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Giornata contro la violenza sulle donne

napolitanoIn Italia, secondo i dati Istat, sono 6,743 milioni le donne che hanno subito nel corso della propria vita violenza fisica e sessuale. Per fare uscire dal silenzio questa drammatica situazione si è celebrata ieri la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, istituita dalle Nazioni Unite fin dal 1999 al fine di sensibilizzare Governi, istituzioni governative e non, società civile, mezzi di comunicazione di massa. In Italia, la manifestazione nazionale si terrà a Roma il 28 novembre in Piazza della Repubblica e corteo fino a Piazza San Giovanni.
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Giustizia. Il presidente della Camera si dice contrario allo scudo salva premier

finiGianfranco Fini manifesta la propria contrarietà al nuovo scudo per Berlusconi a cui sta lavorando Niccolò Ghedini ovvero la legge che accorcia i tempi di prescrizione dei reati. Intervistato da Fabio Fazio a «Che tempo che fa», Fini ha espresso anche dei dubbi sulla reale indipendenza degli attacchi di Vittorio Feltri dallo stesso Berlusconi.
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Crisi, il presidente della Repubblica invita a cauti ottimismi

napolitanoSi registrano “segnali incoraggianti di ripresa ma non possiamo esprimere facile ottimismo, dobbiamo guardare pacatamente alle prospettive più vicine e a quelle di più lungo termine”, ha detto Giorgio Napolitano ai nuovi Cavalieri del lavoro riuniti al Quirinale. Il presidente della Repubblica ha poi rivolto un invito a liberarsi “di quel di più, di quel di troppo, in termini di esasperazione dei contrasti e di contrapposizione dei punti di vista che può compromettere il nostro domani”.

Secondo Napolitano “non basta attendere che il clima economico internazionale migliori, occorrono in Italia riforme da troppo tempo rinviate, altrimenti ci vorrà troppo tempo per riportare l’ economia nazionale ai livelli precedenti la crisi iniziata nel 2008″.

“Dobbiamo guardare tutti insieme al da farsi nei suoi diversi aspetti internazionali e nazionali, dobbiamo guardare – ha detto il presidente della Repubblica – alle riforme di cui c’ è bisogno e a cui si sta lavorando sul piano mondiale; alle riforme e alle scelte da adottare finalmente in Italia per risalire in tempi non troppo lunghi ai livelli di attività che precedevano la caduta del 2008 – 2009, e per imprimere alla nostra economia e alla nostra società quel dinamismo che si sono venute perdendo da oltre un decennio”.

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Il Presidente della Repubblica informato sugli attacchi contro il giudice Raimondo Mesiano

raimondoIl vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, riferendosi al caso del giudice del Tribunale di Milano, Raimondo Mesiano, oggetto di attacchi dopo aver condannato la Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro a favore della Cir di De Benedetti, ha informato il presidente Napolitano della scelta di trattare con procedura d’ urgenza la pratica a tutela del giudice Raimondo Mesiano.

Il presidente si è mostrato consapevole delle inquietanti connotazioni della vicenda e del fatto che in base ad esse la pratica a tutela è stata aperta. Mancino, poi, si è soffermato sul clima che deve ispirare i rapporti tra politica e giustizia e ha definito opportuno il richiamo alle considerazioni di carattere generale e all’ invito al reciproco rispetto ed al sereno confronto esposti dal capo dello Stato in più occasioni ed anche davanti al Csm.

Mancino ha ricordato in particolare le parole pronunciate da Napolitano nella seduta del 14 febbraio dell’ anno scorso, quando il capo dello Stato sostenne che occorre prestare la massima cura e non superare il senso del limite e della responsabilità per ricreare un giusto clima di rispetto, riservatezza e decoro intorno al processo.

(Foto Ansa)

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L’ appello di Napolitano al senso della misura

napolitanoIl Presidente della Repubblica rivolge un appello anche al rispetto delle istituzioni, un appello rivolto come sempre in tutte le direzioni, perché è convinto che molti italiani, al di là delle loro diverse, libere scelte elettorali, lo condividano e ne avvertano la necessità.

Tornando alle polemiche sulle accuse di parzialità rivoltegli da Berlusconi, Napolitano ha sottolineato l’ assoluta neutralità della carica da lui rivestita: “Quello del capo dello Stato è un potere neutro al di sopra delle parti, fuori dalla mischia politica; non è una finzione, è la garanzia di moderazione e di unità nazionale posta consapevolmente nella nostra Costituzione come in altre dell’ occidente democratico. Per quante difficoltà comporti l’ adempiere un simile mandato, proseguirò nell’ esercizio sereno e fermo dei miei doveri e delle mie prerogative costituzionali”.

