Lega Nord

La Lega Nord dice no ai rastrellamenti

LA LEGA NORD DICE NO AI RASTRELLAMENTI“I rastrellamenti lasciamoli stare“, dice Umberto Bossi, pur senza rinunciare alla polemica con la sinistra, alla quale attribuisce la responsabilità di aver portato l’ immigrazione clandestina oltre il livello di guardia. È stata infatti la sinistra, accusa il leader della Lega, che ha fatto arrivare montagne di immigrati senza casa, così poi sono nati i quartieri ghetto”. La posizione della Lega si è addolcita: dice no ai rastrellamenti; il ministro dell’ Interno Roberto Maroni sostiene che bisogna cambiare passo nelle politiche di accoglienza e integrazione. E intanto il governo annuncia, con il ministro Sacconi, l’ imminente arrivo di un piano nazionale per l’ integrazione, un progetto che dovrebbe essere pronto a breve.
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Le reazioni e i commenti alle accuse di Massimo Ciancimino

MASSIMO CIANCIMINOMassimo Ciancimino al processo di Palermo ha sostenuto come Forza Italia sia nata dalla trattativa fra lo Stato e la mafia all’ inizio degli Anni ‘90. Le reazioni e i commenti. Il Popolo della Libertà parla di agguato al governo, la Lega tace, l’ Udc prende le distanze dalle parole di Ciancimino, il Partito democratico è prudente, l’ Italia dei Valori accusa. Sandro Bondi, coordinatore nazionale del Pdl, parla apertamente di disegno politico. Silvio Berlusconi evita ogni replica ufficiale, ma in privato il premier non nasconde la sua indignazione e parla del solito copione che si ripete ogni volta che c’ è una campagna elettorale.
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Le riforme? La storia infinita…

bossiNon se ne farà niente: dissensi all’ interno del Pd, mancanza di unità di intenti nel centrodestra, lontana la concordia auspicata da Napolitano. Un clima di lotta, non di coesione. E le riforme? Un problema di tutti, che però non interessa a nessuno. E che ognuno mette sul piano personale e non sul piano puramente politico per il bene dell’ Italia e degli italiani, che hanno votato per la destra, per la sinistra, per il centro, ognuno secondo la sua ideologia. Ma cosa hanno alla fine concluso gli eletti?
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Dopo l’ invito di Napolitano alla concordia, reazioni e opinioni diverse

paoloPaolo Bonaiuti è convinto che ci sia “in tutti l’ idea che la molla dell’ odio debba finire e cedere il posto al dialogo e a un abbassamento dei toni. Il premier sarebbe già al lavoro, determinato e molto positivo”. E in quanto alle riforme, il portavoce di Silvio Berlusconi e il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri aprono alla bozza Violante. “Si può ripartire da lì, riprendendo i fili di un lavoro già avviato al Senato e rivedendo alcuni capitoli come quello dei poteri del premier”.
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Cittadinanza italiana agli immigrati. Contrasti negli schieramenti politici

finiL’ esame delle nuove norme per la cittadinanza italiana agli immigrati provoca scontri alla Camera. Pdl e Lega confermano la normativa esistente, ovvero il limite di 10 anni per la richiesta di cittadinanza, rendendola però più severa per alcuni aspetti. Invece opposizione e Gianfranco Fini sono per la cosiddetta “cittadinanza facile”, con il limite di 5 anni in determinate circostanze
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La Svizzera dice no ai minareti

lucaMi chiedo quale sarebbe il risultato se un referendum come quello svizzero si facesse qui. Non dico in Padania, ma anche in Italia. Sono questi i risultati che portano la Lega al governo. Nel senso che la sintonia con quel che pensa e sente il popolo, noi l’ abbiamo da sempre, basta leggere il nostro programma.

