Napolitano sulle elezioni regionali: ”Decreto indispensabile per garantire la piena partecipazione dei principali contendenti”
Napolitano sulle elezioni regionali: ”Decreto indispensabile per garantire la piena partecipazione dei principali contendenti”. Il presidente della Repubblica spiega le ragioni del sì al decreto sulle liste con una lettera resa pubblica sul sito del Quirinale: “Esclusione del Pdl non sostenibile – dice – Il rispetto delle norme da un lato e, dall’ altro, il diritto dei cittadini di scegliere attraverso il voto fra schieramenti e programmi diversi: due ”beni” egualmente preziosi per tutelare i quali il decreto interpretativo del governo, il cosiddetto ‘salvaliste‘, era l’ unico strumento per intervenire sulla tormentata vicenda della mancata presentazione delle liste del PdL in Lombardia e nel Lazio.
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“Il messaggio, l’ eredità spirituale e morale della Resistenza, della lotta per la liberazione d’ Italia, vive nella Costituzione, carta fondante della Repubblica, pietra angolare del nostro agire comune e della nostra rinnovata identità nazionale”. Così il 25 aprile il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, torna a ribadire il valore delle Festa della liberazione legata a quello della Costituzione.
C’ è una gran voglia di ricucire, fra i vertici dello Stato. Il tentativo di ridimensionare le tensioni istituzionali sul caso di Eluana Englaro ieri è diventato esplicito: fra Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi; e fra il Quirinale e la Santa Sede. È emersa una volontà comune di diplomatizzare lo strappo consumatosi con la morte della donna in coma da diciassette anni. Il primo segnale è arrivato martedì, nel colloquio al Quirinale fra il presidente della Repubblica ed il premier, accompagnato dal sottosegretario a palazzo Chigi, Gianni Letta. La nomina di Paolo Grossi come giudice costituzionale ha rappresentato un primo gesto di concordia ritrovata. Ma non solo con Berlusconi. La scelta di Grossi, stimato anche in Vaticano, viene letta come un indizio di tregua: sebbene preparata da tempo. E ieri è arrivato il secondo passo, in una cornice che favoriva e quasi obbligava alla concordia: la cerimonia per l’ 80˚ dei Patti lateranensi. Poteva rivelarsi un’ occasione di imbarazzo; invece, è servita a ridurre le distanze e limitare i malintesi.




















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