Napolitano celebra la festa della donna
Napolitano celebra la festa della donna. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha celebrato in Quirinale la festa della donna. Alle donne il Capo dello Stato ha detto: ”Esigete sempre rispetto e dignità”, lanciando un monito speciale ”per l’ integrazione delle donne immigrate”, ma si è soffermato anche sull’ emergenza lavoro: ”La disoccupazione sia la principale preoccupazione delle classi dirigenti’‘. E ancora: “Una democrazia rispettabile è proprio il luogo nel quale per essere buoni cittadini non si deve esercitare nessun atto di coraggio. Spesso in un contesto degradato, in situazioni di diffusa illegalità essere ragazzi e ragazze perbene richiede talvolta sacrifici e coraggio, un coraggio che è bello che ci sia ma che al tempo stesso non è richiesto in una democrazia rispettabile”.
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Il 27 gennaio del 1945, sessantacinque anni fa, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Oggi 27 gennaio 2010 si commemora la fine della Shoah. Il momento più solenne si svolgerà al Quirinale quando, alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta consegnerà le medaglie d’ onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti.
Il presidente della Repubblica interviene a Castel Capuano a Napoli alla cerimonia in occasione del 50.mo anniversario della scomparsa di Enrico De Nicola, l’ uomo delle “due, ardue transizioni: quella dalla monarchia alla repubblica e quella dalla nascita della repubblica alla sua costituzionalizzazione”. De Nicola è un esempio da seguire, come presidente della Camera e come capo dello Stato, dice Napolitano.
Non se ne farà niente: dissensi all’ interno del Pd, mancanza di unità di intenti nel centrodestra, lontana la concordia auspicata da Napolitano. Un clima di lotta, non di coesione. E le riforme? Un problema di tutti, che però non interessa a nessuno. E che ognuno mette sul piano personale e non sul piano puramente politico per il bene dell’ Italia e degli italiani, che hanno votato per la destra, per la sinistra, per il centro, ognuno secondo la sua ideologia. Ma cosa hanno alla fine concluso gli eletti?
Paolo Bonaiuti è convinto che ci sia “in tutti l’ idea che la molla dell’ odio debba finire e cedere il posto al dialogo e a un abbassamento dei toni. Il premier sarebbe già al lavoro, determinato e molto positivo”. E in quanto alle riforme, il portavoce di Silvio Berlusconi e il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri aprono alla bozza Violante. “Si può ripartire da lì, riprendendo i fili di un lavoro già avviato al Senato e rivedendo alcuni capitoli come quello dei poteri del premier”.
“Giorgio Napolitano, ha detto Gianfranco Fini, si è reso interprete di quel sentimento sempre più diffuso nel Paese, che auspica l’ avvio di una nuova fase politica e di riforme istituzionali, basate sul civile e democratico confronto delle opinioni”. Parole nobili ha pronunciato il Capo dello Stato italiano, con quell’ equilibrio e quella schiettezza che lo contraddistinguono.
Un fronte unico, dall’ Udc all’ Italia dei Valori alla nuova destra di Gianfranco Fini, che Casini ritiene necessario qualora Silvio Berlusconi forzasse la mano cercando di portare l’ Italia alle elezioni anticipate, attaccando Quirinale, giudici, Corte Costituzionale. Concorda Pier Luigi Bersani, ma la maggioranza attacca convinta che sia un progetto dall’ insuccesso garantito. In realtà, Casini, in una lunga intervista alla Stampa, dice di augurarsi che questa partita non si giochi, convinto che a Berlusconi spetti il compito di governare e risolvere i problemi del Paese. Ma “sia chiaro – dice Casini – che se pensa di utilizzare la questione giudiziaria per trasformare la democrazia e la Repubblica in una monarchia, attaccando Napolitano e la Consulta, avrà una risposta chiara, netta e univoca da parte di tutte le forze che difendono la democrazia”.




















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