Alitalia: Primo accordo, ma si continua a trattare
Si sono riannodati nel corso della nottata i fili della trattativa su Alitalia tra governo, Cai (la nuova società disposta a rilevare la compagnia aerea) e i sindacati Cgil, Cisl, Uil, Ugl. Si è lavorato senza soste presso la sede del Ministero del Lavoro. Dopo il pessimismo dei giorni scorsi, c’è da registrare una prima dichiarazione soddisfatta del ministro, Maurizio Sacconi, “c’è una solida base di partenza per cercare di costruire il futuro della compagnia di bandiera. Si tratta di un passo avanti importantissimo”. Da parte sua, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ha affermato che “da governo e azienda c’è la disponibilità a continuare il confronto. Senza ultimatum, possiamo continuare a lavorare fino a quando riusciremo a trovare un accordo”.
Dalle prime indiscrezioni si è appreso che il passo avanti riguarda il piano industriale, soprattutto i livelli occupazionali che la nuova società ha intenzione di garantire, oltre agli impegni per la continuità di cargo e della cosiddetta manutenzione pesante. Ci sarebbe accordo pure su come ridisegnare la tutela del reddito dei lavoratori considerati in esubero e sulla la loro ricollocazione produttiva. Si tratta di alcune delle questioni fondamentali sulle quali si era rotto il negoziato dei giorni scorsi.
Nel dettaglio, dai contenuti dell’accordo quadro emerge che salgono da 11.500 a 12.500 le assunzioni previste nella nuova Alitalia (1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti). Il piano prevede anche una capitalizzazione iniziale di un miliardo insieme all’obiettivo di raggiungere il breakeven operativo in due anni. L’accordo conferma inoltre l’impegno alla stabilità dell’azionariato per cinque anni e l’obiettivo di un’intesa con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza a far parte della nuova società che gestirà Alitalia.
Il vero scoglio a questo punto del negoziato restano però le reazioni dei sindacati autonomi (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl) che rappresentano in modo significativo sia i piloti sia gli assistenti di volo e i lavoratori di terra dell’Alitalia. Questa notte sono stati esclusi - tra le proteste - dal tavolo del negoziato, ma senza un loro assenso la situazione potrebbe riprecipitare nel caos. Il ministro Sacconi e la Cai preferiscono infatti la sigla di un primo accordo quadro con i sindacati confederali. Saranno poi questi ultimi a tentare di convincere i sindacati autonomi sulla bontà del piano di rilancio. Questo percorso è tuttavia molto pericoloso - si fa osservare da parte di alcuni sindacalisti - perché potrebbe incattivire gli autonomi che hanno già definito ‘carta straccia’ un accordo quadro scaturito da riunioni a cui non hanno partecipato.
Secondo un primo calendario sul proseguimento del negoziato, il confronto tra le parti riprende alle 11 con un nuovo incontro tra il ministro del Lavoro, Cai Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I sindacati autonomi sono convocati nel pomeriggio.
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Tags: Cai, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Maurizio Sacconi, esuberi, salvataggio alitalia, sindacati autonomiNon ci sono commenti
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