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Il presidente della Repubblica scrive una lettera a Ministri e Parlamento: “Sicurezza, legge preoccupante. Il testo suscita perplessità e dubbi”

napolitanoNel promulgare la legge sulla sicurezza approvata dal Parlamento il 2 luglio scorso, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinea tuttavia che suscita perplessità e preoccupazioni l’ insieme del provvedimento che, ampliatosi in modo rilevante nel corso dell’iter parlamentare, risulta ad un attento esame contenere numerose norme tra loro eterogenee, non poche delle quali prive dei necessari requisiti di organicità e sistematicità. In particolare, il capo dello Stato rileva la presenza nel testo di specifiche disposizioni di dubbia coerenza con i principi generali dell’ ordinamento e del sistema penale vigente.

Una lettera di cinque pagine. Giorgio Napolitano ricorre a questo strumento per indicare le rilevanti criticità della legge sull’ immigrazione, che pure promulga per non sospendere norme che rafforzano il contrasto alla criminalità organizzata. Il capo dello Stato scrive al governo e, per conoscenza, ai presidenti delle Camere. E punta l’ indice in particolare contro il reato di clandestinità e il via libera alle ronde previsti dalla legge.

“Il Presidente della Repubblica – scrive tra l’ altro nel testo che l’ ANSA è in grado di anticipare – non può restare indifferente dinanzi a dubbi di irragionevolezza e di insostenibilità che un provvedimento di rilevante complessità e evidente delicatezza solleva, per taluni aspetti, specie sul piano giuridico”.

Le nuove norme sulle espulsioni dei clandestini contenute nella legge sull’ immigrazione avranno un effetto contraddittorio e paradossale. Quello di non rendere più punibile, o al più punibile solo con un’ ammenda, la condotta del cittadino extracomunitario che fa rientro in Italia pur dopo essere stato materialmente espulso.
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E dopo la nuova legge sulla sicurezza le polemiche sulla sanatoria per colf e badanti

domenicoContinuano le discussioni sulla proposta di Carlo Giovanardi, il sottosegretario con delega alla famiglia, di regolarizzare con una sanatoria colf e badanti che lavorano da tempo nel nostro Paese. Dopo le polemiche all’ interno della maggioranza con la Lega che ha subito puntato i piedi “È ora di finirla – ha tuonato infatti Roberto Calderoli – con l’ idea che questo sia il Paese del “fatta la legge, trovato l’ inganno”. La proposta di Giovanardi non è altro che una sanatoria.

Non si possono fare sanatorie, anche perché le stesse sono state vietate dal “Patto europeo per l’ immigrazione ed il diritto di asilo” approvato all’ unanimità dal Consiglio Europeo nell’ ottobre 2008 su proposta di Sarkozy.

Ieri è intervenuta sulla questione anche la Conferenza Episcopale italiana. “Sì a una sanatoria per colf e badanti perché c’ è da sanare una situazione che va avanti da tanto tempo». Ha infatti affermato all’ Ansa mons. Domenico Sigalini, segretario della commissione episcopale per le Migrazioni della Conferenza episcopale italiana.

Dice Mons. Domenico Sigalini: “Bisogna riconoscere a questa gente il giusto apprezzamento. Bisognerà operare tante sanatorie, ma con cautela, riconoscendo a queste persone dignità e apprezzamento per il loro lavoro poiché sono struttura portante dell’ assistenza alle persone”.

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