Il monito di Napolitano: “Riforme necessarie ma basta scontri”
Occorre completare le riforme istituzionali rivedendo anche l’ architettura istituzionale del paese, a cominciare dalla revisione del sistema bicamerale attuale. Questo l’ appello rivolto dal presidente della Repubblica Napolitano che al Quirinale ha incontrato i rappresentanti dell’ Anci.
Per il capo dello Stato occorre semplificare anche i rami più bassi della struttura istituzionale, semplificando compiti e funzioni di regioni e province, in un campo dove c’ è un indubbio sovraccarico. Occorre rivedere, semplificare, chiarire perchè non c’ è solo troppo nel campo normativo ma c’ è anche del confuso.
Napolitano ha invocato riforme istituzionali, ma che siano concordate in un clima di serenità e senza contrapposizioni pregiudiziali. Le riforme non devono divenire parte di uno scontro politico. Insomma, devono essere varate al di fuori di contrapposizioni pregiudiziali.
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“Per fortuna in Italia ci sono tanti campi, tanti terreni che lo scontro politico non può contaminare”, ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, celebrando nei giardini del Quirinale i 40 anni dell’ Ail, Associazione italiana contro le leucemie – linfomi e mieloma. Il Capo dello Stato ha elogiato “l’ Italia del volontariato, della solidarietà e dell’ impegno civile non partigiano, che è davvero l’ Italia migliore”.
Il governo si muove, dopo il richiamo del capo dello Stato, che chiede di recuperare in fretta i ritardi per il centocinquantesimo anniversario dell’ Unità d’Italia. Il Capo dello Stato: “Ho scritto una lettera al governo, attendo risposte”.
“Un problema di revisione delle regole esiste; ed è la premessa per cercare di arrivare a regole condivise”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano rispondendo – durante la cerimonia della consegna del Ventaglio della stampa parlamentare al Quirinale – a una domanda sulla riforma del sistema delle intercettazioni. Per Napolitano, il rinvio a settembre dell’esame del ddl intercettazioni del governo al Senato è stato “opportuno”.
Gianfranco Fini ha giudicato la lettera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano inviata al governo per esprimere le sue perplessità sul Ddl sicurezza politicamente incisiva. La valutazione della terza carica dello Stato è arrivata nel corso della conferenza dei capigruppo di oggi che si è aperta proprio con la discussione intorno alla lettera del capo dello Stato.
La lettera di Giorgio Napolitano sulla legge – sicurezza era stata annunciata a grandi linee attraverso il sottosegretario Gianni Letta, ma Palazzo Chigi non si aspettava un contenuto così duro. Silvio Berlusconi non si aspettava, insomma, che il Quirinale sollevasse tanti rilievi, entrando nel merito delle questioni rispetto a una legge appena approvata dal Parlamento.
Tenere i piani ben distinti. Non confondere la crisi della politica con quella della democrazia e delle istituzioni. Se la prima c’ è, questo non significa che abbia contagiato anche il resto. “Non bisogna confondere la crisi della politica con la crisi della democrazia e bisogna trovare un punto di riferimento nelle istituzioni che hanno bisogno del necessario rispetto” dice il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di inaugurazione dell’ archivio storico del Quirinale.
Per la festa del Due Giugno Giorgio Napolitano ha deciso un drastrico ridimensionamento del tradizionale ricevimento nei giardini del Quirinale. Una misura in sintonia con i tempi che corrono e volta a risparmiare almeno un 30 percento dei costi rispetto allo scorso anno.
L’ accordo inorgoglisce tutta l’ Italia, “fiera del riconoscimento” ottenuto negli Usa, e che, come dice l’ ad Sergio Marchionne, sposta ora il mirino in un’ altra direzione, verso Opel. Il giorno dopo l’ intesa Fiat – Chrysler, che ha avuto l’ imprimatur dello stesso Obama, e mentre a New York cominciano le udienze per la bancarotta Chrysler, è il capo dello Stato Giorgio Napolitano a commentare l’ accordo, definendolo “un riconoscimento straordinario per i dirigenti, i tecnici, le maestranze tutte”.
Silvio Berlusconi è pronto a promuovere Michela Vittoria Brambilla a ministro del Turismo. Il premier lo ha confermato durante il Consiglio dei ministri del 30 aprile, che ha nominato Stefano Saglia sottosegretario allo Sviluppo Economico al posto di Ugo Martinat, scomparso di recente.




















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