La Lega Nord dice no ai rastrellamenti
“I rastrellamenti lasciamoli stare“, dice Umberto Bossi, pur senza rinunciare alla polemica con la sinistra, alla quale attribuisce la responsabilità di aver portato l’ immigrazione clandestina oltre il livello di guardia. È stata infatti la sinistra, accusa il leader della Lega, che ha fatto arrivare montagne di immigrati senza casa, così poi sono nati i quartieri ghetto”. La posizione della Lega si è addolcita: dice no ai rastrellamenti; il ministro dell’ Interno Roberto Maroni sostiene che bisogna cambiare passo nelle politiche di accoglienza e integrazione. E intanto il governo annuncia, con il ministro Sacconi, l’ imminente arrivo di un piano nazionale per l’ integrazione, un progetto che dovrebbe essere pronto a breve.
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Non se ne farà niente: dissensi all’ interno del Pd, mancanza di unità di intenti nel centrodestra, lontana la concordia auspicata da Napolitano. Un clima di lotta, non di coesione. E le riforme? Un problema di tutti, che però non interessa a nessuno. E che ognuno mette sul piano personale e non sul piano puramente politico per il bene dell’ Italia e degli italiani, che hanno votato per la destra, per la sinistra, per il centro, ognuno secondo la sua ideologia. Ma cosa hanno alla fine concluso gli eletti?
Paolo Bonaiuti è convinto che ci sia “in tutti l’ idea che la molla dell’ odio debba finire e cedere il posto al dialogo e a un abbassamento dei toni. Il premier sarebbe già al lavoro, determinato e molto positivo”. E in quanto alle riforme, il portavoce di Silvio Berlusconi e il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri aprono alla bozza Violante. “Si può ripartire da lì, riprendendo i fili di un lavoro già avviato al Senato e rivedendo alcuni capitoli come quello dei poteri del premier”.
L’ esame delle nuove norme per la cittadinanza italiana agli immigrati provoca scontri alla Camera. Pdl e Lega confermano la normativa esistente, ovvero il limite di 10 anni per la richiesta di cittadinanza, rendendola però più severa per alcuni aspetti. Invece opposizione e Gianfranco Fini sono per la cosiddetta “cittadinanza facile”, con il limite di 5 anni in determinate circostanze
Mi chiedo quale sarebbe il risultato se un referendum come quello svizzero si facesse qui. Non dico in Padania, ma anche in Italia. Sono questi i risultati che portano la Lega al governo. Nel senso che la sintonia con quel che pensa e sente il popolo, noi l’ abbiamo da sempre, basta leggere il nostro programma.
Il presidente della Camera smentisce qualsiasi complotto contro Silvio Berlusconi e, in tema giustizia, apre al lodo Alfano costituzionale. “Il Parlamento è garante, dichiara. Io credo che se c’ è la volontà di risolvere il cortocircuito attuale senza garantire a Berlusconi l’ impunità, nessuno può pensare di abbatterlo per via giudiziaria”.
Un nuovo vertice dei coordinatori del Pdl, convocato da Silvio Berlusconi, non risolve i nodi del governo, legati alla posizione del ministro dell’ Economia Giulio Tremonti. Nella riunione, secondo l’ Ansa, al di là di ogni personalismo, si è cercato di incentrare la questione dello scontro tra Tremonti, il premier e i vertici del Pdl sulla gestione dell’ economia e sul taglio dell’ Irap per una visione pià ampia della linea di politica economica del governo.
Al Teatro La Fenice di Venezia, Silvio Berlusconi e Giancarlo Galan sono nello stesso palco d’ onore, uno davanti e l’ altro appena dietro. Si sono parlati, per dirsi ciao come stai, e basta. Il Governatore da quattro giorni cerca un contatto, per sapere se davvero la presidenza del Veneto finirà ai leghisti. Ma il Premier tace.
Berlusconi avrebbe deciso di affidare il Veneto alla Lega. Ma l’ attuale governatore Galan ha incassato l’ appoggio di Bunetta e, in attesa dell’ incontro con il presidente del Consiglio che chiarirà la sua situazione, ribadisce di non aver rinunciato alla nuova candidatura.




















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