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	<title>MondoPoliticaBlog &#187; finanziamenti</title>
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		<title>Il Presidente Napolitano riceve il WWF</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 13:15:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il WWF incontra le massime cariche dello Stato per un&#8217; alleanza a sostegno della biodiversità. L&#8217; incontro al Quirinale con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inaugurato gli scambi istituzionali del WWF per l&#8217; Anno della Biodiversità per indicare una road map di interventi affinché il nostro Paese compia tutti i passi necessari per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2010/02/NAPOLITANO.jpg"><img src="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2010/02/NAPOLITANO.jpg" alt="NAPOLITANO" title="NAPOLITANO" width="341" height="200" class="left" /></a>Il <strong>WWF</strong> incontra le massime cariche dello Stato per un&#8217; alleanza a sostegno della <strong>biodiversità</strong>. L&#8217; incontro al Quirinale con il <strong>Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano</strong>, ha inaugurato gli <strong>scambi istituzionali </strong>del <strong>WWF</strong> per l&#8217; <strong>Anno della Biodiversità </strong>per indicare una road map di <strong>interventi</strong> affinché il nostro Paese compia tutti i passi necessari per confermare e difendere il patrimonio di <strong>biodiversità</strong> di cui l&#8217; Italia detiene il primato europeo.<br />
<span id="more-3969"></span><br />
Fulco Pratesi, Presidente onorario <strong>WWF</strong>: “L’incontro con il <strong>Presidente Napolitano</strong> (il personaggio di cui gli italiani hanno più fiducia, stando ad un recente sondaggio Eurispes) è stato per me, che lo conosco da decine di anni, una grande gioia. Ho sempre apprezzato la sua sensibilità per la natura. Ricordo ancora l&#8217; aiuto che mi diede, da Presidente della Camera dei Deputati, quando mi misi in testa di abbellire con piante di agrumi lo squallido cortile del palazzo di Montecitorio. Oppure ll piacere con cui Lui e la Signora Clio apprezzavano i miei acquerelli di animali oppure, in tempi meno remoti, la calda accoglienza con cui, nell&#8217; ultima Giornata delle<strong> Oasi WWF</strong>,  ci accolse nella splendida cornice della Tenuta  di Castelporziano. </p>
<p>Anche nell&#8217; incontro del 25, ho potuto, assieme ai colleghi, constatarne di persona l&#8217; interesse e la profonda conoscenza dei problemi. E apprezzare la sensibilità con cui ha replicato alle nostre richieste, dimostrandosi ben consapevole dell&#8217; importanza per l&#8217; Italia di saper conservare quello che ci ha fatto meritare l&#8217; appellativo di <strong>Giardino d&#8217; Europa</strong>. Un giardino ricco di una <strong>biodiversità</strong> che pochi altri Paesi d&#8217; Europa possono vantare, ma che ancora gli italiani poco fanno per proteggere e conservare&#8221;.</p>
<p>Entra così nel vivo la campagna del <strong>WWF</strong> per l&#8217; <strong>Anno della Biodiversità</strong>. L&#8217; appuntamento lanciato dall&#8217; ONU prevede già il 26 e il 27 prossimi a Madrid la Conferenza dei paesi europei impegnati nel fissare entro marzo il target <strong>biodiversità</strong> per l&#8217; Europa per il Post 2010. In occasione dei singoli incontri il <strong>WWF</strong> presenterà un pacchetto di <strong>proposte istituzionali</strong> ed uno speciale <strong>Calendario della Biodiversità </strong>che evidenzia gli appuntamenti principali che nel 2010 vedranno il nostro Paese impegnato sia al livello nazionale che internazionale su questo tema. </p>
<p>Ecco un&#8217; anticipazione di alcune delle proposte <strong>WWF</strong> indicate come prioritarie per l&#8217; Italia: la definizione di una<strong> Strategia Nazionale della Biodiversità</strong>, preceduta da un&#8217; apposita Conferenza preparatoria; la definizione nell&#8217; ordine del giorno del <strong>Parlamento</strong> di una <strong>Legge</strong> quadro sulla <strong>biodiversità</strong> che contempli anche l&#8217; istituzione di un apposito Fondo per la <strong>biodiversità</strong>; la considerazione della <strong>biodiversità</strong> quale patrimonio facente parte integrante della ricchezza della Nazione.</p>
<p>Nell&#8217; incontro con il Presidente sono stati anche affrontati i problemi che minacciano direttamente in Italia la <strong>biodiversità</strong>, dal consumo del suolo alla caccia, dalla carenza di <strong>finanziamenti</strong> per gli enti preposti (come i parchi) alla mancanza di una pianificazione complessiva degli <strong>interventi</strong>. La delegazione del <strong>WWF Italia</strong> (composta da Fulco Pratesi &#8211; Presidente Onorario, Stefano Leoni &#8211; Presidente, Gaetano Benedetto &#8211; Codirettore Generale, Gianfranco Bologna &#8211; Direttore Scientifico, Patrizia Fantilli &#8211; Resp. e Coordinatore Ufficio legale e legislativo) ha sottolineato come esistano strumenti normativi ed accordi internazionali che poi vengono scavalcati dall’applicazione di <strong>politiche settoriali</strong>. </p>
<p>A titolo di esempio è stata presa la cosiddetta <strong>Carta di Siracusa</strong>, fortemente voluta dal <strong>Ministro Prestigiacomo </strong>e condivisa dal <strong>WWF</strong>, ma la cui attuazione si fa ancora attendere. Anche per questo si è richiamata la necessità di un momento generale di riflessione, quale una Conferenza Nazionale della <strong>Biodiversità</strong> (che il <strong>Ministro dell&#8217; Ambiente</strong> vorrebbe), per restituire alle varie problematiche una visione d&#8217; insieme ed una loro contestualizzazione che sottolinei la priorità che deve essere garantita alle azioni di tutela.</p>
