Luca Zaia. Buon anno nuovo, Popolo Veneto! Il Lettore non si preoccupi. Non ho smarrito il senso del tempo. È che mi sto proponendo come candidato a Presidente della Regione e il primo marzo, ai tempi della Serenissima, si festeggiava l’ inizio della nuova annata. Infatti, secondo la tradizione, consolidatasi in età umanistica, Venezia sarebbe stata fondata il 25 marzo 421, ossia il giorno dell’ incarnazione di Gesù o, se vogliamo essere più precisi, quando Maria si trovò ad essere incinta, cioè esattamente nove mesi prima del 25 dicembre.
Perché tale scelta? L’ amico Giuseppe Gullino mi ha spiegato che, siccome nel Medioevo ogni Comune, ogni città tendeva valorizzare la propria identità accreditandosi origini, patroni o eroi eponimi che le conferissero una valenza propria e riconoscibile rispetto ai vecchi dominatori o ai centri vicini, il Popolo delle lagune ebbe a scegliere questa data anche nell’intento di affermare la propria autonomia da Roma, cioè dalla Santa Sede, dalle cui interferenze fu sempre bene attenta a prendere le distanze, pur nel rispetto dell’ autorità religiosa.
Inizialmente fu proprio il 25 marzo ad essere prescelto come inizio del calendario della Serenissima, ma siccome fare iniziare il computo dei giorni dal numero 25 avrebbe comportato una quantità di confusioni e fraintendimenti, con il tipico pragmatismo dei mercanti (il Senato veneziano è stato felicemente paragonato al consiglio di amministrazione di una banca) si fece coincidere il capodanno veneto con l’ inizio del mese.
Pertanto a Venezia l’ anno ufficiale cominciava il primo marzo, secondo la prassi adottata da tutte le magistrature e gli atti ufficiali della Repubblica Veneta fino al 1797, fino alla caduta.
Probabilmente, oltre che per differenziarsi da Roma, come si diceva, a monte di tale scelta politica si possono rintracciare diverse motivazioni, più vicine alla sensibilità popolare. Marzo, infatti, chiude l’ inverno e apre la primavera, la stagione in cui terminano i lavori negli arsenali e le navi vengono messe in acqua: devono portare i mercanti al di là del mare, a conoscere nuovi cieli e nuove terre, a intraprendere nuove conoscenze, nuovi traffici, a schiudere orizzonti diversi, con Marco Polo, con Alvise da Mosto, con Sebastiano Caboto…..
Ancora, a marzo cominciano i lavori campestri, le piogge ridanno vita alla terra, gonfiano i fiumi e i fiumi conferiscono vigoria ai mulini, ai magli, alle segherie, ai mangani, all’ industria insomma, così presente appunto lungo i corsi d’ acqua (l’ unica energia motrice prima della scoperta della macchina a vapore), specie nella fascia prealpina, da Schio a Follina e su su fino a Tolmezzo. Perciò, buon anno nuovo Popolo Veneto. Che questo marzo possa segnare una rinascita politica per la nostra Regione.
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