Confcommercio auspica la riapertura a gennaio di un tavolo governo-parti sociali
“Si sta per concludere un anno difficile e, certamente, l’anno che verrà non sarà meno impegnativo. Bisogna agire per costruire fiducia”. Questo l’auspicio del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, per la ripresa dell’attività dopo la pausa natalizia.
“Costruire fiducia è una responsabilità che Governo e parti sociali possono e devono condividere. Per questo chiediamo fin d’ora al Governo di avviare, all’inizio del nuovo anno, una fase di serrato confronto con le forze sociali per verificare la possibilità di potenziare la risposta alla crisi. Sul versante degli ammortizzatori sociali e degli investimenti, così come su quello del sostegno alla domanda interna ed ai consumi delle famiglie”. “Mai come oggi – conclude Sangalli – c’è necessità di accordi tra le parti, valorizzati dalle politiche pubbliche, per sostenere l’occupazione, per generare crescita e sviluppo, per costruire fiducia e coesione sociale”.
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Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, torna a condannare duramente «l’infamia» delle leggi razziali, ma questa volta lo fa sottolineando anche l’immobilismo della società italiana e della Chiesa cattolica contro la legislazione antiebraica. «L’ideologia fascista non spiega da sola l’infamia delle leggi razziali» spiega Fini in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70esimo anniversario delle leggi antiebraiche e razziste. «C’è da chiedersi - ha aggiunto il numero uno di Montecitorio - perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo - ha sottolineato Fini - da parte della Chiesa cattolica».
“Giungano a lei dall’Italia, un fedele, sincero e riconoscente alleato degli Stati Uniti che non dimentica il sacrificio dei tanti giovani americani caduti per ridare all’Italia e all’Europa la dignita’ e la liberta’, giungano le congratulazioni piu’ cordiali per l’affermazione conseguita al termine di una difficile campagna elettorale dove si e’ confrontato con un competitore di alto rango”. Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota diffusa dopo i risultati elettorali negli Stati Uniti, che hanno visto il trionfo di Barack Obama. “A nome mio, del Governo e del popolo italiano formulo a lei i piu’ fervidi auguri per lo svolgimento dell’alto compito che la attende. Sono assolutamente certo che l’amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuera’ a crescere e a rafforzarsi”.
L’ntervento del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla celebrazione della Giornata dell’Informazione, ha toccato anche il delicato tema della crisi finanziaria che sta investendo i mercati internazionali: “Vorrei solo declinare il tema della responsabilità dell’informazione brevissimamente, in rapporto al momento che viviamo. Innanzitutto, una crisi finanziaria, con pesanti ricadute sull’economia, che ha assunto dimensioni mondiali e presenta danni e rischi gravi per tutti, per l’Europa, per l’Italia. Questa crisi chiama senza dubbio a un forte senso della responsabilità nazionale ed europea le nostre istituzioni, le forze politiche di entrambi gli schieramenti e il mondo dell’informazione. Non alimentare un allarmismo che in questo campo può diventare immediatamente fattore di aggravamento della crisi, è dovere che certamente anche chi fa giornalismo oggi avverte, e sa di essere chiamato ad assolvere”.
“Si pone oggi l’esigenza di un rinnovato, consapevole ancoraggio alla Costituzione: esigenza che appare tanto più forte quanto più si avverta un pericolo di disorientamento della comunità nazionale, per l’indebolirsi della sua coesione e del suo tessuto ideale e civile”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a Venezia nel corso del suo intervento al Convegno ‘La Costituzione domani nel 60° anniversario della Carta fondamentale della Repubblica’. “La Carta del ‘48 - ha aggiunto il Capo dello Stato - è sotto questo profilo una riserva preziosa su cui far leva, purché ci si impegni innanzitutto a ‘bucare il velo d’ignoranza che la circonda’: facendone conoscere e studiare il testo, facendone cogliere le virtualità e gli stimoli critici. E’ un impegno che deve assolutamente continuare, ben oltre il 60° anniversario della Costituzione repubblicana”.
“Steve Jobs, 53 anni, nella sua ultima apparizione pubblica è apparso dimagrito, pallido. Steve Jobs soffre da tempo di un cancro al pancreas da cui sembrava guarito. Steve Jobs è il creatore della Apple. Molti pensano che sia lui il vero innovatore, l’unico genio dell’informatica. Non Bill Gates.
Riporto una mia intervista pubblicata su La Repubblica di oggi. Come ho dichiarato al giornalista, il vero schifo di questa polemica è che si siano estrapolate parole piuttosto che contenuti di tutta la manifestazione dell’8 luglio. I media hanno guardato il dito piuttosto che la luna. Non avrebbero potuto fare altrimenti ne’ loro, ne’ i loro mandanti perchè i contenuti sarebbero stati inconfutabili.
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