“Messa in prova”, frenata del governo

"Messa in prova", frenata del governoLa novità nella bozza di disegno di legge sulla certezza dell’applicazione della pena predisposto dal Guardasigilli Alfano provoca malumori all’interno del governo. Il primo a frenare è proprio il Guardasigilli: «Niente indulti o amnistie», precisa Alfano che annuncia «approfondimenti» sul provvedimento. Altolà anche da La Russa, secondo cui il ddl Alfano sulla giustizia «è ancora tutto da esaminare».

Il testo prevede che, per i reati punibili con pena fino a quattro anni di carcere, gli incensurati fino al dibattimento possano chiedere di essere «messi alla prova» invece di rischiare la cella. Si sospenderebbe il procedimento a loro carico in modo che possano svolgere lavori di pubblica utilità. A conclusione di questo periodo, se il giudice potrà constatare la effettiva riabilitazione, il reato sarà estinto. In pratica, anche per svuotare le carceri, si intende proporre la detenzione come «extrema ratio», sostituendo la pena con le misure che tendano al recupero di chi abbia compiuto un reato. Continua »

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Alfano: Sentenze brevi e chiare nel processo civile

Alfano: Sentenze brevi e chiare nel processo civileDopo l’approvazione avvenuta alla Camera della riforma del processo civile, che ora passa all’esame di Palazzo Madama, il ministro della Giustizia Alfano ha mostrato grande soddisfazione: “Siamo molto contenti perche’ i processi civili in Italia hanno avuto una durata di 10 anni una cosa inaccettabile per qualsiasi cittadino. Noi vogliamo velocizzare a abbiamo trovato dei modi per riuscirci : innanzitutto un massiccio uso delle tecnologie, dell’informatica e di internet per adeguare i tempi dei processi alla modalita’ di procedere dei nostri uffici. In secondo luogo severe punizioni per chi gioca ad allungare i tempi dei processi. Inoltre sentenze brevi e chiare comprensibili a tutti i cittadini. Continua »

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Alfano: I processi veloci sono il punto cardine della riforma della giustizia

Alfano: I processi veloci sono il punto cardine della riforma della giustizia “La nostra riforma della giustizia avrà come punto cardine l’accelerazione dei processi”. Lo ha ribadito il ministro della giustizia, Angelino Alfano, intervenuto alla presentazione di un rapporto su giustizia e territorio. “I cittadini hanno bisogno di tempi certi quando chiedono giustizia allo stato - ha spiegato Alfano - così non è e lo dimostrano le condanne europee circa i tempi lunghi dei processi italiani”. Quanto alla possibilità di un accordo con l’opposizione in materia di giustizia il guardasigilli ha ricordato di aver detto più volte che “vi sono punti di condivisione che vanno valorizzati. Speriamo in un confronto senza pregiudizi che ponga al centro le esigenze dei cittadini e non l’ottica di parte”. Secondo il ministro ci sono i presupposti perché si possa discutere serenamente con la politica e la magistratura: “riteniamo che i problemi della giustizia siano talmente grandi e sotto gli occhi di tutti che solo chi non vuole non può confrontarsi”.

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Alfano: Immunità alle alte cariche dello Stato per rispettare la volontà degli elettori

Alfano: Immunità alle alte cariche dello Stato per rispettare la volontà degli elettori“Le alte cariche dello Stato devono poter svolgere serenamente il proprio lavoro cui sono stati demandati dagli elettori. I poteri dello Stato devono essere messi nelle condizioni di funzionare ciascuno secondo i compiti loro affidati dalla Costituzione”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, illustrando in una conferenza stampa il “lodo” giudiziario per le quattro piu’ alte cariche dello Stato approvato dal Consiglio dei ministri. Alfano ha presentato ai cronisti il disegno di legge composto da un unico articolo di otto commi, di cui l’ottavo relativo all’entrata in vigore. “Sono sospesi dalla data di assunzione fino alla cessazione della carica o delle funzioni i processi penali nei confronti del presidente della Repubblica, del presidente del Senato, del presidente della Camera e del presidente del Consiglio. La sospensione non impedisce al giudice l’assunzione delle prove non rinviabili; la prescrizione e’ sospesa; l’imputato vi puo’ rinunciare; la parte civile puo’ trasferire in parte civile la propria richiesta, con corsia preferenziale e termini ridotti della meta’”. Continua »

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Via libera dal Governo al “lodo Schifani-bis”

Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sull’immunità delle quattro più alte cariche istituzionali, il cosiddetto lodo Schifani bis.
Il provvedimento, messo a punto dal ministro della Giustizia Angelino Alfano garantisce l’immunità per il Capo dello Stato, il primo ministro e i presidenti di Camera e Senato per tutta la durata del loro mandato per i reati non commessi nell’esercizio delle loro funzioni.
Un provvedimento simile, approvato nel 2003, era stato giudicato l’anno successivo incostituzionale dalla Consulta. Continua »

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Reato di clandestinità, il ministro Alfano replica all’Anm

Botta e risposta tra il ministro della Giustizia e l’Associazione nazionale magistrati, in merito al reato di immigrazione clandestina. Il ministro Alfano ha infatti replicato che questa tipologia di reato “è presente in numerose legislazioni occidentali e non ha prodotto guasti”. Alfano si è anche espresso sull’emendamento sulla prostituzione al pacchetto sicurezza, spiegando che “sul principio ci siamo, sulle modalità di applicazione le valuteremo”.

Il ministro della Giustizia ha partecipato alla riunione del Consiglio Giustizia e Affari Interni della Ue. Le domande rivolte dai giornalisti non potevano che riguardare il decreto Sicurezza correntemente all’esame del Parlamento. Secondo il ministro la norma che prevede il reato di immigrazione clandestina potrà essere una misura di deterrenza forte che disincentiva l’ingresso nel nostro paese di immigrati che abbiano la voglia di essere clandestini.
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