Governo

Berlusconi, no ritorno vecchie ammucchiate

Berlusconi no ritorno vecchie ammucchiateBerlusconi, no ritorno vecchie ammucchiate

Silvio Berlusconi in un audiomessaggio ai Promotori della Libertà: ”Mai più ritorno ad ammucchiate del passato. Occorre andare avanti con la realizzazione delle promesse. La gente non accetterebbe di tornare indietro. A settembre tutti votino i cinque punti di Pdl e Governo”. Per quanto riguarda la manovra ha detto di aver stabilizzato il bilancio.


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Idv, Berlusconi teme il voto

Idv Berlusconi teme il votoIdv, Berlusconi teme il voto

Leoluca Orlando: “Come era facile prevedere la paura fa novanta. Il dato che emerge dal vertice tra Berlusconi e Bossi è la conferma che l’attuale maggioranza ha paura del voto. Il presidente del Consiglio, infatti, si è reso conto che le elezioni anticipate sarebbero una sicura sconfitta per questo governo. Il dittatorello e i suoi sodali sono proprio arrivati al capolinea. Berlusconi e Bossi sono ormai minoranza nel Paese. Nei prossimi giorni, quando riproporranno le loro scelte dissennate in materia di giustizia e tenteranno di difendere l’impunità dei ladroni di Roma, della cricca e della casta, scopriranno quanto è seria l’opposizione in Italia”.


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Marcegaglia: Governo deve andare avanti, segua programma

Marcegaglia Governo deve andare avanti segua programmaMarcegaglia: Governo deve andare avanti, segua programma

La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: “Questo governo deve andare avanti, deve governare, è necessario in un contesto di ripresa fragile. Parlare di elezioni e di una politica che si continua a insultare e non si concentra sui problemi veri è inaccettabile. Il governo ha avuto la fiducia dei cittadini e ora deve governare e portare avanti il programma per il quale ha avuto la fiducia“.


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Maroni, vedo operazione per far fuori Berlusconi

Maroni vedo operazione per far fuori BerlusconiMaroni, vedo operazione per far fuori Berlusconi

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha commentato così la situazione in corso: ”Io non sono certo che si riesca a ricomporre la situazione, credo anzi che ci sia un’operazione in corso per far fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci. La Lega la sua indicazione l’ha già data, se non c’è una maggioranza che venga certificata bisogna andare subito a nuove elezioni. Per quanto riguarda invece il rapporto con l’Udc, Bossi ha parlato chiaro. Dal vertice mi aspetto che si prenda una decisione su cosa fare nei prossimi giorni della settimana che saranno decisivi. Mi aspetto una strategia che significa saper cosa fare nel caso che accada una certa cosa e cosa fare nel caso che ne succeda un’altra per evitare di trovarci impreparati”.
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Bossi: si va avanti così, senza Udc e no elezioni

Bossi si va avanti così senza Udc e no elezioniBossi: si va avanti così, senza Udc e no elezioni

Umberto Bossi, dopo aver incontrato Silvio Berlusconi a Lesa: “Si va avanti così, ma senza Casini e senza l’Udc per realizzare il programma. No alle elezioni, al momento non si fa niente”. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è arrivato in elicottero a villa Campari, a Lesa, per l’incontro con il leader della Lega Umberto Bossi per discutere dell’attuale situazione all’interno della maggioranza del governo. A Lesa con Bossi la delegazione leghista formata dal ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, dal presidente della Regione Piemonte Roberto Cota e dal capogruppo del Carroccio al Senato Federico Bricolo. È arrivato anche il ministro dell’economia Giulio Tremonti.


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Fli a Berlusconi, rinnovare governo e maggioranza

Fli a Berlusconi rinnovare governo e maggioranza1Fli a Berlusconi, rinnovare governo e maggioranza

Italo Bocchino, capogruppo alla Camera di Futuro e Libertà, sul sito di Generazione Italia: “L’unica strada che ha Berlusconi è appellarsi al Parlamento come gli ha consigliato Casini per varare un nuovo governo con un profilo alto e riformatore e una maggioranza più ampia, costruendo una nuova coalizione che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd ormai delusi”.

”Sappiamo che per Berlusconi questa strada è quasi impossibile da intraprendere perché dovrebbe sostituire la logica della monarchia aziendale con quella della democrazia repubblicana, condividere scelte con logiche politiche e dar vita a un esecutivo fatto di ministri politici che darebbero un’altra fisionomia al governo che oggi è semplicemente un governo del Presidente”.