<p>Il calendario di <strong>scambi istituzionali</strong> del <strong>WWF</strong> prevede poi colloqui ufficiali tra la delegazione,composta dal Presidente onorario, Fulco Pratesi, e dal Presidente, Stefano Leoni, con il Presidente della Camera, on. Gianfranco Fini, con il rappresentante del Coordinamento delle Regioni, Silvio Greco. Anche il Ministro dell&#8217; ambiente, della tutela del territorio e del mare, on. Stefania Prestigiacomo, ha confermato che fisserà a breve un incontro con il <strong>WWF</strong> per confrontarsi approfonditamente sul percorso che dovra&#8217; portare entro il 2010 alla definizione della Strategia nazionale della <strong>biodiversità</strong>.</p>
<p>Anche il Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, ha incontrato il <strong>WWF</strong>. Per la <strong>Toscana</strong> si tratta di un evento particolarmente importante perchè, come ha sottolineato lo stesso presidente Martini, &#8220;siamo stati i primi, e finora anche gli unici in Italia, ad assumerci l&#8217; impegno di approvare entro il prossimo anno il Piano di azione regionale a tutela della <strong>biodiversità</strong>&#8220;. </p>
<p>Tra gli altri incontri: il Presidente della <strong>Regione Abruzzo</strong>, Gianni Chiodi; l&#8217; assessore all&#8217; <strong>agricoltura</strong> e l&#8217; assessore all&#8217; <strong>ambiente</strong> della Campania; gli assessori della Calabria all&#8217; <strong>ambiente</strong> e all&#8217; <strong>agricoltura</strong>, l&#8217; assessore all&#8217; <strong>ambiente</strong> e all&#8217; <strong>agricoltura</strong> della Liguria.     </p>
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		<title>Siliquini &#8211; Vignale (Pdl): la rivoluzione francese delle libere professioni</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 11:31:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un PDL in Regione Piemonte e alla Camera dei deputati per rinnovare le professioni intellettuali
Vignale: “Ho presentato una proposta di legge che destina ogni anno  4.750.000 euro per facilitare l&#8217; accesso all&#8217; attività professionale da parte dei più giovani, incentivare l&#8217; associazionismo e sostenere le professioni intellettuali. Dopo anni di silenzio da parte della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2010/02/4PIEMONTE.jpg"><img src="http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2010/02/4PIEMONTE.jpg" alt="4PIEMONTE" title="4PIEMONTE" width="313" height="100" class="left" /></a><strong>Un PDL in Regione Piemonte e alla Camera dei deputati per rinnovare le professioni intellettuali</strong></p>
<p><strong>Vignale</strong>: “Ho presentato una proposta di legge che destina ogni anno  4.750.000 euro per facilitare l&#8217; accesso all&#8217; <strong>attività professionale</strong> da parte dei più giovani, incentivare l&#8217; <strong>associazionismo</strong> e sostenere le <strong>professioni intellettuali</strong>. Dopo anni di silenzio da parte della <strong>Regione</strong>, serve ora una <strong>riforma</strong> che tuteli quelle che oggi rappresentano il terzo motore economico nazionale e che fino ad oggi sono state abbandonate ed escluse da ogni fondo e <strong>sostegno regionale</strong>”<br />
<span id="more-3930"></span><br />
Secondo l&#8217; <strong>Agenzia delle Entrate </strong>solo nel 2009 in Italia risultavano aperte 8,8 milioni di partite Iva, e sono più di 2 milioni gli iscritti in <strong>ordini</strong>  e <strong>collegi professionali</strong>. Un vero e proprio esercito produttivo, che da solo rappresenta la <strong>terza forza economica</strong> del nostro Paese e produce quasi il 13% del <strong>Pil</strong> italiano&#8230; Cifre, destinate ad aumentare se, anziché essere escluse da ogni forma di sostegno regionale, venissero finalmente sorrette e incentivate dalle <strong>istituzioni</strong>. </p>
<p>Se infatti fino a pochi anni fa il <strong>professionista</strong> era considerato essere un <strong>favorito</strong> membro di una casta economica e oggetto di <strong>benefici</strong>, la realtà è completamente cambiata  e il mondo dei <strong>professionisti</strong>, benché contraddistinto dalla loro alta <strong>professionalità</strong>, capacità, autonomia e merito. è oggi in difficoltà. </p>
<p>La situazione di <strong>crisi</strong> che attraversa il nostro Paese ha infatti portato alla ribalta  anche il <strong>disagio</strong> del mondo delle <strong>professioni</strong>, completamente escluse dai sostegni alla produttività o alle industrie locali. Se un <strong>professionista</strong> cessa l&#8217; attività, ad esempio, non ha diritto all&#8217; assegno di <strong>disoccupazione</strong> né alla<strong> cassa integrazione</strong> né ad alcun aiuto governativo o regionale. Non solo, se un&#8217; azienda in <strong>crisi</strong> le istituzioni aprono un tavolo con sindacati e lavoratori, se una <strong>professione intellettuale</strong> è a rischio chiusura, gli unici a venirgli in aiuto sono solo la sua capacità e determinazione.</p>
<p>È proprio in un momento di <strong>crisi</strong> come quello attuale che serve una rivoluzione francese delle <strong>libere professioni</strong> che aumenti e sostenga la loro competitività, <strong>incentivi</strong> la loro attività e che eviti la chiusura di quel 18% degli <strong>studi professionali</strong> cessati nel 2009 e che passi innanzitutto per uno svecchiamento degli ordini professionali (il più giovane è del 1929!).</p>
