Berlusconi interviene al teatro Marino: duro attacco ai 5 Stelle e a Grillo

di Gianni Puglisi Commenta

Pubblico delle grandi occasioni al teatro Manzoni a Milano per l’intervento di Silvio Berlusconi in vista delle elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Anche fuori dalla struttura c’erano decine e decine di “supporters” che hanno ascoltato l’intero discorso grazie ad un maxi-schermo posto proprio nella hall del teatro. All’evento erano presenti anche Paolo Romani, capogruppo al Senato, Adriano Galliani, ex amministratore delegato della compagine rossonera, e il leghista Attilio Fontana, che si candida alla presidenza della Lombardia.

Tra i passaggi più significativi dell’intervento di Berlusconi c’è sicuramente quello relativo all’Iva. Secondo l’ex Premier, il Centrodestra non prenderà in discussione alcun aumento dell’Iva sia nel 2018 che tra due anni. La politica fiscale è al centro del programma del Centrodestra, sostenuto anche da parte dell’onorevole Fabrizio Bertot. L’ex presidente del Milan ha evidenziato tutte quelle tasse ed accise su cui c’è una promessa che vengano abolite o ridotte.

Dal teatro Marino, Berlusconi ha voluto di nuovo fare riferimento al Movimento 5 Stelle e a Beppe Grillo, etichettandoli come una “setta”, attaccando anche il comico genovese, definendolo come un “pluricondannato”. E ha messo in campo anche delle indagini private del partito, secondo cui Forza Italia e la sua coalizione ha già toccato e superato il 40% dei consensi. Secondo il leader di Forza Italia, però, non è una percentuale sufficiente, dal momento che l’obiettivo dichiarato è quello di poter contare su una larga maggioranza.

Nel corso della giornata, Berlusconi ha poi preso parte anche al programma Domenica Live, sottolineando come il Centrodestra abbia in serbo non uno, ma ben tre referendum. Uno relativo alla possibilità di eleggere direttamente il presidente della Repubblica, uno che si riferisce invece ai movimenti dei vari personaggi politici da un partito all’altro. Il terzo, infine, fa riferimento all’impedimento dei ricorsi in seguito ad un’assoluzione che è stata ottenuta in primo grado.

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