le operazioni di voto per tre referendum popolari abrogativi. Lo ricorda il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/06/2referendum1.jpg' alt='referendum' class="left"/><strong>Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 8 alle ore 22 della domenica e dalle ore 7 alle ore 15 del lunedì. I tre quesiti abrogativi riguardano la legge elettorale per Camera e Senato. </strong></p>
<p><strong>Domenica 21 giugno e lunedì 22 si svolgeranno le operazioni di voto per tre referendum popolari abrogativi. Lo ricorda il Viminale in una nota, spiegando che le operazioni di voto si svolgeranno contestualmente dalle ore 8 alle ore 22 della domenica e dalle ore 7 alle ore 15 del lunedì. Le operazioni di scrutinio avranno inizio nella stessa giornata di lunedì, al termine delle votazioni e dell&#8217; accertamento del numero dei votanti, procedendo subito allo scrutinio delle schede referendarie.</strong></p>
<p><strong>I tre quesiti chiedono se abrogare alcune disposizioni dei testi unici per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.</strong></p>
<p>Su ogni scheda referendaria vengono riportati il numero del referendum, la denominazione ed il quesito così come approvati dall&#8217; Ufficio centrale per il referendum. Ciascun elettore ha diritto di esprimere il voto tracciando con la matita copiativa un segno sul riquadro corrispondente alla risposta da lui prescelta: Sì o No. Il ministero dell&#8217; Interno ricorda che gli elettori, per poter esercitare il diritto di voto presso gli uffici elettorali di sezione nelle cui liste risultano iscritti, dovranno esibire, oltre ad un valido documento di riconoscimento, la tessera elettorale.</p>
<p>Per il Referendum 1 (scheda di colore viola), sull&#8217; elezione della Camera dei Deputati, il quesito propone di abrogare la possibilità di collegamento tra liste e l&#8217; attribuzione alla coalizione di liste più votata del premio di maggioranza nazionale. Alla Camera dei Deputati, in caso di vittoria del Sì, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alla lista singola, non più alla coalizione di liste, che ottiene il maggior numero di voti validi nelle circoscrizioni del territorio nazionale.<br />
<span id="more-2286"></span><br />
Per il Referendum 2 (scheda di colore beige scuro), sull&#8217; elezione del Senato della Repubblica, il quesito propone di abrogare la possibilità di collegamento tra liste e l&#8217; attribuzione del premio di maggioranza su base regionale alle coalizioni di liste più votate in ciascuna regione. Al Senato della Repubblica, in caso di vittoria del Sì, il premio di maggioranza verrebbe attribuito alle liste singole, non più alle coalizioni di liste, che ottengono il maggior numero di voti validi in ciascuna regione.</p>
<p>Per il Referendum 3 (scheda di colore verde chiaro), sulla disciplina delle candidature, il quesito propone di abrogare la possibilità, per la stessa persona, di candidarsi contemporaneamente in più di una circoscrizione. In caso di vittoria del Sì, verrebbe abrogata la facoltà di candidarsi contemporaneamente in più circoscrizioni alla Camera dei Deputati o in più regioni al Senato della Repubblica.</p>
<p>Per il turno di ballottaggio delle elezioni amministrative, si vota solo tra i due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti, tracciando un segno sul rettangolo entro il quale sono stampati il nome ed il cognome del candidato prescelto.</p>
<p>Chi avesse smarrito la propria tessera, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali, che a tal fine saranno aperti da martedì 16 giugno a sabato 20 giugno, dalle ore 9 alle ore 19, mentre domenica 21 e lunedì 22 giugno, giorni della votazione, per tutta la durata delle operazioni di voto.</p>
<p>Il Viminale ricorda che per assicurare la segretezza dell&#8217; espressione del diritto di voto è vietato introdurre all&#8217; interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini. Il presidente dell&#8217; ufficio elettorale di sezione inviterà l&#8217; elettore, all&#8217; atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale, a depositare le predette apparecchiature di cui è al momento in possesso.</p>
