Alla Camera la fiducia sul dl sicurezza
Battute finali, alla Camera, per il decreto sicurezza.
Oggi pomeriggio, a partire dalle 17.15 (le dichiarazioni di voto in diretta tv avranno inizio alle 16.00), si voterà la fiducia, domani in tarda mattinata, invece, la votazione finale.
Il testo dovrà poi tornare al Senato per la conversione in via definitiva prima del 25 luglio.
Il Governo, con una comunicazione del ministro per i rapporti con il Parlamento, Elio Vito, ieri ha chiesto il voto di fiducia di Montecitorio per “l’elevato numero degli emendamenti presentati dall’opposizione” su un maxi-emendamento “interamente sostitutivo del disegno di legge di conversione del decreto sicurezza che non apporta modifiche, salvo quelle agli articoli 2 bis e 2 ter”.
La correzione del testo ha infatti cambiato la cosiddetta norma ‘blocca-processi’ che, grazie all’ approvazione del Lodo Alfano e dello scudo penale per le quattro più alte cariche dello Stato, è stata modificato nella cosiddetta ‘slitta-processi’.
Al posto della sospensione, è prevista la semplice facoltà affidata ai magistrati di fissare criteri di rinvio dei processi per reati indultati o che comunque rientrano nell’indulto previsto dalla legge del 31 luglio 2006.
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Walter Veltroni ha apposto a Prato la prima firma di “Salva l’italia”, la petizione lanciata dal PD contro il governo Berlusconi. L’appuntamento finale sarà la manifestazione in programma il 25 ottobre, quando il Pd porterà in piazza migliaia di persone per manifestare contro le politiche del governo Berlusconi.
Lo «scambio» potrebbe passare. La Camera riunirà questa sera la conferenza dei capigruppo. Il lodo Alfano (che prevede l’immunità giudiziaria per le 4 più alte cariche dello Stato e la relativa sospensione dei procedimenti giudiziari a loro carico per la permanenza della loro durata in carica) è stato calendarizzato in commissione Giustizia per martedì mentre oggi sono al voto gli emendamenti al decreto sicurezza che contiene la norma bloccaprocessi. Sul provvedimento si concentrano le attenzioni della politica, con l’opposizione che chiede lo «stralcio» della norma cosiddetta «bloccaprocessi» o «salvapremier».
“Il governo vari un decreto urgente per difendere i salari dal caroprezzi anziché uno sulle intercettazioni. Questa è la priorità per i cittadini”. Dopo la lettera inviata ieri al presidente della Camera insieme al leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, in cui si denunciava la perdita delle prerogative basilari del Parlamento, il segretario del PD Walter Veltroni è tornato ad esortare il governo ad accantonare l’idea di un decreto legge sulle intercettazioni per concentrarsi invece sulle vere emergenze con cui si trova a combattere il Paese, che sono quella economica e quella sociale.
Poco fa mi sono espresso senza mezzi termini di fronte alla stampa sulle intercettazioni tra Berlusconi e Saccà, definendo questa classe politica più simile a dei magnaccia intenti a piazzare veline a destra e manca, a spese del contribuente, piuttosto che occuparsi dei loro problemi. 




















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