Scuola: Slitta il taglio delle classi per il 2009

Le sviste del governo su scuola e università producono i primi effetti. Salta, per il 2009, la chiusura delle scuole con meno di 50 alunni, l’obbligo per le Regioni di presentare il piano entro il 30 novembre 2008 ed il conseguente commissariamento per quelle inadempienti. Tutto rinviato al 2010, ma solo con l’accordo degli enti locali. L’emendamento è stato presentato ieri dal relatore della maggioranza al Senato.

Oggi, in Consiglio dei ministri, il decreto Gelmini sui concorsi universitari: blocco delle assunzioni nei prossimi dodici mesi per gli atenei con i bilanci in rosso, deroga per le università che hanno i conti in regola. Blocco dei concorsi già banditi e nuove regole per la nomina delle commissioni per le cattedre. Si passerà dall’elezione diretta dei quattro commissari al sorteggio.
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Quagliarello (PdL): Il referendum sulla scuola non è giuridicamente fattibile

“Un grande partito, prima di proporre un referendum a caldo su un provvedimento appena approvato dal Parlamento, dovrebbe valutare bene l’opportunita’ politica dell’iniziativa, e altrettanto dovrebbe fare per quel che concerne la fattibilita’ giuridico-costituzionale”. Lo ha dichiarato Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato. “Il Pd di Veltroni si limita invece alla politica degli annunzi. Ha infatti evidentemente evitato di fare sia l’una che l’altra cosa. Per quel che riguarda l’opportunita’ dell’iniziativa, sono significative le riserve espresse oggi pubblicamente da D’Alema e Rutelli. Quanto alla fattibilita’ giuridico-costituzionale, il tentativo dei tecnici veltroniani di trovare qualche straccio di disposizione abrogabile per via referendaria e’ certamente encomiabile per l’impegno, ma attesta in modo eloquente che nun se po’ fa’”.

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Cicchitto (PdL): Il referendum sulla scuola avrà effetti istituzionali gravi

Cicchitto (PdL): Il referendum sulla scuola avrà effetti istituzionali gravi“La scelta di Veltroni e del Pd di indire un referendum contro la riforma della scuola del ministro Gelmini ha implicazioni anche istituzionali molto gravi: essa insegue una deriva plebiscitaria ed esprime il massimo della sottovalutazione della dialettica parlamentare”. Lo ha dichiarato Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl che ha osservato: “Procedendo di questo passo i risultati raggiunti in Parlamento non verrebbero riconosciuti e sarebbero rimessi in questione con questo diretto ricorso al popolo. E’evidente che questa iniziativa veltroniana si innesta su un filone populista-plebiscitario, finora impropriamente messo in conto a Forza Italia. Mai Forza Italia ha pensato di smontare il Parlamento a colpi di referendum. In effetti Veltroni e’ un cattivo imitatore di Di Pietro e di Pannella”.

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Voci favorevoli dal PdL alla riforma Gelmini

Il Senato ha approvato in via definitiva la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola, con 162 a favore, 134 contrari e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non è stato modificato dai senatori, quindi ora è legge.
Per il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, si tratta di “un altro importante risultato nell’azione del centrodestra. Razionalizziamo la spesa della scuola elementare, riportiamo con il maestro prevalente una figura pedagogica importante soprattutto per i bambini che avviano la loro attività scolastica, ripristiniamo principi di tutela del merito con i voti e con criteri di valutazione più chiari e più utili anche alle famiglie. La campagna di menzogne non ci ha fermato ed il voto è giunto nei tempi programmati”. Gasparri invita poi gli studenti “pochi in verità, che ancora si fanno manipolare da Veltroni, a prendere atto che la ragione è dalla nostra parte e che non è utile la loro opera in difesa della casta dei baroni. Peraltro la loro protesta è condizionata dalla meteorologia. Continua »

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Scuola, il decreto Gelmini è legge. I parlamentari dell’opposizione in piazza

Scuola, il decreto Gelmini è legge. I parlamentari dellIl decreto Gelmini (il 137 del 2008) è legge. Mentre Palazzo Madama resta presidiato da un’imponente presenza delle forze dell’ordine per fronteggiare le manifestazioni degli studenti, il Senato approva con 162 voti favorevoli, 134 contrari e 3 astenuti il provvedimento che porta il nome del ministro dell’Istruzione e che prevede, tra le altre cose, il ritorno dal 2009-2010 delle classi con il maestro unico nella scuola primaria e il voto in condotta che farà media con quelli conseguiti nelle altre materie (la scheda).