<p>Le apparecchiature depositate dall&#8217; elettore, prese in consegna dal presidente dell&#8217; ufficio elettorale di sezione unitamente al documento di identificazione e alla tessera elettorale, saranno restituite dopo l&#8217; espressione del voto. Chiunque violi tale divieto è passibile di denuncia alla competente autorità giudiziaria con conseguenti sanzioni detentive e pecuniarie.</p>
<p>Tutti i risultati elettorali e i dati relativi all&#8217;affluenza alle urne saranno consultabili in tempo reale<br />
<strong>www.interno.it<br />
www.elezioni2009.interno.it.</strong></p>
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		<title>Gianfranco Fini per il referendum: &#8220;Io vado certamente a votare. E auspico che gli italiani facciano altrettanto&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 05:05:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Quando Berlusconi decide una cosa è quella: il Pdl non conta nulla e ancora meno Fini che continua con questa menata del governo a trazione leghista&#8221;. Era il ministro leghista Calderoli a fare queste considerazioni, mentre i suoi compagni di partito Giorgietti e Salvini ridevano, pregustando l&#8217; apoteosi della Lega alla manifestazione di Pontida del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/06/2fini1jpg.jpg' alt='Fini' class="left"/><strong>&#8220;Quando Berlusconi decide una cosa è quella: il Pdl non conta nulla e ancora meno Fini che continua con questa menata del governo a trazione leghista&#8221;. Era il ministro leghista Calderoli a fare queste considerazioni, mentre i suoi compagni di partito Giorgietti e Salvini ridevano, pregustando l&#8217; apoteosi della Lega alla manifestazione di Pontida del 14 giugno. </strong></p>
<p>Il Cavaliere non ha avuto bisogno di riunire nessun organo del Pdl per decidere che il referendum elettorale è una roba archiviata. Lo ha deciso con Bossi e in una nota di Palazzo Chigi ha scritto che <strong>non appare opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno.</strong></p>
<p>In cambio Bossi si impegnerà personalmente nei ballottaggi delle amministrative, senza avere più il timore di far scattare il quorum. Ma Fini non ci sta. &#8220;Io vado certamente a votare &#8211; è stata la reazione della terza carica dello Stato &#8211; e lo faccio convintamente. Ed è ovvio che auspico che gli italiani facciano altrettanto&#8221;. </p>
<p>Fini ha confidato ai suoi di essere <strong>sconcertato</strong> del dietrofront di Berlusconi che un mese fa aveva sposato la causa referendaria. Durante un viaggio a Varsavia, infatti, il premier aveva detto che sarebbe stato <strong>un masochista</strong> se non avesse votato. Visto che la vittoria del referendum porterebbe al bipartitismo, costringendo la Lega a presentarsi alle elezioni con il Pdl. Ciò che ha ulteriormente irritato Fini è che la decisione di Berlusconi non sia stata discussa nell&#8217; ufficio di presidenza del partito.</p>
<p>Nel suo intervento al congresso fondativo del Pdl aveva invitato Berlusconi, che annuiva seduto in prima fila, a prendere una posizione chiara a favore del referendum. E il premier lo aveva accontentato, garantendo che tutte le decisioni sarebbero state prese in maniera collegiale, come si conviene in un partito democratico.<br />
<span id="more-2244"></span><br />
Ma Berlusconi fa di testa sua e il partito si è trovato di fronte ad una decisione presa in quella che Paolo Bonaiuti chiama <strong>camera di compensazione</strong> della maggioranza. Cioè le cene di Arcore tra Berlusconi e Bossi. I tre coordinatori del Pdl La Russa, Bondi e Verdini hanno dovuto dire che non c&#8217; era bisogno di riunire l&#8217; ufficio di presidenza. Per La Russa, che non vuole contraddire Fini, la cosa più importante è non fare campagna per l&#8217; astensionismo: poi ognuno si comporterà liberamente. Per Fini, tuttavia, non è questo il modo di costruire un partito, con il <strong>cesarismo berlusconiano</strong> e dando a Bossi tutto quello che chiede.</p>
<p>Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e responsabile organizzativo del Pdl, non sembra impressionato dall&#8217; uscita di Fini che considera come una <strong>bandiera</strong> piantata da una carica istituzionale che <strong>ormai non fa più politica</strong>. E invece Fini continua a fare politica a suo modo, anche se in una posizione sempre più solitaria nel Pdl. </p>