Sappiamo che questa ipotesi gli fa accapponare la pelle, ma è l’unica che ha per sopravvivere alla crisi implosiva che ha aperto da solo. A questo punto la partita per Berlusconi diventa veramente difficile se va alle urne rischia tutto e rischia molto, se sta fermo minacciando reazioni che non può fare rischia il logoramento nazionale e internazionale“.


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Bocchino: ”Berlusconi sotto sotto il voto non lo vuole, consapevole che ha solo da perderci

Bocchino Berlusconi sotto sotto il voto non lo vuole consapevole che ha solo da perderciBocchino: ”Berlusconi sotto sotto il voto non lo vuole, consapevole che ha solo da perderci

Italo Bocchino: “Oggi il ricorso al voto lo vogliono davvero soltanto Bossi e Tremonti, il primo per prendersi i voti di Berlusconi e il secondo per prendere il suo posto a Palazzo Chigi. Non le vuole il Paese, non le gradirebbe il Quirinale, non le vuole l’opposizione, non le vuole Fini e non le vogliono quei sessanta-settanta parlamentari del Pdl che dovrebbero lasciare il posto ai leghisti al Nord, a Futuro e libertà al Sud e al centrosinistra nelle regioni dove senza il presidente della Camera è impossibile conquistare il premio di maggioranza. Il presidente del Consiglio deve decidere che atteggiamento avere verso Fini e i finiani. A questo punto è bene chiarire qual è la strategia degli uomini del presidente della Camera, che vanno considerati un tutt’uno con il loro leader”.
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Berlusconi: 5 punti non trattabili, prendere o lasciare

Berlusconi 5 punti non trattabili prendere o lasciareBerlusconi: 5 punti non trattabili, prendere o lasciare

Silvio Berlusconi, nel corso del vertice svrebbe detto: ”Non accetteremo un voto sul 95% della mozione che conterrà i cinque punti programmatici, non intendiamo trattare sul 5% relativo alla giustizia. Prendere o lasciare. Se Gianfranco Fini a Mirabello annuncerà di voler fondare un partito tradirà gli elettori. Ma non credo che si dimetterà da presidente della Camera. La fiducia che il governo chiederà sui cinque punti programmatici non potrà riguardare solo alcuni aspetti del programma e non gli altri, ma dovrà essere complessiva sull’intero pacchetto. Il nodo è ovviamente quello della giustizia ed in particolare sul cosiddetto processo breve che alcuni esponenti finiani hanno già detto di voler discutere. Pier Ferdinando Casini dovrebbe venire con noi, sarei contento se entrasse nella nostra squadra, anche perché lui stesso avrebbe dei vantaggi visto che come dimostrano le Regionali, con noi l’Udc prende più voti mentre con la sinistra li perde”. Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti, auspica il ritorno dei centristi nel centrodestra.


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Berlusconi: crescita Lega non preoccupante ma no voto

Berlusconi crescita Lega non preoccupa ma non vorrei votoBerlusconi: crescita Lega non preoccupante ma no voto

Nel corso del vertice a Palazzo Grazioli, Silvio Berlusconi avrebbe detto di non essere spaventato o preoccupato per i sondaggi che danno la Lega in forte crescita: ”Il rapporto con il partito di Umberto Bossi è solido e un eventuale successo elettorale non costituirebbe un problema per il Pdl. Però vorrei evitare le elezioni e terminare il mandato consegnato dagli elettori e dunque la legislatura. Ci sono tante cose da fare e il governo sta lavorando bene, ed è giusto che prosegua nel suo lavoro. Voglio continuare a governare per rispettare il mandato dei nostri elettori.


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Vertice Pdl su riforme

Vertice Pdl su riformeVertice Pdl su riforme

Cicchitto sulla riunione voluta dal premier: ”Dal vertice Pdl di oggi dovranno uscire quattro punti precisi. Berlusconi presenterà una scelta su riforma della giustizia, Sud, federalismo, fisco. Su questo dovremo confrontarci. Richiedere il voto, se non c’è una maggioranza parlamentare sulla piattaforma programmatica, crediamo sia giusto rispetto al popolo sovrano che ci ha conferito il mandato. Quindi: o fiducia o voto”.


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