<p>È infatti necessario riconoscere il ruolo centrale nel sistema economico &#8211; produttivo italiano delle <strong>professioni intellettuali,</strong> sostenendole e incentivando i valori che portano con se, quali meritocrazia, responsabilità, autonomia, innovazione e rifiuto all’assistenzialismo.</p>
<p>Per questo motivo il PDL si è impegnato nella riforma delle<strong> libere professioni, </strong>riconoscendo loro il <strong>valore aggiunto</strong> che apportano alle nostre regioni e all&#8217; intero assetto economico italiano e l&#8217; impegno che ogni giorno silenziosamente e autonomamente ripongono nella loro professione.</p>
<p>Dopo anni di attese è arrivato finalmente il momento e dopo un proficuo lavoro tra la <strong>consulta</strong> permanente degli ordini e i <strong>collegi professionali</strong>, il PDL ha depositato due proposte di legge, una alla Camera  e una in <strong>Regione Piemonte</strong>, con l&#8217; obiettivo di rilanciare nel sistema economico regionale e nazionale il ruolo dei <strong>professionisti</strong> nel pieno rispetto delle funzioni istituzionali e dei <strong>collegi professionali</strong>.</p>
<p>Una <strong>riforma</strong> innovativa che pone grande attenzione all&#8217; esercizio dell&#8217; <strong>attività professionale</strong>, alla <strong>formazione</strong> continua, al <strong>sostegno</strong> dei <strong>giovani</strong> nell&#8217; accesso della professione con <strong>agevolazioni</strong> e <strong>sgravi</strong> fino ad oggi dedicate solo ad <strong>imprese</strong> ed <strong>aziende</strong>.</p>
<p><strong>Il PDL n. 675  Regione Piemonte – Vignale primo firmatario</strong></p>
<p>Seguendo l&#8217; esempio della <strong>proposta di legge nazionale</strong> scopo di quella regionale è di <strong>sostenere</strong> e <strong>incentivare</strong> le <strong>libere professioni</strong>, dando finalmente loro quei riconoscimenti che il governo di centro sinistra gli ha sempre negato.</p>
<p>Se infatti la <strong>Regione Piemonte</strong> già prevede <strong>agevolazioni finanziarie, fiscali ed economiche</strong> per lo <strong>sviluppo economico </strong>e per il mondo produttivo, ma nessuna di queste è indirizzato o rivolto alle <strong>libere professioni.</strong></p>
<p>Per questo motivo, la legge prevede innanztiuttto uno stanziamento annuo di 4.750.000 mila euro da destinare a prestiti di onore per facilitare l&#8217; accesso alla <strong>libera professione</strong> <strong>ai più giovani</strong>, <strong>agevolazioni</strong> alle attività che intendono associarsi e <strong>finanziamenti</strong>, con una parte a fondo perduto  &#8211; come già accade per imprese e industrie &#8211; per tutte le <strong>professioni intellettuali.</strong></p>
<p>Per meglio <strong>incentivare</strong> e valorizzare l&#8217; <strong>innovazione</strong> delle <strong>attività professional</strong>i e per sostenere il diritto degli utenti, si propone l&#8217; istituzione di una Commissione regionale delle <strong>professioni</strong>, organo consortile multidisciplinare a servizio dei <strong>professionisti</strong> con il compito di collegare tra loro giunta – consiglio regionali e <strong>attività professionali</strong> al fine di meglio rispondere alle esigenze delle <strong>professioni</strong> ed elaborare strategie, programmazioni e atti di governo condivise e quindi utili ed efficienti.</p>
<p>Inoltre per valorizzare ulteriormente l&#8217; alta professionalità di ciascun <strong>professionista</strong> si riconosce alla Regione competenza esclusiva nella <strong>formazione</strong> continua e nell&#8217; <strong>aggiornamento professionale</strong>, fino ad oggi a carico di ogni <strong>professionista</strong>, con costi non indifferenti.</p>
<p><strong>La proposta di legge presentata alla Camera &#8211; on. avv. Maria Grazia Siliquini, relatrice </strong></p>
<p>La proposta di legge nazionale on. avv. Maria Grazia Siliquini, relatrice del provvedimento, ha come obiettivo arrivare ad un sistema di regole condivise che tenga conto dei principi di etica e decoro degli ordini e delle istanze di tutela dei <strong>professionisti</strong>, che oggi rappresentano la terza forza economica del paese.</p>
<p>Tra i punti principali della proposta vi è l&#8217; apertura a <strong>crediti agevolati</strong>, e <strong>gravi fiscali</strong> (fino ad oggi previsti solo per le imprese), misure finalizzate a facilitare l’accesso alla professione da parte dei più giovani, come il tirocinio effettivo e coordinato con il percorso universitario e la concessione di <strong>prestiti di onore </strong>per l&#8217; apertura dei nuovi albi professionali.</p>
<p>Tra i principi di questa <strong>riforma</strong> vi è la definzione di professione intellettuale che viene individuata non solo dalla prevalente attività intellettuale ma soprattutto del percorso formativo obbligatorio e dall&#8217; obbligo del vincolo del codice deontologico che dovrà essere applicato sempre e con rigore. </p>