Luca Zaia
www.lucazaia.it


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Gianfranco Fini favorevole ad un Lodo costituzionale: “Nessun complotto anti – Berlusconi”

finiIl presidente della Camera smentisce qualsiasi complotto contro Silvio Berlusconi e, in tema giustizia, apre al lodo Alfano costituzionale. “Il Parlamento è garante, dichiara. Io credo che se c’ è la volontà di risolvere il cortocircuito attuale senza garantire a Berlusconi l’ impunità, nessuno può pensare di abbatterlo per via giudiziaria”.
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Caso Tremonti. Nuovo vertice ad Arcore

tremontiUn nuovo vertice dei coordinatori del Pdl, convocato da Silvio Berlusconi, non risolve i nodi del governo, legati alla posizione del ministro dell’ Economia Giulio Tremonti. Nella riunione, secondo l’ Ansa, al di là di ogni personalismo, si è cercato di incentrare la questione dello scontro tra Tremonti, il premier e i vertici del Pdl sulla gestione dell’ economia e sul taglio dell’ Irap per una visione pià ampia della linea di politica economica del governo.

Dalla nota diramata dai coordinatori del Pdl, al termine della riunione, si apprende che, nel corso dell’ incontro con Silvio Berlusconi, è stata espressa piena condivisione della politica economica del governo. In particolare, si è concordato sulla necessità espressa dal Presidente del Consiglio “di coniugare e di contemperare due esigenze altrettanto valide, soprattutto nel momento in cui si intravedono alcuni segnali di miglioramento della crisi economica, e cioè l’ esigenza inderogabile del rigore, da tutti condivisa, e quella della ripresa dello sviluppo economico. Tutto ciò in coerenza con gli impegni programmatici assunti dal governo e dalla maggioranza che lo sostiene di fronte agli elettori”.

In sintesi, approvato il rigore in economia chiesto da Tremonti con l’ appoggio della Lega, ma insieme allo sviluppo e al rispetto del programma elettorale (quindi alla riduzione delle tasse) che il premier pretende, con l’ appoggio del Pdl.


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Regionali. Il Veneto andrà alla Lega? Galan cerca risposte, ma non trova garanzie

BERLUSCONIAl Teatro La Fenice di Venezia, Silvio Berlusconi e Giancarlo Galan sono nello stesso palco d’ onore, uno davanti e l’ altro appena dietro. Si sono parlati, per dirsi ciao come stai, e basta. Il Governatore da quattro giorni cerca un contatto, per sapere se davvero la presidenza del Veneto finirà ai leghisti. Ma il Premier tace.

E Galan non ha intenzione di rinunciare. È sostenuto dal ministro veneziano Renato Brunetta e dal ministro trevigiano Maurizio Sacconi. Ha il conforto di Gianfranco Fini. Ma non basta, Galan deve parlare Berlusconi. Ma non ci riesce.

Pareva si dovessero vedere in aeroporto, all’ arrivo del presidente del Consiglio, ma Galan era comandato presso l’ Emiro, mentre a ricevere Berlusconi c’ era solo un piccolo gruppo di imprenditori guidato dal presidente dell’ aeroporto Enrico Marchi, tutti sostenitori di Galan ai quali il Cavaliere ha risposto con frasi cortesi e generiche, e tanti complimenti all’ ottimo lavoro di Galan.

Un breve incontro nella saletta Rubinstein, poche parole quasi incoraggianti. Ma resta valido l’ accordo tra Berlusconi e Bossi e quel non ti preoccupare buttato lì da Berlusconi non dà nessuna garanzia. Quale il futuro di Galan?


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Regionali. Giancarlo Galan, Presidente del Veneto dal 2000: “Non ho rinunciato alla nuova candidatura”

galanBerlusconi avrebbe deciso di affidare il Veneto alla Lega. Ma l’ attuale governatore Galan ha incassato l’ appoggio di Bunetta e, in attesa dell’ incontro con il presidente del Consiglio che chiarirà la sua situazione, ribadisce di non aver rinunciato alla nuova candidatura.

In realtà, la Lega rivendica la poltrona di governatore. Che la guida della Regione Veneto vada alla Lega “non mi pare sia una scandalo”, anzi è “una rivendicazione assolutamente legittima” perchè il partito di Bossi governa “assieme al presidente Galan da dieci anni” e ha dimostrato “tutti i giorni che siamo capaci di governare” ha spiegato il ministro Maroni. “Nel Veneto come in altre Regioni – continua – abbiamo tantissimi giovani: Tosi e Zaia hanno quarant’ anni, sono in grado di svolgere questa funzione di governare il Veneto e quindi abbiamo solo l’ imbarazzo della scelta”.


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