<p>&#8220;Un partito &#8211; spiega l&#8217; ex An Mario Landolfi &#8211; non si costruisce con la scorciatoia della libertà di coscienza. Possiamo dividerci tra maggioranza e opposizione, ma le decisioni si prendono negli organi collegiali. E lo dice uno che non andrà a votare al referendum&#8230;&#8221;. Berlusconi, forte dei risultati delle amministrative e smaltita la flessione alle Europee, tira dritto. A decidere è solo lui. </p>
<p>Però, un importante esponente del Pdl di provenienza Fi diceva che prima o poi la mancanza di democrazia nel partito creerà <strong>sommovimenti</strong>: &#8220;Anche il Gran Consiglio del fascismo alla fine ha sfiduciato Mussolini&#8221;. Per il momento non sembra questa l&#8217; aria. Non è escluso che tra qualche mese, dopo l&#8217; estate con calma, Berlusconi decida di fare una rivoluzione al vertice del Pdl, rimuovendo l&#8217; attuale triunvirato e mettendo un coordinatore unico. Scelto da lui, ovviamente. E potrebbe essere un giovane pupillo, come il ministro Alfano o Fitto.</p>
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		<title>Elezioni 2009. Dopo il voto la battaglia referendaria. La decisione di  Berlusconi</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 05:05:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Proprio in vista del prossimo appuntamento con le urne per il referendum, insieme ai ballottaggi locali ma pesanti, arriva la prima presa di posizione ufficiale di Silvio Berlusconi. Tanto ufficiale che è una nota di palazzo Chigi a sancire che il presidente del Consiglio ed Umberto Bossi &#8220;in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/06/2berlusconi1.jpg' alt='BERLUSCONI' class="left"/><strong>Proprio in vista del prossimo appuntamento con le urne per il referendum, insieme ai ballottaggi locali ma pesanti, arriva la prima presa di posizione ufficiale di Silvio Berlusconi. Tanto ufficiale che è una nota di palazzo Chigi a sancire che il presidente del Consiglio ed Umberto Bossi &#8220;in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l&#8217; eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale&#8221;.</strong></p>
<p>Invece, prosegue la nota della Presidenza del Consiglio, Berlusconi &#8220;ha altresì ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle auspicate riforme del bicameralismo perfetto e che, pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno&#8221;. </p>
<p>Paolo Bonaiuti conferma che &#8220;di fronte a risultati come questi, con province intere che vengono portate via alla sinistra soprattutto nel Nord, e con città come Firenze e Prato, quest&#8217; ultima governata da 63 anni dalla sinistra, in cui si arriva a un ballottaggio che nessuno poteva prevedere, l&#8217; umore di Berlusconi non può che essere eccellente&#8221;.</p>
<p>Il Pd attacca la decisione di Berlusconi. &#8220;Come volevasi dimostrare il premier molla il suo impegno sul referendum. Berlusconi ha una parola molto ondivaga, i suoi impegni della mattina non sono validi a sera. È evidente che dopo il risultato elettorale deve privilegiare l&#8217; alleato Bossi del quale è sempre più ostaggio per assicurarsi l&#8217; impegno per i ballottaggi&#8221; accusa il senatore del Pd Giorgio Tonini.<br />
<span id="more-2236"></span><br />
Mentre al fianco di Berlusconi si schiera anche il ministro lumbard Roberto Calderoli: &#8220;Chi dice che Berlusconi è stato lasciato solo ha assolutamente ragione. Il rapporto con l&#8217; elettorato, con il popolo, deve essere mantenuto costantemente. E io di grossa attività sul territorio non ne ho vista da parte del Pdl. Come sempre è dovuto scendere in campo lui, Berlusconi, negli ultimi giorni. Ma non ha senso che debba intervenire sempre e solo lui a tentare il recupero sul filo di lana&#8230;&#8221;.</p>
<p>La decisione del premier fa irritare anche il professor Giovanni Guzzetta, presidente del comitato promotore del referendum sulla legge elettorale. &#8220;Il presidente del Consiglio in passato aveva detto che avrebbe votato, che avrebbe votato sì e che non avrebbe però fatto campagna referendaria. Non so se questa di oggi sia una rettifica, ma io guardo la luna e non il dito che la indica: mi concentro sulle ragioni che hanno spinto Berlusconi a dire questa cosa&#8221;. Quali? </p>
