Un progetto del leader della Lega Nord: “Rendere il Po navigabile”
È questo il progetto da 2,4 miliardi di euro che il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, cercherà di trasformare in realtà dopo decenni di inutili tentativi, il primo dei quali risale al 1917: rendere il Po di nuovo navigabile tutto l’ anno come negli anni Cinquanta e collegare via acqua Milano e Venezia per il trasporto delle merci.
“Portare le industrie della Lombardia al mare», come ha sintetizzato il ministro per le Riforme durante una sopralluogo nel comune alle porte di Milano dove dovrebbe sorgere il nuovo porto fluviale, sarà però un’ impresa difficile. Serviranno almeno sei anni di lavori e soprattutto un lunghissimo iter autorizzativo che coinvolgerà decine di amministrazioni locali affacciate lungo il Grande fiume”.
Il progetto, seguito dall’ Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) e dalla Regione Lombardia in collaborazione con il ministero alle Infrastrutture e ai Trasporti, prevede due grandi opere: la realizzazione di cinque dighe sul Po che rendano costante il livello dell’ acqua durante tutto l’ anno e l’ adattamento del canale delle Muzza (900 milioni di euro) per collegare Truccazzano (Milano) e Pizzighettone (Cremona) e raggiungere così il Grande fiume attraverso il canale navigabile già esistente.
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Berlusconi ha fatto sapere che il governo si appresta a destinare più fondi al Sud, e la maggioranza continua ad agitarsi per la questione meridionale e la possibile nascita di nuovi movimenti politici con una specifica connotazione territoriale. La Lega è contraria e con il viceministro alle Infrastrutture, Roberto Castelli, accusa il Sud di essere troppo piagnone.
Dal 2003 ad oggi sono stati emanati tre testi normativi diversi con standard di sicurezza differenziati. Il terremoto in Abruzzo ha riportato l’ attenzione sulla normativa in materia di progettazione antisismica, facendo riemergere tutti i problemi di redazione delle norme e i ritardi nell’ applicazione.
Esprimo soddisfazione perché il documento di programmazione economica approvato da entrambi i rami del Parlamento dà il necessario risalto all’Expo 2015”. Il senatore Roberto Castelli, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, è intervenuto per far inserire nel Dpef l’impegno del governo a tenere in massima considerazione le necessità finanziarie ed organizzative della grande manifestazione del 2015. “Al momento – ha dichiarato il senatore Castelli – tutto procede secondo i piani. Auspico che al più presto sia varato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri perché l’Expo 2015 è destinato a cambiare il volto di Milano, della Lombardia e della Padania. È necessario partire il più velocemente possibile, perché il 2015 è domani mattina. Considerata la penuria di risorse diventa imprescindibile coinvolgere i privati e l’interlocuzione con i privati su progetti seri è più complessa rispetto alla decisione di stanziamenti pubblici” 




















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