<p>Sarà inoltre evidenziata la netta distinzione tra professionalità e attività di impresa e valorizzato il ruolo del <strong>professionista</strong> nel sistema economico e sociale quale garante di un servizio professionale di qualità ed escludendo la competenza dell&#8217; <strong>antitrust</strong> sugli <strong>ordini professionali</strong>. Si vogliono anche accreditare gli ordini quali enti pubblici economici, garanti della tutela degli albi, della disciplina e della <strong>formazione</strong>, <strong>aggiornamento</strong> continuo, vogliamo rafforzare l&#8217; autonomia dei codici deontologici, individuare le forme della società professionali, prevedendo l&#8217; assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile per tutti i professionisti oltre ad un ritorno delle tariffe professionali con previsioni di minimi.</p>
<p>“In sostanza – dichiara l&#8217; on. avv. Maria Grazia Siliquini, relatrice del provvedimento – vogliamo una legge di pochi principi e chiari in cui tutti gli ordini si ritrovino senza entrare nel merito delle singole competenze lasciando poi alla flessibilità dei singoli <strong>ordinamenti professionali</strong> la relativa declinazione nella loro singolarità”.</p>
<p><strong>Ufficio Stampa Gian Luca Vignale:<br />
Tel. 011 / 7497819 &#8211; Cell. 349 / 4163458<br />
Email: ufficiostampa@vignale.net<br />
www.vignale.net</strong></p>
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		<title>Infrastrutture. Quarto rapporto di Legambiente &#8220;Pendolaria 2009&#8243;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 04:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 67% delle risorse statali va alle strade e in metà delle Regioni neanche lo 0,1% del bilancio ai pendolari. La Campania quella che ha investito di più nel 2009, al Veneto la &#8220;maglia nera&#8221;. Legambiente: &#8220;Invertire la rotta, ora. Spostare gli investimenti dalle strade alle ferrovie per il bene del Paese, dei cittadini e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/12/6legambiente.jpg' alt='legambiente' class="left"/><strong>Il 67% delle risorse statali va alle strade e in metà delle Regioni neanche lo 0,1% del bilancio ai pendolari. La Campania quella che ha investito di più nel 2009, al Veneto la &#8220;maglia nera&#8221;. Legambiente: &#8220;Invertire la rotta, ora. Spostare gli investimenti dalle strade alle ferrovie per il bene del Paese, dei cittadini e dell&#8217; ambiente: 4 milioni di pendolari su ferro al 2020 per vincere la sfida del clima&#8221;</strong><br />
<span id="more-3265"></span><br />
Il numero dei <strong>pendolari</strong> continua a crescere: sono oltre 2 milioni e 630 mila i <strong>cittadini</strong> che ogni giorno prendono i treni per motivi di lavoro e studio sulle linee regionali. Tra il 2007 e il 2009 i passeggeri che viaggiano su queste linee sono cresciuti dell&#8217; 8,2%, con duecentomila viaggiatori in più quindi, affermandosi quale principale voce della domanda di <strong>trasporto ferroviario</strong> in Italia, in un rapporto di 9 a 1 rispetto ai passeggeri trasportati ogni giorno sulle linee a lunga percorrenza (300 mila passeggeri circa). </p>
<p>Questi e molti altri i dati raccolti nel quarto rapporto di Legambiente presentato di recente a Roma, <strong>Pendolaria 2009</strong>, lo studio che fotografa la situazione del <strong>trasporto ferroviario regionale e metropolitano in Italia</strong> e che vuole dare visibilità ai <strong>cittadini</strong> utenti del <strong>trasporto locale</strong> e sostenere una battaglia di civiltà per avere treni nuovi, più numerosi e puntuali, carrozze pulite e non sovraffollate, servizi migliori nelle stazioni, maggiori informazioni ai viaggiatori, collegamenti e tariffe che<strong> migliorino gli spostamenti quotidiani riducendo il bisogno del mezzo privato.<br />
</strong></p>
<p>La vita del pendolare è piena di disagi. E nonostante qualche piccolo passo avanti compiuto di recente con la firma, in quasi tutte le Regioni, del nuovo <strong>Contratto di Servizio</strong> e una prima inversione di tendenza nei <strong>finanziamenti</strong> da parte del <strong>Governo</strong> per il prossimo triennio il salto di qualità tanto caldeggiato non ci sarà: i nuovi treni annunciati sono infatti solo una piccolissima goccia nel mare delle necessità del servizio <strong>pendolare</strong>, niente di paragonabile con il <strong>Progetto 1000 treni per i pendolari</strong> lanciato due anni fa e rimasto sulla carta. Il rischio è che per i <strong>pendolari</strong> italiani ci sarà solo qualche miglioramento rispetto all&#8217; inadeguata situazione esistente, mentre per l&#8217; agognato rilancio si dovrà aspettare ancora, almeno fin quando si riuscirà ad invertire le priorità di spesa di <strong>Governo</strong> e <strong>Regioni</strong>. </p>
<p>&#8220;Siamo convinti – ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza &#8211; che investire sul <strong>trasporto ferroviario pendolare</strong> sia una ricetta che <strong>fa bene alle città, al portafoglio delle famiglie, alla qualità della vita e alla crisi economica</strong>. La nostra mobilitazione vuole dare voce a <strong>cittadini</strong> che si battono per un interesse generale. In un periodo in cui sono venuti al pettine i nodi di una <strong>crisi economica,</strong> <strong>energetica e climatica globale,</strong> un forte rilancio del <strong>trasporto ferroviario pendolare </strong>rappresenta una scelta lungimirante. </p>