<p>&#8220;Ad appena 48 ore dalle europee, la Lega chiede un posto in più alla Rai, due presidenze di Regione e ha posto come condizione che il premier facesse questa dichiarazione. Insomma, la Lega ricatta il presidente del Consiglio, che d&#8217; altra parte ha detto che in passato su questo tema il Carroccio ha minacciato la crisi di governo&#8221;. Sulla stessa linea Segni: &#8220;Noi ci aspettiamo aiuto dai cittadini, poi i big facciano quello che vogliono&#8230;&#8221;.</p>
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		<title>Referendum. L&#8217; annuncio a sorpresa di Berlusconi (&#8221;Sul referendum voterò sì&#8221;) scuote la maggioranza già alle prese con le candidature per le Europee</title>
		<link>http://www.mondopoliticablog.com/2009/04/30/referendum-l-annuncio-a-sorpresa-di-berlusconi-sul-referendum-votero-si-scuote-la-maggioranza-gia-alle-prese-con-le-candidature-per-le-europee/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 05:05:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Lega, che per stessa ammissione del premier, sarebbe il partito più penalizzato in caso di esito positivo della scadenza referendaria, fa scattare l&#8217; allarme rosso. Nelle parole del ministro dell&#8217; Interno Maroni c&#8217; è timore misto a rabbia. &#8220;Mi ha sorpreso Berlusconi e mi preoccupa perché è una presa di posizione che noi non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/04/2franceschini1.JPG' alt='FRANCESCHINI' class="left"/><strong>La Lega, che per stessa ammissione del premier, sarebbe il partito più penalizzato in caso di esito positivo della scadenza referendaria, fa scattare l&#8217; allarme rosso. Nelle parole del ministro dell&#8217; Interno Maroni c&#8217; è timore misto a rabbia. &#8220;Mi ha sorpreso Berlusconi e mi preoccupa perché è una presa di posizione che noi non condividiamo e che cercheremo di fargli correggere&#8221; avverte Maroni.</strong> </p>
<p>Il ministro leghista invita il Pd <strong>a correggere l&#8217; errore </strong>che ha compiuto sostenendolo a sua volta e<strong> lanciando così la volata a Berlusconi</strong>. Quindi chiosa: &#8220;Se il referendum raggiungesse il quorum e vincesse il sì sarebbe inevitabile trarre le conseguenze di una così forte spinta popolare&#8221;. Dario Franceschini prova invece a seminare zizzania. L&#8217; affondo del leader Pd è diretto: &#8220;Berlusconi più che masochista è surrealista perché vuole abrogare una legge che hanno fatto lui e la sua maggioranza. Nessun problema per noi, visto che Berlusconi tutti i giorni si sta impegnando ad umiliare la Lega, bocciando le ronde, le norme sui Cie e ora dicendo sì al referendum&#8221;.<br />
<span id="more-2007"></span><br />
Ma dai microfoni di Radio Tre Franceschini invita anche il premier a dare <strong>una risposta politica e non formale</strong> all&#8217; invito a garantire una modifica della Costituzione con il consenso dell&#8217; opposizione. &#8220;Gli italiani &#8211; ribadisce Franceschini &#8211; non vogliono svegliarsi l&#8217; 8 di giugno con un padrone assoluto. Le regole vanno cambiate insieme. Se Berlusconi scegliesse ancora una volta la modifica a maggioranza&#8221; della Costituzione «andrà a sbattere contro un muro perché nel referendum confermativo gli italiani gli diranno di no&#8221;.</p>
<p>Soddisfazione per la posizione di Berlusconi viene ovviamente espressa da Mario Segni, coordinatore del Comitato referendario: &#8220;In una politica caratterizzata dalle ambiguità il sì di Berlusconi è un atto di chiarezza che gli fa onore. Il sì ha un grande valore: è un passo decisivo verso lo smantellamento di una legge infausta che ha ridotto il parlamento a una assemblea di nominati&#8221;. </p>
