Legge elettorale europee, mercoledì si inizia. Casini, preferenza non si tocca
“Siamo disponibili a ragionare su tutto, su una sola cosa faremo un ostruzionismo parlamentare serio e duro: se ci verrà sottoposta l’idea di abolire le preferenze perchè noi siamo in un Paese democratico e non possiamo fare una legge elettorale liberticida che consenta alle nomenclature dei partiti di scegliere i propri parlamentari”.
A margine della conferenza programmatica del partito a Pescara; il leader Udc, Pier Ferdinando Casini, entra nel vivo di una delle battaglie estive della formazione centrista e prossimo oggetto di discussione in Aula.
“Su questo - ha spiegato Casini - faremo una grande battaglia di libertà fino all’ostruzionismo parlamentare perchè noi siamo una forza moderata che ragiona sempre. Siamo disponibili ad ogni compromesso sulle circoscrizioni, sulla soglia di sbarramento, ma non sulle preferenze, perchè sulle preferenze non sarebbe possibile alcun compromesso. Significherebbe - ha concluso - togliere , ancora una volta, il diritto ai cittadini di scegliere il proprio parlamentare. Su questo la battaglia sarà senza se e senza ma”. Continua »
“Il livello della nostra opposizione sta crescendo. Il Partito Democratico non è nato neppure da un anno, e il governo insediato da tre mesi. Ora dobbiamo ritrovare lo spirito della campagna elettorale, aprire il partito ai gioani e alla forze nuove provenienti dalla società. Siate duri con i vostri dirigenti, ma non andate dietro a quelli che piangono e si deprimono. In politica si perde e si vince e noi dobbiamo prepararci a ritornare a vincere. Questa è la regola e la dignità della politica”. E’ un Franco Marini molto deciso quello che si presenta alla Festa Democratica nazionale di Firenze. Intervistato dall’editorialista de ‘La Stampa’ Federico Geremicca, il senatore del PD mostra tutta la sua caparbietà e la sua proverbiale tenacia nel difendere e al tempo stesso spronare l’azione del partito.
“Io ho accettato di fare la campagna elettorale controvoglia, solo per senso di responsabilita’ nei confronti del mio Paese”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi, spiegando e ribadendo di voler andare avanti a tutti i costi nel programma di governo e tornando con la mente al periodo prima del voto. “Visto ora chi sono i signori dell’opposizione io sono determinatissimo a completare il mio mandato garantendo agli italiani non una democrazia in liberta’ vigilata ma una democrazia che garantisca a tutti la piena liberta. Io sono determinatissimo”.
“Come ben sanno numerosi esponenti dei Cocer delle forze armate e dei sindacati delle forze di polizia con i quali abbiamo avuto incontri e contatti in questi giorni, non ci saranno tagli di organico perché la loro presenza sul territorio è essenziale”. Lo afferma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, che aggiunge: “I gruppi del Pdl di Camera e Senato hanno avanzato una serie di proposte al governo che saranno certamente recepite in sede di stesura finale della manovra economica”.
“Con un tasso così basso di inflazione programmata, il governo sceglie di tagliare i salari dei lavoratori”. Non poteva essere più esplicito, nell’attacco sferrato al documento di programmazione economica e finanziaria il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani, intervenuto durante la giornata conclusiva della festa nazionale della Cisl, svoltasi a Levico Terme. “un salario di 25mila euro perderebbe mille euro nel prossimo biennio. Se al terzo anno dovesse continuare così, si raggiungerebbe una cifra vicina ai 1500 euro”.
L’auspicio è che il confronto con l’opposizione “non generi risse ma un dialogo trasparente”. E’ l’augurio di Silvio Berlusconi durante il discorso per il voto di fiducia rilasciato oggi alla Camera dei Deputati. Un discorso che ha ricevuto ovviamente la “standing ovation” di tutto il Pdl, qualche applauso bipartisan e ha visto perfino la stretta di mano fra il Cavaliere e i senatori Pd Tonini e Latorre. Che le cose stiano realmente cambiando? Chi può saperlo. Per ora al Pd ci si va cauti. E’ vero che la telefonata fatta da Berlusconi a Veltroni è senz’altro un segno, il segno di una probabile al momento apertura, così come il riconoscimento da parte del nuovo premier del governo ombra varato dal PD, è anche vero però che il discorso fatto da Berlusconi, per quanto apprezzabile, non soddisfa pienamente deputati e senatori del PD.
Durezza e fermezza. Sono queste le parole usate da Dario Franceschini vicepresidente del Pd, per presentare le proposte del Partito Democratico sulla questione della sicurezza stradale. 
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