<p>Non esiste infatti, una ricetta più utile per milioni di persone che oggi sono obbligate a muoversi in macchina rispetto al fornire una alternativa più comoda, economica e pulita come il treno. Se a <strong>Copenaghen</strong> si sta discutendo un accordo internazionale sulla <strong>riduzione delle emissioni di CO2</strong>  che impegni finalmente tutti i Paesi nella lotta ai <strong>cambiamenti climatici</strong>, in Italia l&#8217; obiettivo di migliorare la vita e la <strong>mobilità dei pendolari </strong>rappresenta una priorità ineludibile che si sposa perfettamente con le prospettive di un Paese più moderno e civile. Sono queste le <strong>infrastrutture</strong> che ci piacciono e che servono al Paese&#8221;.</p>
<p>Bisogna cambiare, ora. Invertendo le priorità a favore del<strong> trasporto ferroviario</strong> e puntando a vincere la sfida della <strong>riduzione delle emissioni inquinati </strong>con l&#8217; obiettivo di avere 4 milioni di <strong>pendolari</strong> su ferro per il 2020&#8243;. I nuovi treni ad <strong>Alta Velocità </strong>che finalmente cominciano a circolare sui quasi 1000 chilometri di nuove linee non devono togliere attenzione e <strong>investimenti</strong> nei confronti dei <strong>treni pendolari. </strong></p>
<p>Per <strong>Legambiente</strong> una migliore <strong>integrazione</strong> <strong>tra treni a lunga percorrenza e regionali insieme all&#8217; utilizzo anche per i treni pendolari delle nuove tratte ferroviarie ad Alta Velocità</strong> è la prospettiva su cui lavorare per <strong>potenziare</strong> il <strong>servizio ferroviario</strong> in Italia. Insomma nessuna guerra ai nuovi treni ad Alta Velocità, anche perché per i <strong>pendolari</strong> del treno il vero <strong>nemico</strong> è la <strong>strada</strong> che sottrae tutte le risorse.</p>
<p><strong>Il rapporto è disponibile su<br />
www.legambiente.eu</strong></p>
<p><strong>L&#8217; ufficio stampa<br />
06 86268353 &#8211; 60 &#8211; 76 – 99</strong></p>
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		<title>Copenaghen. Vertice delle Nazioni Unite sul clima. Azione antinucleare alla Sirenetta</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 04:35:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le associazioni ambientaliste di Don&#8217; t nuke the climate denunciano i tentativi dell&#8217; industria atomica di utilizzare la crisi climatica per i propri interessi. Legambiente e altre sette organizzazioni ambientaliste di diversi paesi, promotrici della campagna internazionale Don&#8217; t nuke the climate, hanno simbolicamente circondato a Copenaghen la statua della Sirenetta, simbolo della città, dichiarando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/12/5climaimgphp.jpg' alt='clima' class="left"/>Le associazioni ambientaliste di <strong>Don&#8217; t nuke the climate</strong> denunciano i tentativi dell&#8217; industria atomica di utilizzare la <strong>crisi climatica </strong>per i propri interessi. <strong>Legambiente</strong> e altre sette <strong>organizzazioni ambientaliste</strong> di diversi paesi, promotrici della campagna internazionale Don&#8217; t nuke the climate, hanno simbolicamente circondato a Copenaghen la statua della Sirenetta, simbolo della città, dichiarando l&#8217; area a <strong>rischio nucleare </strong>e dotando la scultura di una maschera contro le <strong>radiazioni</strong>. Le otto organizzazioni denunciano così i tentativi dell&#8217; <strong>industria nucleare</strong> di utilizzare la <strong>crisi climatica</strong> per i propri interessi.</p>
<p>&#8220;Promuovere una nuova corsa all&#8217; <strong>atomo</strong>, come stanno facendo oggi alcuni Stati, significa imboccare una strada senza uscita&#8221; dicono le ONG che puntano il dito contro i tentativi di inserire il <strong>nucleare</strong> all&#8217; interno del trattato, nella lista delle tecnologie da sostenere per la lotta ai <strong>cambiamenti climatici.</strong><br />
<span id="more-3248"></span><br />
Giustamente escluso dal <strong>Protocollo di Kyoto</strong> il <strong>nucleare</strong> è improvvisamente rientrato nei <strong>negoziati</strong> sul <strong>clima</strong> lo scorso ottobre durante i colloqui di Bangkok. Se venisse inserito nell&#8217; accordo sul <strong>clima</strong> come una delle <strong>tecnologie pulite,</strong> permetterebbe ad alcuni stati di ottenere <strong>finanziamenti</strong> per costruire reattori all’estero.<br />
<!--more--><br />
&#8220;La pianificazione di nuove<strong> centrali atomiche</strong> &#8211; dicono i promotori di <strong>Don&#8217;t nuke the climate </strong>- sta già  sottraendo tempo e risorse alle vere soluzioni al <strong>cambiamento climatico</strong> a cominciare dalla promozione delle <strong>rinnovabili</strong> e dalle politiche per l&#8217; <strong>efficienza energetica</strong>. I governi riuniti a <strong>Copenaghen</strong> devono trovare un accordo ambizioso e vincolante e devono rifiutare con decisione le false soluzioni a cominciare dal <strong>nucleare</strong> e dal cosiddetto <strong>carbone pulito</strong>.</p>
<p>La campagna internazionale  <strong>Don&#8217; t nuke the climate</strong> raggruppa oltre 350 organizzazioni in 45 paesi. Per fermare la corsa all&#8217; <strong>atomo</strong> ed escludere il <strong>nucleare</strong> dal vertice di <strong>Copenaghen</strong> la campagna ha raccolto oltre 50mila firme.</p>
<p><strong>L&#8217; ufficio stampa Legambiente<br />
06 86268399 &#8211; 76 &#8211; 60 &#8211; 53<br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>News. La Finanziaria blocca il Cinque per Mille. Legambiente: &#8220;Un paradosso&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 04:00:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Legambiente: &#8220;E&#8217; paradossale: così si penalizzano cittadini, associazioni di volontariato e ricerca&#8221;.