<p>Il Pdl si fa sentire con la voce di Daniele Capezzone, secondo il quale &#8220;Berlusconi interpreta il desiderio di semplificazione e di chiarezza degli elettori italiani&#8221;. Per Capezzone &#8220;la politica ha già fatto molto, alle elezioni del 2008, per accelerare il consolidamento di un quadro politico più simile a quello dei Paesi dell&#8217; Occidente avanzato (e nel 2008, appunto, il 70% degli elettori ha votato per i due partiti maggiori, cioè il Pdl e il Pd); oggi, con il referendum, gli italiani potranno fare, se lo vorranno, un ulteriore passo in quella positiva&#8221;.</p>
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		<title>Referendum: rinvio o  election day? Bossi: &#8220;La legge prevede che elezioni e referendum non si possano abbinare: sarebbe incostituzionale&#8221;</title>
		<link>http://www.mondopoliticablog.com/2009/04/20/referendum-rinvio-o-election-day-bossi-la-legge-prevede-che-elezioni-e-referendum-non-si-possano-abbinare-sarebbe-incostituzionale/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 05:10:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo la burrasca dei giorni scorsi sulla data del referendum, le acque sembrano calmarsi, almeno nella maggioranza, mentre sale l&#8217; ipotesi di un rinvio della consultazione all&#8217; anno prossimo. Ipotesi che Di Pietro e i referendari bocciano, mentre dal Pd si attende una proposta ufficiale. Intanto, dopo le affermazioni del premier, Umberto Bossi spiega: &#8220;Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/04/3referendum1.jpg' alt='Referendum' class="left"/><strong>Dopo la burrasca dei giorni scorsi sulla data del referendum, le acque sembrano calmarsi, almeno nella maggioranza, mentre sale l&#8217; ipotesi di un rinvio della consultazione all&#8217; anno prossimo. Ipotesi che Di Pietro e i referendari bocciano, mentre dal Pd si attende una proposta ufficiale. Intanto, dopo le affermazioni del premier, Umberto Bossi spiega: &#8220;Io non ho bisogno di mettere Berlusconi con le spalle al muro. I nostri rapporti sono troppo cordiali per cose del genere. A Berlusconi basta chiedere&#8230;&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Si fanno strumentalizzazioni sulla pelle dei terremotati &#8211; prosegue Bossi &#8211; non è vero che separare le europee dal referendum costerà 400 milioni in più. Costerà qualcosa, ma molto meno: bisogna dividere almeno per dieci. Inoltre Maroni sta preparando un provvedimento per cui lo spoglio delle schede sarà a costo zero. E comunque la legge prevede che elezioni e referendum non si possano abbinare: sarebbe incostituzionale&#8221;.<br />
<span id="more-1976"></span><br />
Insomma una polemica, quella sull&#8217; election day, che per Bossi è solo una montatura. E anche Berlusconi la penserebbe così. Ma allora il suo j&#8217; accuse di ieri nei confronti della Lega pronta a farlo cadere? &#8220;Ha detto quelle cose &#8211; dice Bossi &#8211; ad uso interno, per tenere l&#8217; equilibrio nel Pdl tra Forza Italia e An. Io e Silvio ci intendiamo sempre&#8221;.</p>
<p>E Sandro Bondi, ministro della Cultura e coordinatore Pdl, afferma che il rinvio è una proposta da prendere in considerazione, da non escludere pregiudizialmente. Un no secco arriva dall&#8217; Idv: &#8220;Rinviare di un anno un referendum pienamente legittimo &#8211; afferma Silvana Mura &#8211; costituirebbe un precedente molto pericoloso per la democrazia ed è un rischio che non possiamo correre. Se il governo vuole essere credibile l&#8217; unica strada è quella dell&#8217; election day con referendum ed europee nella stessa data&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se arriverà una proposta, discuteremo, non posso parlare sulla ricostruzione come riportano i giornali. Si è ancora in tempo per fare l&#8217; election day&#8221; ha affermato il segretario del Pd, Dario Franceschini, durante una visita al campo degli sfollati del terremoto dell&#8217; Aquila. &#8220;Con quei 400 milioni &#8211; ha proseguito Franceschini &#8211; si potrebbe dare l&#8217; alloggio a 8 &#8211; 10mila persone che l&#8217; hanno perso. È veramente una cosa imposta dalla Lega a cui Berlusconi si è piegato. Una cosa &#8211; ha detto ancora Franceschini &#8211; che nessun italiano, né di destra, né di sinistra, può capire. Buttare via 400 milioni di euro quando servono subito per il terremoto, per la crisi, per chi non ha lavoro&#8221;.</p>
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