Approvato ddl della Carfagna sulla prostituzione, da oggi c’è il carcere

di Mariella Commenta

carfagna.jpgIl consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulle “misure contro la prostituzione” messo a punto dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Secondo il ddl, prostituirsi continuerà a non essere un reato ma sarà vietato farlo per strada. Per i trasgressori, sia le lavoratrici del sesso sia i clienti, sono previste in egual misura sanzioni, che possono arrivare anche all’arresto.

“Prostituirsi in strada sarà un reato e verrà punito sia chi la esercita, sia chi ne usufruisce come cliente”. E’ il punto saliente del ddl che prevede misure contro la prostituzione, approvato all’unanimità dal Consiglio dei ministri. Il testo, che consta di 4 articoli, e’ stato presentato dal ministro delle Pari opportunita’ Mara Carfagna, che nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha illustrato gli elementi piu’ importanti del provvedimento.

In particolare, il testo prevede l’inasprimento delle sanzioni per chi sfrutta la prostituzione minorile e prevede il rimpatrio assistito per i minori extracomunitari senza tutela. “Si tratta di un primo importante passo in avanti -ha dichiarato Carfagna- era dal 1958 che non si interveniva sulla materia. Combattere la prostituzione non e’ solo una questione di decoro urbano o di sicurezza, la prostituzione fa infatti proliferare tutte le organizzazioni criminali che la sfruttano e che stanno dietro a questa pratica”.

Carfagna ha infine precisato di non aver mai parlato, ne’ oggi ne’ in precedenza allo svolgimento del Consiglio dei ministri odierno, della possibilita’ che le prostitute si consocino in ‘cooperative’. “Non ne ho mai parlato -ha ribadito il ministro delle Pari oppurtunita’- e nel ddl non se ne fa alcun cenno”.

Ecco il disegno di legge in dettaglio
L’articolo 1 del disegno di legge (che modifica la legge Merlin del 1958) introduce il reato di esercizio della prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico: arresto da cinque a quindici giorni ed ammenda da 200 a 3.000 euro per chi offre prestazioni sessuali, pena applicata anche ai clienti delle lucciole. Se la prostituzione – si spiega nella relazione illustrativa del ddl – deve considerarsi “fenomeno di allarme sociale”, non puo’ ammettersi un “distinto trattamento” tra chi la eserciti e chi se ne avvalga.

Il ddl Carfagna, quindi, mira ad introdurre misure che “tutelino la dignita’ ed i valori della persona umana e la sua liberta’ di determinazione”, prevenendo “le cause di un diffuso allarme per l’ordine pubblico e la sicurezza”. Con l’introduzione del reato di prostituzione in luogo pubblico o aperto al pubblico si vuole eliminare la prostituzione di strada e, contemporaneamente, contrastare lo sfruttamento.

Per questo, il disegno di legge, all’articolo 3, prevede anche pene piu’ pesanti per chi organizza o partecipa ad un’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione: nel primo caso si rischia da 4 a 8 anni di reclusione, nel secondo da 2 a 6 anni.

Un punto importante del ddl (articolo 2), inoltre, e’ dedicato alla prostituzione minorile: carcere da 6 a 12 anni e multa da 15 mila a 150 mila euro per chi “recluta o induce alla prostituzione una persona di eta’ inferiore agli anni diciotto” o “favorisce, sfrutta, gestisce, organizza o controlla la prostituzione di una persona di eta’ inferiore agli anni diciotto, ovvero altrimenti ne trae profitto”.

Chiunque compie atti sessuali con un minore di eta’ compresa tra i 16 ed i 18 anni, in cambio di denaro od altro, anche solo promessi, potra’ essere punito con la reclusione da 6 mesi a 4 anni e con la multa da 1.500 a 6.000 euro. Se il minorenne ha meno di 16 anni, la pena e’ aumentata da un terzo alla meta’ e le attenuanti non possono essere equivalenti o prevalenti rispetto al prescritto aumento di pena.
I minori stranieri non accompagnati che esercitano la prostituzione nel nostro Paese saranno riaffidati alla famiglia o alle autorita’ responsabili del loro Paese d’origine. Con un regolamento da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, verranno stabilite procedure accelerate e semplificate per il rimpatrio del minore.

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