&#8220;Siamo al paradosso: invece di essere stabilizzato il Cinque per Mille sparisce, danneggiando pesantemente le associazioni e frustrando i buoni propositi di tutti quei cittadini che avevano visto in questo strumento un mezzo utile per sostenere pezzi importanti del volontariato sociale e della ricerca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/10/6legambiente.jpg' alt='LEGAMBIENTE' class="left"/><strong><strong>Legambiente</strong>: &#8220;E&#8217; paradossale: così si penalizzano cittadini, associazioni di volontariato e ricerca&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Siamo al paradosso: invece di essere stabilizzato il <strong>Cinque per Mille</strong> sparisce, danneggiando pesantemente le associazioni e frustrando i buoni propositi di tutti quei cittadini che avevano visto in questo strumento un mezzo utile per sostenere pezzi importanti del <strong>volontariato sociale</strong> e della <strong>ricerca</strong>, perennemente a corto di <strong>finanziamenti</strong>&#8220;.<br />
<span id="more-2932"></span><br />
Così Nunzio Cirino Groccia della segreteria nazionale di <strong>Legambiente</strong> ha commentato la bocciatura da parte della maggioranza dell&#8217; <strong>emendamento</strong> sul <strong>Cinque per Mille</strong>, nel corso della votazione della <strong>Finanziaria 2010</strong>. </p>
<p>&#8220;È un fatto gravissimo che il <strong>Governo</strong> abbia bocciato un <strong>emendamento</strong> su una misura, tra l&#8217; altro, fortemente voluta dallo stesso <strong>Tremonti</strong> nel 2005, che ha riscosso anche un enorme successo tra i <strong>contribuenti</strong>&#8221; &#8211; ha proseguito Cirino Groccia. Sono stati 19 milioni, infatti, i cittadini che, nell&#8217; ultima <strong>dichiarazione dei redditi </strong>hanno scelto di donare il <strong>5 per mille</strong>, dando un contributo concreto al mondo dell&#8217; <strong>associazionismo</strong>, del <strong>volontariato</strong> e della <strong>ricerca</strong>. Ci aspettiamo, pertanto, che nei successivi passaggi della <strong>Finanziaria</strong> si recuperi al più presto questa misura, garantendo al <strong>mondo del no profit</strong> una grande forma di sostegno e un giusto riconoscimento morale”.  </p>
<p><strong>L&#8217; ufficio stampa<br />
06 86268353-99 -76 </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Economia. Allarme credito per la Confindustria italiana e quella tedesca. Conseguenze per investimenti e occupazione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 04:00:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Siamo di fronte ad una stretta creditizia: le banche, preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi, concedono prestiti a condizioni più rigide, aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Ma la scarsa liquidità potrà avere conseguenze drammatiche per gli investimenti e l&#8217; occupazione. Pertanto la Confindustria italiana e quella tedesca hanno deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/09/1stretta-creditizia1.jpg' alt='creditizia' class="left"/><strong>Siamo di fronte ad una stretta creditizia: le banche, preoccupate della solvibilità di coloro a cui prestano i soldi, concedono prestiti a condizioni più rigide, aumentando i tassi o chiedendo più garanzie. Ma la scarsa liquidità potrà avere conseguenze drammatiche per gli investimenti e l&#8217; occupazione. Pertanto la Confindustria italiana e quella tedesca hanno deciso di portare la questione a livello comunitario, con una lettera congiunta al presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, e al primo ministro svedese, Fredrik Reinfeld, presidente di turno del Consiglio europeo.</strong></p>
<p>Anche in questo caso, come nella battaglia sull&#8217; ambiente, Italia e Germania si trovano a fianco, perché in entrambi i Paesi è ancora forte il peso del manifatturiero. Troppe aziende, in particolare le piccole, si sentono negare il prestito allo sportello. A monte di questa situazione, le regole di Basilea 2, entrate in vigore due anni fa. In particolare quel meccanismo di valutazione sul rischio patrimoniale delle banche basato su rating automatici, che di fatto, in un contesto di crisi, ha ridotto l&#8217; offerta di finanziamenti.</p>
<p>&#8220;L&#8217; accesso al credito sta diventando sempre più difficile, specie per le Pmi&#8221;, scrivono i due presidenti di Confindustria e Bundesverband der Deutschen Industrie (Bdi), Emma Marcegaglia e Hans Peter Keitel sollecitando la Ue a prendere urgentemente tutte le iniziative necessarie. </p>
<p>Le banche hanno inasprito la loro offerta di credito per una serie di motivi, <strong>ma vorremmo evidenziare, in particolare, i nocivi effetti dell&#8217; Accordo di Basilea2 sui requisiti patrimoniali degli istituti di credito. </strong>Le regole sono strutturate in modo tale da determinare una restrizione dell&#8217; offerta di credito in un contesto di crisi. Gli effetti prociclici dei requisiti di Basilea2 &#8211; precisano i presidente di Confindustria italiana e tedesca &#8211; sono stati ampiamente riconosciuti, ad esempio dal Rapporto De Larosie&#8217; re e dalle conclusioni del Consiglio Ecofin del 7 luglio.<br />
<span id="more-2636"></span><br />
&#8220;Sono attualmente in preparazione proposte per contrastare tali effetti prociclici, ma le nostre imprese associate stanno affrontando oggi restrizioni al credito. La prevista revisione del quadro regolamentare potrebbe giungere troppo tardi per molte imprese. Di conseguenza, BDI e Confindustria ritengono che l&#8217; UE debba urgentemente allentare i requisiti patrimonali delle banche e le metodologie di valutazione del rischio per facilitare l&#8217; accesso al credito delle imprese ed una rapida ripresa economica. Situazioni eccezionali richiedono risposte eccezionali. BDI e Confindustria &#8211; concludono Marcegaglia e Keitel &#8211; chiedono all&#8217; Unione europea di prendere urgentemente tutte le iniziative necessarie per affrontare questa questione critica&#8221;.</p>
