Estero. Obama milionario. Non per la sua carica di presidente Usa, ma per i ricavi prodotti dai libri che scrive
Svelato il reddito del presidente degli Stati Uniti. Obama punta tutto sull’ educazione. Lui e la moglie Michelle, infatti, l’ anno scorso hanno speso per l’ istruzione delle figlie oltre 47mila dollari. E sono anche di più i soldi versati nei fondi di risparmio di Sasha e Malia. Gli Obama possono dare il meglio alle loro piccole soprattutto grazie ai ricavi prodotti con i libri scritti dal presidente.
Se non fosse, appunto, il presidente americano, Barack potrebbe vivere bene con i diritti dei suoi libri, che costituiscono il grosso degli oltre due milioni e mezzo di dollari che gli Obama hanno guadagnato nel 2008. Ma se non fosse presidente i due volumi che illustrano la sua visione dell’ America e la sua strada verso il sogno americano non sarebbero dei best – seller.
I sogni di mio padre e Il coraggio della speranza sono stati in classifica rispettivamente per 67 settimane. Le vendite alimentate prima dalla corsa alla Casa Bianca, poi dalla trionfale elezione dello scorso novembre. Barack e Michelle hanno dichiarato al fisco per l’ anno scorso 2,65 milioni di dollari; hanno pagato 855mila dollari di tasse federali e quasi 70mila di imposte statali, mentre 172mila dollari sono andati in beneficenza a 37 organizzazioni.
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“L’ Iran deve scegliere se costruire un’ arma o costruire un futuro migliore per il suo popolo». Barack Obama, nel corso della sua visita in Turchia, ha parlato davanti al Parlamento turco e avverte Teheran. «Sono stato chiaro con i leader e il popolo della repubblica islamica: gli Stati Uniti cercano un impegno basato su reciproci interessi e rispetto”.
Per la Casa Bianca né General Motors né Chrysler hanno proposto piani di rilancio tali da poter garantire loro nuovi aiuti pubblici. Secondo fonti di alto livello dell’ amministrazione, il presidente Barack Obama e i suoi consiglieri ritengono che nessuna delle due case auto sia in grado di sopravvivere e tornare redditizia e che i contribuenti Usa non spenderanno miliardi e miliardi per tenere in vita i due gruppi.
Duro attacco del leader supremo iraniano, l’ ayatollah Ali Khamenei, all’ indirizzo di Barack Obama, accusato di non rispettare le promesse di cambiamento e comportarsi come i suoi predecessori nel conflitto tra israeliani e palestinesi. Con un bellicoso discorso d’ apertura alla Conferenza internazionale sulla Palestina voluta dal regime di Teheran, Khamenei ha detto che Obama è avviato sulla stessa strada sbagliata di George W. Bush nel suo appoggio a Israele e ha definito lo stato ebraico un “tumore canceroso”. “Anche il nuovo presidente dell’ America, arrivato al potere con slogan che promettevano il cambiamento delle politiche di Bush, sta difendendo il terrorismo di Stato parlando di impegno incondizionato per la difesa di Israele”, ha attaccato l’ ultra – conservatore Khamenei, l’ uomo più potente nel regime degli ayatollah.
Per Obama è la prima, grande scommessa. Per giocarla, chiederà il voto dei leader del Partito Repubblicano per quel pacchetto da 825 miliardi di dollari con il quale il presidente spera di evitare il baratro della recessione e rilanciare l’ economia statunitense. Il consenso dei rappresentanti del Grand Old Party non è indispensabile: i democratici hanno la maggioranza assoluta alla Camera dei Rappresentati e al Senato. Potrebbero fare passare il provvedimento senza preoccuparsi dei voti repubblicani. Ma Barack Obama vuole che i primi passi della sua amministrazione, specialmente su un terreno così delicato come quello economico, siano all’ insegna dello spirito bipartisan e ottengano il massimo del gradimento anche da parte dell’ opposizione.




















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