«LA SCUOLA CAMBIA» - «La scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione» ha detto la Gelmini dopo il sì al decreto, annunciando che entro una settimana metterà mano a un piano che riguarda l’Università. Continua »

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Sacconi: A breve la riforma del diritto di sciopero

Il governo sta lavorando ad un disegno di legge delega per riformare l’attuale regolazione del diritto di sciopero nei servizi di pubblica utilita”’.
Lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi in occasione di un convegno al Cnel della Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali.

“Lo scopo - ha spiegato Sacconi - e’ quello di prevenire il conflitto attraverso forme di conciliazione e di arbitrato. Evitare l’annuncio di scioperi che determinano un danno ai servizi di pubblica utilita’ e che vengono interrotti all’ultimo momento magari da soggetti poco rappresentativi”. E’ necessario quindi rendere obbligatorio il referendum consultivo preventivo per far si’ “che gli utenti siano informati - ha sottolineato il ministro - circa il livello di adesione allo sciopero”. L’intenzione e’ anche quella di “disciplinare la revoca dello sciopero stesso, perche’ strumentalmente troppo spesso si annuncia uno sciopero e poi lo si revoca all’ultimo minuto, all’ultimo secondo, in modo che il danno e’ stato fatto senza pagare il pegno della perdita del salario”. Continua »

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Immigrazione: La Lega Nord pensa ad un permeso a punti

C’era una volta la patente a punti, ora il partito padano punta ad una adozione del sistema anche per gli immigrati. E’ questa l’idea lanciata dai senatori della Lega Nord con un emendamento al ddl sulla sicurezza . Chi si integra nella società italiana vedrà crescere il punteggio, chi viola le leggi o non è in regola perde punti fino a esaurimento. E in questo caso scatta l’espulsione. Questa la proposta illustrata nel corso di una conferenza stampa a palazzo Madama.

Permesso a punti, quindi, ma anche matrimoni misti più difficili. E inoltre referendum comunali per costruire edifici di culto per confessioni religiose che non hanno stipulato intese con lo Stato. Continua »

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Sardegna, fallisce il referendum sulla salvacoste

Un vero fallimento in Sardegna i referendum abrogativi sull’acqua e sulla legge 8 del 2004, la cosiddetta “salvacoste”. Pochissime persone si sono recate alle urne nonostante gli appelli ostinati dei promotori del centrodestra, ostinati a tal punto da inviarli anche via sms e nonostante gli appelli lanciati perfino dal premier Berlusconi. La consultazione poteva essere valida solo se il quorum raggiungeva il 35,5%, in base alla legge statutaria entrata in vigore a luglio, che richiedeva il 50% più uno degli elettori che avevano votato alle ultime regionali del 2004. Alle 19 di domenica 5 ottobre l’affluenza era pari al 14,2% per salire al 20% alle 22, in pratica a voltare si sono recati poco più di 300mila sardi. Continua »

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Napolitano: Fuori dall’Europa chi minaccia di bloccarla

Napolitano: Fuori dall862.415 irlandesi paralizzano l’Unione Europea. In Irlanda il “No” alla ratifica del Trattato Ue ha vinto con il 53,4% dei voti, contro il 46,6 del “Sì” e un’affluenza di poco superiore al 50%. Un numero di votanti inferiori alla popolazione di Torino che ora mette l’Europa di fronte all’incubo di una nuova crisi istituzionale. La doppia bocciatura di Francia e Olanda alla Carta costituzionale aveva spinto l’Unione a redigere il Trattato di Lisbona. Appena sei mesi dopo rischia di tramontare la riforma di cui l’Unione aveva bisogno, nonostante siano stati già 18 i paesi che l’hanno ratificato. Sulla bocciatura irlandese, si è pronunciato il presidente della Commissione Europea.
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Trattato Ue: Per Casini (UDC), la bocciatura è una catastrofe

Trattato Ue: Per Casini (UDC), la bocciatura è una catastrofe“E’ un’autentica catastrofe”.
Così il leader dell’Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini commenta il no degli irlandesi al trattato di Lisbona.
“Ma come spesso capita nei momenti difficili - aggiunge Casini - speriamo che i Governi Europei sappiano cogliere questa ultima occasione per assumersi la responsabilità di superare, finalmente, l’assetto rigido dei 27 e di formare un ristretto gruppo di Paesi in grado di andare avanti assieme per risolvere le vere emergenze. Penso alla sicurezza, all’immigrazione, all’ambiente, al nucleare…”.
“E’ il momento del coraggio: speriamo che l’Italia ne abbia e che batta un colpo in questa direzione, piuttosto che insistere con improbabili richieste di entrare nel gruppo dei 5 + 1 per il negoziato con l’Iran sul nucleare”.

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