Alitalia aspetta hostess e steward. Ruolo chiave per il partner straniero
I piloti hanno firmato ma discutono ancora, polemici per come i loro front-men Berti e Notaro hanno chiuso l’accordo. Gli assistenti di volo non hanno ancora firmato, a parte i 300 iscritti all’Anpav. Sono attesi lunedì mattina a palazzo Chigi dove arriveranno con una risposta già pronta, un si o un no, quello che verrà fuori dalle consultazioni tra i lavoratori avvenute tra sabato e domenica.
Dossier Alitalia, il giorno dopo la lunga notte che ha portato alla firma dei piloti. Per stanchezza si cerca di dire che la missione è compiuta e che Alitalia è già rinata sotto forma di Cai. Ma non è così. In realtà ci sono ancora molte incognite: dalla firma di hostess e steward, alla capacità di volo di Alitalia, l’ingresso del partner internazionale, il destino della bad company, l’esame di Bruxelles su tutta l’operazione per non parlare dell’esame dei cittadini italiani che farsi carico di debiti, prestiti e costo degli ammortizzatori sociali. Alla faccia della sacra “italianità”, totem inviolabile del premier, che poi alla fine non si sa neppure se ci sarà veramente.
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Per il segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, meglio Lufthansa che Air France. A margine di un convegno a Monza, il ministro delle Riforme ha detto: “Meglio Lufthansa ed infatti sono stato io a sostenere che i miei uomini che dirigono la Sea dovevano andare a contattarla perché lascia Malpensa come hub mentre Air France ci fa chiudere gli aeroporti. Terrebbe aperto solo Roma e porterebbe tutti i voli intercontinentali a Parigi”. Per Bossi “Malpensa se la cava comunque. Tutte le compagnie vogliono andare a Malpensa perche’ ci sono i voli intercontinentali e con quelli si guadagna. Se Alitalia sta solo a Roma fallisce”.
“L’Alitalia restera’ italiana”. Lo ha ribadito Silvio Berlusconi che ha fatto il punto sugli sviluppi della trattativa per salvare la compagnia di bandiera nazionale:
“ I sindacati che si sono opposti alla proposta della Cai devono tornare sui loro passi e accettare l’accordo: questa e’ la sola via per evitare il fallimento.” Lo ha afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. “Adesso, l’unica cosa sarebbe che le sei sigle, tra cui quella della Cgil, che irresponsabilmente hanno fatto un rilancio a poker in una partita estremamente difficile, facendo saltare il banco, ritirino quella loro iniziativa e si faccia l’accordo come hanno proposto la Cisl, l’Ugl e la Uil, organizzazioni sindacali serie Altrimenti e’ un gioco irresponsabile, una roulette russa e abbiamo visto che allo stato attuale delle cose la Cai ha ritirato l’offerta. Non si venga a dire che si poteva fare a suo tempo l’accordo con Air France perche’ si dimentica di dira che e’ saltato anch’esso per una rottura tra Spinetta e i sindacati”.
La nuova Alitalia è pronta a volare già dal primo novembre. Il messaggio di fiducia arriva dal commissario straordinario Augusto Fantozzi che promette anche la scelta del partner estero entro settembre.
“Siamo intervenuti e abbiamo evitato la svendita dell’Alitalia”. Con queste parole Silvio Berlusconi ha commentato l’operazione di salvataggio della compagnia di bandiera italiana, varata dal Consiglio dei ministri giovedì 28 agosto nel corso del Consiglio dei Ministri. Il governo, attraverso la modifica della Legge Marzano, ha agito su due fronti: un disegno di legge delega e un decreto legge per dare immediata attuazione alle misure piu’ urgenti sono il fulcro dell’operazione alla base del rilancio dell’Alitalia.
Pier Luigi Bersani, ministro dell’economia nel Governo ombra del PD, ospite del meeting a Rimini di Comunione e Liberazione, all’indomani degli annunci propagandistici del Governo Berlusconi sul finto salvataggio di Alitalia, ridimensionata secondo il “Piano Fenice” ad una piccola compagnia aerea, niente a che vedere con il colosso di venti anni fa, ha il dente avvelenato e non perde l’occasione per mettere le cose in chiaro: “Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato il problema del caso Alitalia, non la soluzione”. Bersani si riferisce agli anni in cui il premier sempre con il suo governo, poteva salvarla realizzando piani migliori di quello attuale e invece, come ricorda a tutti i presenti e in particolare ai giornalisti, che certe cose dovrebbe scriverle, non ha fatto altro che contribuire alla sua svalutazione. 
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