Giustizia: Buongiorno (AN), serve nuovo CSM e carriere separate
“Serve una doppia, contestuale e radicale riforma. Da un lato velocizzare i processi, dall’altro formare meglio i giudici e separare le carriere”. Lo dice Gulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia della Camera, in una intervista a ‘Repubblica’. Per i Pm “creerei un organismo autonomo e indipendente”, spiega l’esponente di Alleanza nazionale.
Nel Csm “va superata la logica correntizia. Non condivido la radicale opposizione di Palamara, perché dice no e basta. Lo invito a essere più positivo”. La Bongiorno si rivolge ai magistrati: “Suggerisco di interpetare la parola riforma come la via per superare un sistema che non funziona”.
“La cloaca del Csm correntizzato, partitizzato e parcellizzato è uno scandalo che offende gli italiani”. Lo dichiara a Radio Radicale il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri e scoppia subito una nuova bagarre sul tema della giustizia.
“Le alte cariche dello Stato devono poter svolgere serenamente il proprio lavoro cui sono stati demandati dagli elettori. I poteri dello Stato devono essere messi nelle condizioni di funzionare ciascuno secondo i compiti loro affidati dalla Costituzione”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, illustrando in una conferenza stampa il “lodo” giudiziario per le quattro piu’ alte cariche dello Stato approvato dal Consiglio dei ministri. Alfano ha presentato ai cronisti il disegno di legge composto da un unico articolo di otto commi, di cui l’ottavo relativo all’entrata in vigore. “Sono sospesi dalla data di assunzione fino alla cessazione della carica o delle funzioni i processi penali nei confronti del presidente della Repubblica, del presidente del Senato, del presidente della Camera e del presidente del Consiglio. La sospensione non impedisce al giudice l’assunzione delle prove non rinviabili; la prescrizione e’ sospesa; l’imputato vi puo’ rinunciare; la parte civile puo’ trasferire in parte civile la propria richiesta, con corsia preferenziale e termini ridotti della meta’”.
“E’ un caso da manuale di conflitto di interessi”. Lo ha affermato Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, che gia’ ieri aveva criticato la presenza nel Csm dei tre magistrati: Pepino, Fresa e Roia, firmatari della lettera anti-Berlusconi. 
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