Alitalia: via libera del Cdm a decreto e ddl modifica legge Marzano
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto e il ddl delega per la modifica alla legge Marzano.
Il primo provvedimento vara una riforma delle procedure previste dalla Legge Marzano per il commissariamento come strumento per il salvataggio delle grandi aziende in crisi.
Il secondo pone le basi per una riforma più ampia delle norme che regolano l’amministrazione straordinari. Continua »
“Faremo tutto il possibile perché nessuno resti a piedi. Il Governo dà molta attenzione a questi problemi relativi alla occupazione”. Lo assicura il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, in conferenza stampa al Meeting di Rimini, parlando della vicenda Alitalia. Ricollocare i lavoratori in esubero in altre aziende pubbliche è “un’ipotesi percorribile”, ha spiegato Matteoli facendo riferimento a “ricollocazioni e ammortizzatori sociali molto forti e di lungo periodo”. “Salvare Alitalia a scapito di tante persone - ha proseguito - non sarebbe stato un successo”. Nei prossimi giorni ci saranno degli incontri con i sindacati con l’auspicio, da parte del governo, di trovare una sintesi sul tema.
Alitalia punto e a capo. Il destino della compagnia di bandiera italiana sembra delinearsi sempre più chiaramente in questo scorcio di fine estate, quando ancora la maggior parte degli italiani è in ferie e la soglia dell’attenzione è ancora molto bassa. Se dalle elezioni il premier Silvio Berlusconi ha giocato sulla pelle degli italiani lanciando le sue rocambolesche ipotesi di cordate italiane per salvare Alitalia, ora la cordata, dopo ben cinque mesi di utili persi, sta cominciando a delinearsi in maniera sempre più netta mostrando l’aspetto davvero più sconcertante di tutta la faccenda, il ritorno “in pista” di Air France-Klm. Già perché, se Berlusconi ha perso ben cinque mesi di tempo per salvare Alitalia, sferrandole un ulteriore colpo finale e mettendo letteralmente in fuga la solida e seria compagnia franco olandese, l’unica allora in campo ad essere veramente interessata alle sorti di Alitalia, ora la rimette in gioco ma le condizioni non sono davvero le stesse.
Per dar vita alla nuova Alitalia è nata Compagnia Aerea Italiana con i primi sedici soci con Rocco Sabelli amministratore delegato e Roberto Colaninno presidente. Ora si aspetta la mossa del governo per consentire la divisione dell’Alitalia nella parte “buona” destinata a confluire nella newco assieme ad una parte di AirOne e in quella “cattiva” con il carico di debiti ed esuberi. L’ipotesi più probabile sembra, al momento, l’approvazione giovedì nel Consiglio dei ministri di due provvedimenti: un decreto con le misure più urgenti e vitali per la procedura successiva e un ddl delega che dovrebbe contenere una riforma complessiva degli strumenti legislativi a disposizione per affrontare crisi aziendali come quella di Alitalia, unificando le attuali leggi Marzano e Prodi.
Il prezzo dei prodotti ortofrutticoli compie un balzo del 200% nel percorso che va dal campo di raccolta alla tavola del consumatore finale.
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