<p>Marcegaglia da mesi batte sul tasto di Basilea 2 e proprio prima della pausa estiva, negli incontri con Abi e con il ministro dell&#8217; Economia Giulio Tremonti, sulla moratoria del debito alle imprese (firmata il 3 agosto scorso), aveva chiesto un intervento del governo. Invito subito raccolto da Tremonti. Lo stesso ministro faceva parte dei critici di Basilea 2 che ne mettevano in evidenza i rischi di accesso al credito per le imprese più piccole e la prociclicità delle regole.</p>
<p>E cioè che una fase di crisi, l&#8217; aumento del rischio degli impieghi avrebbe indotto le banche a stringere i freni, con la conseguenza di inasprire gli effetti della situazione economica. Serve invece liquidità, per affrontare il quotidiano e per far ripartire gli investimenti. Con cali di ordini e di fatturato che arrivano nel 2009 fino al 50 &#8211; 60%, serve un rapporto diverso con il mondo bancario, più affidato alle prospettive dell&#8217; impresa che a valutazioni automatiche. </p>
<p>Bisogna dare maggiore libertà d&#8217; azione alle banche, perché  dice l&#8217; amministratore delegato dell&#8217; Eni, Paolo Scaroni, <strong>il nostro Paese deve mettere in campo tutte le potenzialità per il rilancio del comparto industriale</strong>.</p>
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		<title>L&#8217; assessore all&#8217; Agricoltura ribadisce l&#8217; impegno della Regione Lombardia per la promozione dell&#8217; agroalimentare</title>
		<link>http://www.mondopoliticablog.com/2009/08/07/l-assessore-all-agricoltura-ribadisce-l-impegno-della-regione-lombardia-per-la-promozione-dell-agroalimentare/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Aug 2009 05:00:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Valorizzare e far conoscere la qualità dei prodotti agro &#8211; alimentari lombardi in ambito nazionale e internazionale è un nostro obiettivo primario &#8211; sottolinea l&#8217; assessore all&#8217;Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi -. Si tratta di un traguardo ancora più importante se letto nell&#8217; ottica dell&#8217; Expo 2015, evento nel quale il mondo agricolo lombardo sarà protagonista&#8221;.
La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/08/2agricoltura1.jpg' alt='Agricoltura' class="left"/><strong>&#8220;Valorizzare e far conoscere la qualità dei prodotti agro &#8211; alimentari lombardi in ambito nazionale e internazionale è un nostro obiettivo primario &#8211; sottolinea l&#8217; assessore all&#8217;Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi -. Si tratta di un traguardo ancora più importante se letto nell&#8217; ottica dell&#8217; Expo 2015, evento nel quale il mondo agricolo lombardo sarà protagonista&#8221;.</strong></p>
<p>La Lombardia ha una produzione agro &#8211; alimentare d&#8217; eccellenza, come sancito dall&#8217; elevato numero di riconoscimenti comunitari: 25 prodotti Dop (Denominazione origine protetta) e Igp (Indicazione geografica protetta), dai 15 vini Doc (Denominazione origine controllata) e 5 Docg (Denominazione origine controllata garantita).</p>
<p>&#8220;Questi finanziamenti &#8211; continua Ferrazzi &#8211; ci consentiranno di comunicare ancora meglio il valore dei nostri tanti buoni prodotti: dal Grana Padano al Taleggio, dalle Bollicine della Franciacorta al Pinot Nero dell&#8217;Oltrepò, dal Salame di Varzi al Bresaola della Valtellina. Un elenco che potrebbe continuare a lungo&#8221;.</p>
<p>Nello specifico, Regione Lombardia ha destinato 756.200 euro per la promozione dei prodotti e del territorio in collaborazione con Ersaf (Ente regionale servizi per l&#8217; agricoltura e le foreste), Unioncamere Lombardia, Ascovilo (Associazione dei consorzi di vino lombardi), Federazione Strade dei vini e dei sapori, Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) e <strong>Amici di Aretè</strong> per l&#8217; agricoltura con finalità sociali.<br />
<span id="more-2541"></span><br />
Alla promozione sul mercato nazionale ed estero a sostegno delle imprese lombarde sono stati destinati 964.000 euro, di cui 600.000 per le vetrine all&#8217; estero dei prodotti lombardi e la restante parte per la partecipazione a eventi fieristici in Italia come la Fiera del bovino da latte di Cremona, Identità Golose a Milano e Vinitaly a Verona.</p>
<p>&#8220;La promozione integrata e quella sui mercati italiani e stranieri sono importanti e fondamentali per la Regione &#8211; afferma l&#8217; assessore Ferrazzi &#8211; ma grande importanza riveste l&#8217; azione informativa e di garanzia a favore dei consumatori. Pertanto, insieme ad Ersaf investiremo 100.000 euro per promuovere i nostri prodotti nella grande distribuzione e 338.000 euro per le manifestazioni fieristiche che mettono in contatto diretto i nostri produttori e i cittadini lombardi&#8221;. </p>
<p>&#8220;Ma non è tutto: all&#8217; interno del programma promozionale  potenzieremo il sito <strong>BuonaLombardia.it</strong>, realizzato con Unioncamere Lombardia, e produrremo o aggiorneremo diverse pubblicazioni promozionali, redatte in italiano, inglese e tedesco. Il tutto con lo scopo di sostenere la promozione dei nostri prodotti che si fanno buona pubblicità già con la loro qualità, ma che devono essere tutelati rispetto a contraffazioni e concorrenti illeciti&#8221;. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Maxiaccordo tra Banca Intesa e Confindustria. L&#8217; istituto di credito mette a disposizione delle Pmi italiane 5 miliardi</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 05:15:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa &#8211; Sanpaolo, e Giuseppe Morandini, vicepresidente di Confindustria e presidente della piccola industria, firmano un accordo che mette a disposizione delle Pmi italiane un plafond da 5 miliardi di euro, consentendo a ciascuna di accedere a finanziamenti fino a 5 milioni.
