Senato, ok fiducia Monti

di Mariella Commenta

Mario Monti ottiene la fiducia al Senato e dà il via alla manovra economica. Anche se con un calo statistico del 10 per cento dei consensi al governo da parte del Parlamento, Monti dichiara: “Il decreto è legge e ne sono lieto. Può partire così la cosiddetta “fase due”, una serie di interventi già preannunciati dall’esecutivo e con obiettivo primario alla crescita e allo sviluppo”.

Nonostante il pessimismo di Bossi e Lega, Monti davanti ai senatori conferma che la manovra consente all’Italia di affrontare a testa alta la crisi. Il presidente del Consiglio indica le novità, fra le quali le deduzioni Irap al bonus per assumere lavoratori al Sud, invita i cittadini a guardare con fiducia ai titoli italiani e a sottoscrivere Bot e Btp. E riferendosi al ruolo dei partiti che compongono la maggioranza e alle polemiche degli ultimi giorni, dice: “Vorrei dire ai cittadini che l’appoggio che questo governo sta ricevendo è molto più grande di quello che i partiti lasciano credere o dichiarano”.

Riferendosi poi agli incontri con Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani ha precisato: “I colloqui fra partiti che sostengono il governo e il presidente del Consiglio sono di grande appoggio, incoraggiamento e grande stimolo; certamente anche di forte proposizione di temi e indirizzi. Ma poi vengono presentati esternamente piuttosto dal punto di vista del veto o della forte pressione. Capisco se per loro esigenze le forze politiche debbano rappresentare in un certo modo l’appoggio al governo, ma se questo è utile andiamo avanti così”.

Monti riceverà una delegazione del Pdl e poi il leader dell’Udc e dell’Api ma separatamente e nel corso dei colloqui illustrerà la cosiddetta fase due, confermando che tra gli obiettivi del governo ci sono le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro.

Dal suo canto Silvio Berlusconi ammette: ”Votando la manovra abbiamo scelto il male minore e ribadiamo il sostegno compatto del Pdl all’attuale esecutivo. Un appoggio però che non deve essere confuso con una delega in bianco. Abbiamo detto in maniera chiara a Monti che siccome siamo il principale partito i provvedimenti devono essere discussi prima con noi”.

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