Caduto nel vuoto l’ appello accorato di Giorgio Napolitano. Toni tutt’ altro che pacati fra le forze politiche
Il ministro dell’ Interno Maroni ha indicato il duro scontro politico come possibile causa scatenante del gesto di Massimo Tartaglia. “La crescente campagna contro la persona del presidente del Consiglio, che in molti casi travalica le regole del legittimo confronto democratico, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa, ha detto. Dunque, occorre raccogliere l’ invito del presidente della Repubblica affinchè pur nella diversità delle varie posizioni politiche si fermi la pericolosa esasperazione della polemica politica e si torni al più presto a un normale e civile confronto tra le diverse parti e le diverse istituzioni”. Le parole di Maroni nell’ Aula alla Camera hanno dato origine a un dibattito dai toni molto accesi, nonostante gli inviti alla serenità e alla sobrietà di parte dell’ opposizione con Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini.
Pier Luigi Bersani, eletto segretario Pd, comincia a tracciare la rotta di «un partito popolare che si rivolge ai lavoratori, alle piccole imprese, alle famiglie, alle nuove generazioni». Ed infatti il primo impegno del nuovo segretartio Pd è un incontro con gli artigiani a Prato per abbattere quel muro di gomma tra mondo politico, mediatico e paese.
Pier Luigi Bersani, ministro dell’economia nel Governo ombra del PD, ospite del meeting a Rimini di Comunione e Liberazione, all’indomani degli annunci propagandistici del Governo Berlusconi sul finto salvataggio di Alitalia, ridimensionata secondo il “Piano Fenice” ad una piccola compagnia aerea, niente a che vedere con il colosso di venti anni fa, ha il dente avvelenato e non perde l’occasione per mettere le cose in chiaro: “Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato il problema del caso Alitalia, non la soluzione”. Bersani si riferisce agli anni in cui il premier sempre con il suo governo, poteva salvarla realizzando piani migliori di quello attuale e invece, come ricorda a tutti i presenti e in particolare ai giornalisti, che certe cose dovrebbe scriverle, non ha fatto altro che contribuire alla sua svalutazione.
La saga Alitalia sta assumendo le dimensioni della farsa. Sembra che al governo delle migliaia di famiglie che da mesi vivono con il fiato sospeso per le sorti della compagnia di bandiera non interessi proprio nulla. Dopo aver cinicamente bloccato in campagna elettorale l’unica soluzione concreta che aveva preso forma, costringendo di fatto Air France ad abbandonare ogni tipo di trattativa, oggi la situazione è più confusa che mai, nonostante i ripetuti annunci fatti da vari esponenti del governo. 




















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