In tempi di polemica continua sul ruolo del credito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src='http://www.mondopoliticablog.com/wp-content/uploads/2009/07/4banca-intesa.jpg' alt='banca intesa' class="left"/><strong>Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa &#8211; Sanpaolo, e Giuseppe Morandini, vicepresidente di Confindustria e presidente della piccola industria, firmano un accordo che mette a disposizione delle Pmi italiane un plafond da 5 miliardi di euro, consentendo a ciascuna di accedere a finanziamenti fino a 5 milioni.</strong></p>
<p>In tempi di polemica continua sul ruolo del credito nel sostegno all&#8217; economia, Passera sceglie così la strada più diretta per spiegare che il <strong>credit crunch</strong> riguarda solo una minoranza di aziende e per parlare direttamente alle imprese. Il numero uno di Intesa &#8211; Sanpaolo assicura che la massa di crediti concessi dal sistema bancario in Italia è ancora superiore a quella di un anno fa e che grazie al calo dei tassi le condizioni sono migliorate. A disposizione, poi, il suo gruppo ha <strong>61 miliardi di fidi concessi e non ancora utilizzati, 30 miliardi di nuovi fidi disponibili se verranno richiesti, e la prospettiva nei prossimi tre anni di erogare 50 &#8211; 60 miliardi a medio &#8211; lungo termine</strong>.</p>
<p>Per quel che riguarda i 5 miliardi di mezzi oggetto dell&#8217; accordo, serviranno a <strong>mantenere l&#8217; afflusso di credito al sistema produttivo</strong> attraverso due canali. Il primo sarà costituito da &#8220;interventi sulla liquidità delle imprese, per permettere di superare la fase più difficile della crisi&#8221;, attraverso il sostegno al capitale circolante o il rinvio delle rate &#8211; ma solo per la quota capitale &#8211; di mutui e leasing di dodici mesi. Seconda strada, gli interventi di &#8220;rafforzamento patrimoniale&#8221;, con finanziamenti a medio e lungo termine che accompagnano anche lo sforzo dei soci che effettuano un aumento di capitale.</p>
<p>Pesa la congiuntura economica, ma pesano anche le regole che adesso si trasformano in catene. È il caso dei criteri di Basilea 2, che legano le concessioni di credito a una rating interno assegnato dagli istituti ai loro clienti. Ora, mette in guardia Passera, si evidenziano problemi da correggere. A partire dall&#8217; <strong>aspetto prociclico di Basilea 2, che quando le cose vanno bene impedisce di mettere fieno in cascina e quando vanno male non consente di usare risorse</strong>.<br />
<span id="more-2382"></span><br />
Più radicale ancora Morandini. Per lui, su Basilea 2 serve un provvedimento &#8220;drastico, una moratoria di un paio d&#8217; anni. Altrimenti non capisco come si possa fare credito alle imprese dopo i bilanci 2009&#8243;. Se si applicheranno alla lettera i rigidi criteri imposti da Basilea 2, è l&#8217; avvertimento, &#8220;ci perderemo la piccola e media impresa in questo paese&#8221;. Altro intervento che serve immediatamente, secondo il vicepresidente di Confindustria, è quello sul fisco: <strong>Alle Pmi serve la detassazione degli utili che rimangono in azienda sotto forma di investimenti o di aumento di capitale.</strong></p>
<p>Ma al di là del valore concreto dell&#8217; accordo siglato è evidente che per Passera &#8211; in questa fase rappresentante di punta di quel sistema bancario che viene costantemente stigmatizzato dal ministro dell&#8217; Economia Giulio Tremonti come corresponsabile della situazione di difficoltà delle imprese – l&#8217; iniziativa riveste anche un forte valore simbolico. </p>
<p><strong>Così, tra reiterate e preventive ammissioni sul fatto che &#8220;ci possono essere stati errori&#8221; e che &#8220;si può sempre migliorare&#8221;, il banchiere approfitta dell&#8217; occasione per mandare messaggi ben precisi proprio all&#8217; ala antibancaria del governo. Quali? Anzitutto &#8220;attenzione a non allocare sul credito responsabilità non sue&#8221; per la recessione in corso, che è fenomeno non italiano, ma mondiale&#8221;. </strong></p>
<p>E soprattutto, nell&#8217; affastellarsi di inviti, rimbrotti, pressioni e ammonimenti perché le banche aprano i loro forzieri &#8220;guai a ragionare come se il credito fosse un tutto indistinto o a ragionare come se le banche non dovessero esercitare il merito di credito&#8221;. Proprio da questa rinuncia dei banchieri a giudicare il merito di credito e distribuire finanziamenti a pioggia, secondo Passera, nasce la crisi delle banche anglosassoni. <strong>Noi non dobbiamo dare credito a chiunque, ma a chi lo merita. Esiste un buon credito e un cattivo credito e il buon credito è quello che torna indietro</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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