Camera dei deputati: addio “pianisti”, ora si vota con le impronte digitali
Ieri alla Camera dei deputati ci sono state le prime votazioni con il nuovo meccanismo che utilizza le “minuzie” del polpastrello. Il battesimo del nuovo sistema di voto (voto elettronico) c’ è stato alle 18 quando l’ aula di Montecitorio è stata chiamata ad esprimersi con la mozione presentata dal deputato del Pd Matteo Mecacci sul rispetto dei diritti umani e delle libertà democratiche in Tibet. Poi è stata la volta di altre due mozioni: quella dell’ ex presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, sulle misure a favore dell’ efficienza e della funzionalità delle Forze armate, e quella del leader del Pd, Dario Franceschini, sulla situazione economico – finanziaria degli enti locali.
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Il ministro dell’Interno Roberto Maroni accoglie favorevolmente la norma, inserita nella Finanziaria, che prevede la rilevazione delle impronte digitali a tutti i cittadini dal 2010 ma precisa che questo “non supera l’ordinanza sul censimento nei campi nomadi”, che quindi non verrà ritirata. “Tutto ciò che va nel segno di garantire maggiore sicurezza va benissimo”, spiega Maroni. Con la norma inserita in finanziaria, “il sistema della sicurezza avrà maggiori informazioni non solo per quanto riguarda i criminali, non solo per quanto riguarda le identificazioni di chi è sconosciuto, cioè coloro che vivono nei campi nomadi, ma anche un’identificazione più certa per chi è già conosciuto, i cittadini italiani iscritti all’anagrafe. L’iniziativa dà più strumenti per avere le certezze che servono per garantire sicurezza. E’ una norma che approvo in pieno, ma che non cambia nulla rispetto all’azione che stiamo facendo perchè questa è un’azione che stiamo facendo adesso per riconoscere e dare un’identità a chi un’identità non ce l’ha: non sappiamo chi c’è nei campi nomadi”. “Perchè dovrei ritirare l’ordinanza? E’ un’ordinanza che riguarda il censimento nei campi nomadi per ottenere l’identificazione di chi c’è. Si fa attraverso i rilievi fotosegnaletici, tra cui le impronte digitali.
In una intervista al quotidiano israeliano Haaretz, il ministro degli esteri Franco Frattini ha spiegato le ragioni che hanno indotto il governo italiano ad autorizzare la identificazione dei bambini rom attraverso le impronte digitali. “Bisogna conoscere la realta’ italiana – ha osservato Frattini. – Nelle nostre citta’ ci sono migliaia di persone prive di visti di soggiorno o di altri documenti, che vivono in modo illegale e in condizioni disumane. Quelle persone sono giunte dalla ex-Jugoslavia, dopo la crisi, senza alcun documento che confermi nemmeno la loro nascita. Non si puo’ accettare una situazione del genere. Centinaia di bambini ci hanno chiesto che prendessimo le loro impronte digitali per poter dare loro documenti temporanei e ’trasformarli in esseri umani’ riconosciuti dalla legge italiana. Quei bambini devono essere difesi. Occorre impedire una situazione in cui la assenza di identificazione consenta che si faccia commercio di loro. Se io prendo le loro impronte digitali e rilascio loro documenti io, in pratica, li salvo. Questo e’ l’unico obiettivo della legislazione che stiamo portando avanti”.




















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