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All’ assemblea dei Prefetti a Roma Napolitano dichiara: “Da anni non sono più un uomo di parte”

napolitanoCosì ha esordito Giorgio Napolitano, nell’ intervento all’ assemblea dei Prefetti a Roma. “Consentitemi questo accenno personale: nell’ assumere l’ incarico di ministro dell’ Interno tredici anni fa ero determinato a svolgerlo come uomo ormai delle istituzioni e non di una parte politica. In quella veste ebbi ben presto chiaro che occorreva sgomberare il terreno dalla anacronistica suggestione dell’ abolizione dei prefetti per impegnarsi invece a ridisegnarne le funzioni a sostegno della trasformazione dello Stato, ormai avviata in senso federalista, e comunque con la ferma intenzione di restare uno Stato nazionale unitario”.

Per realizzare il federalismo in Italia occorrono alcune “incisive modifiche costituzionali, specie per dare coerenza, anche sul piano della fisionomia e del funzionamento del Palamento nazionale, alla svolta che è stata avviata in senso autonomistico e federalista”, ha detto Napolitano. Un implicito riferimento al tema della così detta Camera delle Regioni. Il presidente della Repubblica ha ricordato che l’ Italia unita nacque come stato centralizzato, ed il fascismo realizzò la massima centralizzazione autoritaria dello Stato. La Costituzione del 1948 invece aprì ad un riconoscimento nuovo delle autonomie locali e regionali e a un cammino lento e contraddittorio che avrebbe conosciuto una decisa accelerazione ed un balzo in avanti a partire dai primi anni ‘90 quando prese a svilupparsi un movimento politico e di opinione federalista.
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Dal caso Previti del 2005 alla bocciatura del Lodo Alfano. Così il Quirinale

quirinaleLa Consulta sul Lodo Alfano continua a suscitare polemiche, subito stoppate dal Quirinale dopo le tensioni con Berlusconi: non sono mai stati stipulati patti su leggi la cui iniziativa, com’ è noto, spetta al Governo, e tantomeno sul superamento del vaglio di costituzionalità affidato alla Consulta.

La nota diramata dalla Presidenza della Repubblica è netta: “Una volta rilevata, da parte del Presidente della Repubblica, la palese incostituzionalità dell’ emendamento blocca processi inserito in Senato nella legge di conversione del decreto 23 maggio 2008 – si legge nella nota -, il Consiglio dei Ministri ritenne di adottare il disegno di legge Alfano in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato. Il Presidente della Repubblica ne autorizzò la presentazione al Parlamento, e successivamente – dopo l’ approvazione da parte delle Camere – promulgò la legge”.

“Tale promulgazione, comunque motivata – prosegue la nota del Quirinale -, non poteva in nessun modo costituire garanzia di giudizio favorevole della Corte in caso di ricorso. Il rispetto dell’ indipendenza della Corte Costituzionale e dei suoi giudici – doveroso per tutti – ha rappresentato una costante linea di condotta per qualsiasi Presidente della Repubblica. La collaborazione tra gli uffici della Presidenza e dei Ministeri competenti è parte di una prassi da lungo tempo consolidata di semplice consultazione e leale cooperazione, che lascia intatta la netta distinzione dei ruoli e delle responsabilità”.
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Elezioni: Federconsumatori minaccia una richiesta di risarcimento in caso di pareggio

Elezioni: Federconsumatori minaccia una richiesta di risarcimento in caso di pareggio“La lettura dell’articolo del ’sole 24 ore’ di oggi, da cui si evince che al Senato vi sarà una vera e propria lotteria su chi vincerà le elezioni, è estremamente preoccupante e ancor più preoccupante è constatare che nel nostro paese vi siano uomini politici e partiti che operino con assoluta irresponsabilità e disprezzo per il bene comune .

Ciò in seguito alle decisioni contrarie e formalizzate nelle aule parlamentari a mettere mano a un meccanismo elettorale che difficilmente potrà dare esiti positivi per una risposta di Governo per il nostro paese. Ciò è molto grave anche alla luce di considerazioni che erano state fatte da più parti a partire da quelle esimie del Presidente della Repubblica . Questa irresponsabilità è ascrivibile a chi formalmente ha dichiarato anche con voto formale di non volere una modifica della legge elettorale con conseguenze politiche incalcolabili e che produrrà costi per centinaia di milioni a carico dei cittadini tutti.
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