Anci e Upi invitano i candidati premier ad attuare il federalismo e alle riforme
Comuni e Province vogliono contribuire a dare slancio e fiducia al Paese, vogliono concorrere ad assicurare le condizioni perché le imprese si sviluppino e creino ricchezza, perché il lavoro cresca in quantità e qualità, perché l’ambiente sia rispettato e la salute tutelata, perché i cittadini si sentano più sicuri e le persone più fragili non siano lasciate ai margini. Da queste premesse parte un documento condiviso da Anci e Upi, e approvato oggi dai rispettivi organismi direttivi nazionali, con le proposte e le priorità che le due associazioni presenteranno ai candidati premier.
Rinnovare le istituzioni, per arrivare ad una semplificazione del sistema che consenta di ridurre i costi della politica, è il primo degli obiettivi indicati dalle Associazioni, che chiedono un riordino complessivo con il trasferimento di tutte le funzioni amministrative a Comuni e Province e l’eliminazione di tutte le sovrastrutture (ATO, Consorzi, enti strumentali, agenzie).
Perché questa razionalizzazione delle istituzioni possa concretizzarsi, è necessario assicurare la piena attuazione del federalismo fiscale, in modo da garantire a Regioni, Comuni e Province la certezza delle risorse necessarie per l’utilizzo delle funzioni.
Dare impulso allo sviluppo è la seconda grande priorità avanzata da Anci e Upi: uno sviluppo sostenibile, che si concentri sulla promozione di nuove politiche energetiche, che si ponga l’obiettivo di fare muovere il Paese in modo sicuro, efficiente e pulito, e che investa non solo sulle infrastrutture materiali, ma anche su quelle immateriali.
Una attenzione determinante è riservata alla scuola - per cui si chiede un piano straordinario di ammodernamento delle infrastrutture che metta in condizione gli enti locali di investire sul futuro del Paese – e alle politiche per il lavoro – che secondo Anci e Upi devono essere strettamente legate alle politiche dell’istruzione e della formazione professionale, integrando gli strumenti per l’orientamento, l’emersione e i il reimpiego. Il documento si chiude con la richiesta di una ristrutturazione del welfare locale che riconosca in capo ai Comuni un ruolo unico di regia e di coordinamento che consenta di razionalizzare le risorse e migliorare i servizi e le prestazioni.
A partire da domani il documento sarà inviato a tutti i partiti politici, con la richiesta di un incontro tra Anci , Upi e i candidati premier.
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